In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Il Nonino 2016 incorona il “diritto alle storie” per i bambini del mondo

A Nati per leggere, con sede a Trieste, il riconoscimento principale. Insigniti anche Lars Gustafsson, Alain Touraine e Simonit&Sirch

3 minuti di lettura
Bambini partecipano a una delle iniziative di "Nati per leggere" 

RONCHI DI PERCOTO Un riconoscimento che guarda ai bambini, al loro sviluppo intellettuale ed emotivo, ma anche al rafforzamento dei legami con i componenti della famiglia e della piccola comunità che li circonda, dai primi anni di vita in poi. Perchè quello con la lettura è un rapporto, un amore, che si costruisce fin dalla culla, destinato, per i più fortunati e devoti, a durare tutta la vita. Il Premio Nonino 2016 va a chi si è fatto carico di far sbocciare questa passione, il progetto Nati per Leggere, che ha il suo cuore al Centro per la salute del Bambino di Trieste, cui fa capo una rete di migliaia di pediatri, bibliotecari, volontari e operatori in tutta Italia.

I vincitori del quarantunesimo Nonino sono stati annunciati ieri dalla famiglia dei grappaioli friulani e dalla giuria presieduta dal Nobel V.S. Naipaul, e verranno assegnati a Ronchi di Percoto il 30 gennaio, alle 11, nel tradizionale appuntamento cultural-mondano negli immensi spazi delle distillerie.

Guarda alle future generazioni, con l’invito a rispettare la terra e le sue sapienze antiche anche il “Nonino Risit d’Aur”, andato quest’anno ai “preparatori d’uva” Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, friulani, autori di un metodo di potatura delle viti che porta il loro nome, applicato dalle più importanti aziende vinicole mondiali, Château d’Yquem, Château La Tour, Moët&Chandon. Entrambi classe 1966, di famiglia contadina, Simonit&Sirch non soltanto hanno recuperato e valorizzato la tradizione, ma l’hanno veicolata con gli strumenti divulgativi di oggi, come corsi e video su Youtube, creando una nuova figura professionale, il “tutor di potatura”, in sostanza maestri potatori per affiancare e formare il personale delle aziende.

I "preparatori d'uva" friulani Marco Simonit e Pierpaolo Sirch 

Il Premio internazionale Nonino e il Premio “A un maestro del nostro tempo” vanno a uno scrittore, lo svedese Lars Gustafsson, e a un sociologo, il francese Alain Touraine, che, con strumenti diversi, guardano nel profondo del nostro tempo, ci scavano, cercano di interpretarlo e di rappresentarlo. Scrittore e filosofo, Gustafsson ha studiato a Oxford con il grande filosofo del linguaggio Gilbert Ryle alla fine degli anni ’50 e ha insegnato per molti anni Storia del pensiero europeo a Austin, in Texas. Oltre a romanzi (pubblicati in Italia da Iperborea), drammi e poesie, è autore di molti scritti che riguardano temi connessi con l’estetica e l’etica. «Spesso - ha dichiarato - non vedo un confine netto tra i due generi, e tendo a considerarmi un filosofo che ha fatto della letteratura uno dei suoi strumenti fino a farla diventare parte integrante della sua filosofia».

Touraine, docente di sociologia in molti paesi dell’America Latina, Stati Uniti e Canada, oltre che a Parigi, dal 1970 è direttore di ricerca all’École des Hautes Etudes en Sciences Sociales della capitale francese, dove si occupa prevalentemente di sociologia industriale, dei livelli di “coscienza” della classe operaia e della dinamica dei “movimenti sociali”. Si deve a lui il conio del termine “società post-industriale”, come si intitola il suo saggio del 1969, in cui, influenzato anche dai movimenti culturali - soprattutto quelli studenteschi, che avevano segnato la società americana a partire dal 1964 e molti paesi europei nel 1968 - pone l’accento sul ruolo degli intellettuali nell’aiutare a comprendere le trasformazioni in corso e a costruire una cultura e una politica che corrispondano ai cambiamenti produttivi.

Il 30 gennaio, dunque, con i rappresentanti di Nati per leggere, saliranno idealmente sul palco della distilleria Nonino anche l’Associazione culturale pediatri, l’Associazione italiana biblioteche, gli educatori dei nidi e della scuola materna, e i 5mila volontari che promuovono la lettura in famiglia. Uno spazio in cui, dai primi mesi di vita, si crea un legame speciale tra il bambino e il lettore, un fattore di sviluppo cognitivo, linguistico ed emotivo, ma anche un “fattore di protezione” dallo svantaggio sociale e culturale e un’opportunità per sviluppare uno sguardo curioso sul mondo. Il “diritto alle storie” per tutti i bambini (per i piccolissimi imparare a “toccare” il libro, sia di stoffa che cartonato, a giocare con i libri tridimensionali, a colorare, intervenire, essere protagonisti nel racconto) è l’obiettivo di Nati per leggere, che sta istituendo “punti lettura” in aree d’Italia dove mancano biblioteche con sezioni per l’infanzia, seguendo iniziative rivolte a figli e genitori in carcere e comunità di immigrati, e supportando programmi simili in Croazia, Bosnia, Catalogna e Brasile.

Un progetto che, dai confini regionali, si è diffuso con successo nel mondo è anche quello di Simonit e Sirch, consulenti di 130 aziende sparse tra Europa, Stati Uniti, Argentina e Sudafrica. La potatura sembra essere una pratica facile o facilmente delegabile alle macchine. La meccanicità e la velocità, al contrario, rappresentano per la pianta un intervento invasivo e spesso nefasto, responsabile della mortalità precoce delle viti in tutto il mondo.

I due friulani, premiati dai Nonino con la “Barbatella d’oro” di questa 41° edizione, hanno ripreso tecniche in uso nel passato, rispettose del flusso linfatico della pianta. Nel 2009 hanno fondato la Scuola italiana di potatura della vite, un unicum a livello internazionale per la formazione permanente degli agricoltori, che oggi ha sede in quindici regioni vinicole italiane e si avvale dell’appoggio di centri di ricerca di primo piano.

Sarà Claudio Magris - componente della giuria del Nonino insieme ad Adonis, John Banville, Ulderico Bernardi, Peter Brook, Luca Cendali, Antonio R. Damasio, Fabiola Giannotti, Emmanuel Le Roy Ladurie, James Lovelock, Norman Manea ed Ermanno Olmi - a consegnare il premio a Gustafsson, mentre Touraine lo riceverà dal “collega” sociologo Morin.

La cerimonia del 30 gennaio seguirà un copione rodato, con la numerosa famiglia Nonino che accoglierà gli ospiti distillando una piccola riserva di Monovitigni del Friuli della vendemmia del 2015. E mentre i premiati saliranno alla ribalta per il loro saluto, centinaia di convitati centellineranno la Riserva AnticaCuvée, grappa con cinque anni di barricatura.

twitter@boria_a

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori