Serse Roma a Vicenza dialoga con i colleghi cinesi

TRIESTE. Nella Basilica Palladiana di Vicenza irrompe fino al 1 novembre l’arte orientale e occidentale della mostra “Flow_1. Arte contemporanea Italiana e Cinese in dialogo”. Venticinque gli artisti...

TRIESTE. Nella Basilica Palladiana di Vicenza irrompe fino al 1 novembre l’arte orientale e occidentale della mostra “Flow_1. Arte contemporanea Italiana e Cinese in dialogo”. Venticinque gli artisti provenienti dai due paesi, tra cui compare anche Serse Roma con i suoi cicli sull’acqua, realizzati con grafite su carta incollata su alluminio.

Trevigiano d’origine, ma da tempo triestino doc, nei prossimi giorni sarà presente pure all’esposizione parigina per i 25 anni della sua galleria madre, la Continua di San Gimignano. Organizzata dall’associazione culturale vicentina Yarc - Yvonneartecontemporanea con il comune di Vicenza, il patrocinio della Regione Veneto e il sostegno dell’Istituto Confucio di Venezia, questa collettiva è nata da un’idea di Maria Yvonne Pugliese, curatrice dell’esposizione assieme a Peng Feng, professore di estetica alla Peking University di Pechino. «Il progetto, ora solo all’inizio - spiega Pugliese - è sbocciato da una necessità culturale: questi idiomi si stanno frequentando, in particolare a Vicenza, però hanno un’elevata carenza di conoscenza culturale reciproca». Infatti il titolo della mostra è Flow_1 e il numero rappresenta la prima di una serie di esposizioni tra sedi cinesi e italiane. Il termine inglese flow riprende invece il significato italiano di “scorrere”, invitando gli artisti a un libero flusso del proprio pensiero.

Pitture, sculture, installazioni e video sono i protagonisti di quest’ampio intento di comunicazione tra Oriente e Occidente, estremamente distanti come storia, ma ormai in un continuo, veloce e ineluttabile avvicinamento per questioni commerciali e finanziarie. I curatori della mostra si sono posti l’obiettivo di raccogliere testimonianze autentiche di pensiero mediante le opere degli artisti, per oltrepassare il limite della globalizzazione odierna e scoprire quindi le radici più intime di questi universi. In mostra compaiono le opere di artisti scelti per l’intensa personalità e per la forza della ricerca individuale: i video di Aisa Jiang Tuerxun, Bianco-Valente, Stefano Cagol, Marcantonio Lunardi, Wang Rui; le installazioni di Iler Melioli, Laurina Peperina, Tamara Repetto, Alberto Scodro e Cristina Treppo, le cuciture su poster di Stefano Arienti, le sculture di Piero Gilardi, Li Hongbo, Mu Boyan e Patrick Tuttofuoco e le pitture di Hu Guoqing, Huang Yan, Massimo Kaufmann, Peng Si, Dany Vescovi, Zhang Fangbai e Zhao Xu e il progetto artistico-letterario di Elena Pugliese.

Accompagna ogni opera un breve video che dà voce all’artista «sì da non rendere pressante l’aspetto curatoriale», ritraendo ciascun autore mentre spiega la propria scelta creativa in relazione alla società contemporanea. Un altro video riporta in loop il FlowTalk, cioè il dialogo precedente all’inaugurazione fra due artisti per nazione e i filosofi Peng Feng e Marcello Ghilardi. Chiuderà per ora la mostra, che si configura di più ampio respiro, il progetto del liceo “A. Pigafetta” di Vicenza, con gli alunni che studiano cinese.

Benedetta Moro

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