La Contrada riparte da Zoran e il suo cane

Lo spettacolo, una sorta di “prequel” del film di Matteo Oleotto, aprirà domani la stagione al “Bobbio” di Trieste

TRIESTE. Alla Contrada va in scena Zoran. Il tenero e stralunato ragazzo della fortunata pellicola di Matteo Oleotto sarà infatti protagonista, sul palcoscenico del Teatro Bobbio di Trieste dal 6 novembre, di "Zoran e il cane di porcellana", scritto da Aram Kiam e Andrea Collavino, che ne cura anche la regia.

Lo spettacolo, che ha debuttato lo scorso giugno a Fiume con grande successo e ha girato in tournée in Slovenia e Croazia, è inteso come il "prequel" del film "Zoran il mio nipote scemo": stessi personaggi, alcuni antefatti che spiegano situazioni del film, e molto divertimento. Lo spettatore entrerà nel mondo di Zoran, vivendo le sue emozioni da adolescente e incontrando le persone a lui care e i compagni delle sue avventure. Tra questi, un dottore molto presente, interpretato dall'attore torinese Eugenio Allegri.

«Il mio personaggio è un po' l'ago della bilancia in scena - spiega Allegri - ed è portatore di un mistero, che svelerà solo alla fine davanti all'ingenua purezza di Zoran, in una sorta di complesso edipico al contrario. E' un ruolo che mi sono sentito subito bene addosso, è un personaggio che riequilibra i sentimenti tra le persone».

Cosa l'ha attratta di questo progetto teatrale?

«Sia con l'autore che con il regista c'è un rapporto di conoscenza e di stima; inoltre la collaborazione con la Contrada (che produce lo spettacolo in collaborazione con il Dramma Italiano di Fiume, ndr) mi riporta alla memoria l'affetto fortissimo per Francesco Macedonio, mio primo maestro. Quindi le prime ragioni sono state emotive, seguite dall'apprezzamento per un testo scritto veramente molto bene, con uno splendido intreccio».

Come vede questa "contaminazione" tra cinema e teatro?

«Penso che in "Zoran" entrambi i linguaggi siano stati affrontati in maniera molto precisa: la primigenitura cinematografica ha permesso di adottare i personaggi del film, ma poi la scrittura teatrale ha costruito un'altra storia con delle caratteristiche molto precise da un punto di vista teatrale. Nel cinema in genere la sceneggiatura è una traccia e il film una conferma».

Non è nuovo a progetti che vedono una trasposizione tra scrittura, teatro e cinema: "Novecento" è stato un enorme successo, diventato poi film con "La leggenda del pianista sull'oceano" di Tornatore, ma è nato come monologo teatrale scritto apposta per lei...

«Il testo di Baricco ancora oggi svela la sua forza a teatro. Baricco ha scritto un testo con passaggi teatralmente splendidi e Gabriele Vacis ha saputo costruire una regia magistrale: per me che lo interpreto, rimane ancora il gusto di affascinare dopo vent'anni il pubblico a teatro».

A dare vita ai personaggi in scena, oltre ad Eugenio Allegri, Elvia Nacinovich, Maurizio Zacchigna, Stefano Bartoli, Mirko Soldano, Rosanna Bubola e Giuseppe Nicodemo. Zoran e il cane di porcellana" - con scene di Stefano Katunar, costumi di Manuela Paladin Sabanovic e disegno luci di Bruno Guastini - rimarrà in scena fino al 15 novembre.

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