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Salone di Torino: non ci sarà l’Arabia Saudita come ospite

TORINO. L'Arabia Saudita non sarà il Paese ospite della prossima edizione del Salone del Libro di Torino, che avrà però un focus sulla letteratura araba. Lo ha deciso il cda della Fondazione per il...

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TORINO. L'Arabia Saudita non sarà il Paese ospite della prossima edizione del Salone del Libro di Torino, che avrà però un focus sulla letteratura araba. Lo ha deciso il cda della Fondazione per il libro, che ha anche approvato la nomina di Ernesto Ferrero alla direzione editoriale della kermesse libraria.

Il Salone del Libro, nel 2016, non avrà dunque un Paese ospite, secondo l'ipotesi circolata alla vigilia del consiglio d'amministrazione, che si è riunito per la prima volta nella sua nuova composizione. Il vertice della buchmesse, che ha dato anche il via libera al focus sulla letteratura araba, ha deciso così di passare da un criterio geopolitico a un criterio geoculturale.

L'Arabia Saudita ha risposto al Salone invitando gli «amici italiani» a non «interferire» nei suoi affari interni. In una lettera nel giorno in cui il Salone del Libro di Torino ha escluso Riad dalla buchmesse, l'ambasciatore chiede a «chi mostra interesse per i diritti umani» di «approfondire la conoscenza dei casi particolari», citando Mohammed al-Nimr, il ventenne condannato a essere decapitato e crocifisso. «Amici miei, l'epoca dell'imperialismo europeo si è da tempo conclusa. Non confondete il dialogo, che implica necessariamente l'esistenza di differenze, con il monologo», è infine l'invito dell'ambasciatore.

Ad ogni modo il nuovo Salone del Libro di Torino seguirà il «modello Expo». Lo ha detto la presidente della Fondazione per il Libro, Giovanna Milella, che ieri ha guidato il primo consiglio d'amministrazione dell'ente dopo le nuove nomine. L'obiettivo è quello di «renderlo più appetibile possibile - ha spiegato - per coinvolgere spettatori di tutte le età e di tutti i generi». Fondamentale, per il successo del nuovo format, sarà il coinvolgimento degli editori, che nel cda sono rappresentati dal presidente dell'Aie Federico Motta, e della Rai. Con la televisione pubblica, infatti, il Salone del Libro sta studiando «diverse iniziative congiunte».

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