Margherita Hack, galassia di passioni al Miela

Stasera lo spettacolo di Diana Höbel dedicato alla popolare astrofisica apre Mi&Lab, il microfestival della scienza

TRIESTE. Un titolo evocativo e al tempo stesso denso di mistero che fa riferimento all’asteroide battezzato con il nome della Signora delle stelle per antonomasia. “8558 HACK” è lo spettacolo che stasera aprirà Mi&LAB, microfestival di scienza, filosofia e tecnologia fino a sabato 27 al Teatro Miela. A firmarlo, Diana Höbel, teatro con Ronconi, Massimo Castri e Gabriele Vacis, partecipazioni cinematografiche con Salvatores e Vittorio Moroni, ora autrice e interprete di quest'omaggio dedicato a Margherita Hack e al suo indissolubile legame tra vita e scienza.

Non è la prima volta che si appassiona a personaggi femminili forti.

«Vero, anche se molto meno conosciuti. “Carmen” ad esempio, che ho scritto nel 2006, è la storia di Noris Guizzo, staffetta partigiana di Volpago del Montello, una delle tante ma mai realmente esplorate. Un personaggio che ha compiuto atti eroici e resistito a furiose torture senza mai rivelare i nomi: un approfondimento tra l'altro commissionato dalla Fondazione Benetton».

Cosa l'ha colpita maggiormente nella figura della Hack?

«Credo che noi esseri umani dobbiamo farci, costruirci, ma non possiamo lasciare che il contesto ci determini totalmente. Margherita reagisce a due sollecitazioni di segno opposto sintetizzandole in maniera mirabile: il contesto fascista in cui cresce, di cui conserverà per tutta la vita l'amore per lo sport, e nello stesso tempo l'educazione teosofica cui viene iniziata dai genitori, improntata a un sentimento di fratellanza verso tutti gli esseri viventi. Dai tanti libri, autobiografie e biografie, fino agli incontri con chi ha lavorato con lei all'Osservatorio Astronomico sono emerse forza, equilibrio solarità: per me è un atto politico parlare di personalità concrete, che non indulgono alle mitizzazioni ma neanche al nichilismo, per realizzare se stesse e di pari passo per creare anche qualcosa d'utile per gli altri».

Come si articola lo spettacolo?

«La sua figura è talmente presente che non avrebbe avuto senso interpretarla nel senso letterale della parola. Più che rappresentarla, quindi, il nostro è un interrogarsi sul suo porsi di fronte al mondo, e lo facciamo in forma di reading non statico: il testo si sposta e si palleggiano la storia di Margherita e lo scorrere degli eventi, sia seguendo le scoperte dell'astrofisica, la radioastronomia, la scoperta della Via Lattea, l'inizio dell'era spaziale, sia l'evoluzione storica, con la guerra e la liberazione».

“8558 HACK” ha suscitato curiosità anche in importanti festival scientifici.

«Il reading è entrato nei mesi scorsi nei cartelloni dei festival di Settimo Torinese e di Genova. Anche per il nostro debutto triestino avrò al mio fianco Marco Sgarbi mentre la musica dal vivo sarà affidata ai Baby Gelido, Stefano e Daniele Mastronuzzi, collaboratori di cui sono entusiasta; al sax ci sarà anche Paolo Cervi Kervischer».

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