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Grande Guerra: alla ricerca del “Battaglione dimenticato”

Un libro e un progetto di ricerca sulle vicende del Monte Pavione nel 1917

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La stampa d'epoca del battaglione Monte Pavione 

Il forte di Cima Campo, sulle alture bellunesi al confine orientale con il Trentino, nei giorni 11-12 novembre 1917 offrì con la sua strenua resistenza, la possibilità alle truppe italiane del XVIII corpo di Armata di defilarsi dopo la rotta di Caporetto, verso il settore del monte Grappa per riorganizzarsi in quella che fu l'ultima decisiva difesa che ribaltò le sorti di quella guerra.

Un intero battaglione presidiava le alture fra il forte di cima Campo e quello di cima Lan poco distante: tre compagnie in tutto, la 148a, la 149a e la 95a comandate dall'interno della fortezza in oggetto dal Maggiore Roberto Olmi (che nelle seconda Guerra Mondiale diverrà Generale di Corpo d'Armata). Erano in tutto fra gli 800 ed i 1000 soldati, dei quali oggi si conoscono solo 15 nomi certi ed una trentina da verificare.

È “Il battaglione dimenticato”, come titola il libro di Simone Zagagnoni, che adess sta lavorando al progetto “1917: la sfida”. «Lo scopo del progetto - spiega Zagagnoni - è riuscire a ritrovare il nome di gran parte dei componenti del battaglione “Monte Pavione” di cui oggi, come il titolo del libro suggerisce, se ne è persa la memoria, e farlo entro il 12 novembre 2017, quando scoccheranno i cento anni della battaglia». Per aiutare il progetto si può visitare il sito: http://www.ilbattaglionedimenticato.it/1917-la-sfida/ (tel.3899811960).

In quei giorni, pur resistendo alla poderosa spallata nemica, i soldati italiani poterono consentire ai loro commilitoni a valle di mettersi in salvo e riorganizzarsi.

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