“Oltre le parole”, la Trieste delle scrittrici dimenticate

Viene presentato oggi alla Libreria Ubik il libro che recupera dall’oblio cinque autrici del primo ’900

I loro nomi, oggi, si portanno appresso un grande punto interrogativo. Perché di scrittrici come Ida Finzi, in arte Haydée, Pia Rimini, Fortuna Morpurgo-Willy Dias, Anna Curiel Fano e Alma Morpurgo non parla quasi più nessuno. Non c’è una via dedicata a loro, non una sala in cui si svolgono appuntamenti culturali che porti il loro nome. Ed è strano, perché tutte queste scrittrici, a suo tempo, hanno avuto numerosi lettori che le ammiravano, recensori pronti a parlare dei loro libri, ammiratori dal nome illustre.

Son passati ormai molti anni da quando i giornalisti Roberto Curci e Gabriella Ziani provarono a salvare queste scrittrici, e molte altre, dall’oblio pubblicando il libro “Bianco rosa e verde”. Adesso, ci riprova un gruppo di studiose con “Oltre le parole”. Scrittrici triestine del primo Novecento”, pubblicato da Vita Activa Edizioni. Un volume curato da Gabriella Musetti che nasce dal Laboratorio di scrittura che si è tenuto per oltre un anno alla Casa delle donne di Trieste.

“Oltre le parole” viene presentato oggi, alle 18, alla Libreria Ubik in Galleria Tergesteo a Trieste da Gabriella Musetti, Mariella Grande, Giada Passalacqua e Marinella Zonta, autrici e curatrice. Partecipa Luisa Cividin.

Letture comuni, confronti, discussioni, ricerche nelle biblioteche e negli archivi hanno contribuito a delineare i percorsi di vita e di scrittura della autrici considerate, il loro rapporto con la città. E il volume ha preso forma alternando alla biografia delle scrittrici un’antologia dei loro testi, che risulterà utile e interessante per tutti quei lettori che fanno fatica a trovare in circolazione gli scritti delle cinque autrici.

Maria Neglia ha seguito Pia Rimini sulla strada di Auschwitz; Mariella Grande ha messo a fuoco il viaggio letterario di Ida Finzi-Haydée; Marcella Trulli e Giada Passalacqua hanno esplorato il mondo umano e letterario di Fortuna Morpurgo-Willy Dias; Silva Bon si è soffermata su Anna Curiel Fano; Marinella Zonta ha rimesso a posto il mosaico di ispirazioni letterarie e di storie personali di Alma Morpurgo.

Accanto all’antologia delle opere delle scrittrici ci sono molte immagini, ritagli di giornale, testimonianze visive che aiutano a ricostruire un passato, in realtà, non troppo lontano. E che ritorna a vivere nella storia di donne intellettuali che Trieste farebbe bene a non dimenticare. Anche perché le cose che scrivevano non sono affatto invecchiate.

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