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La dieta perfetta? Non esiste Ma ascoltando il corpo potremmo mangiare meglio

di Alessandro Mezzena Lona I cuochi in tivù, le rubriche sui giornali e il gran botto mediatico dell’Expo di Milano. Da un po’ di tempo, in Italia, sembra che il cibo interessi alla gente più del...

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di Alessandro Mezzena Lona

I cuochi in tivù, le rubriche sui giornali e il gran botto mediatico dell’Expo di Milano. Da un po’ di tempo, in Italia, sembra che il cibo interessi alla gente più del calcio, più della politica. Ma di quale cibo stiamo parlando? Di quello che trasuda grassi saturi e zuccheri? Di quello che ci gonfia, ci riempie fino allo sfinimento senza darci, poi, l’energia che serve per affrontare giornate sempre più piene di cose da fare?

Eppure, sarebbe così semplice mangiare un po’ meglio. Come spiegano Franco Bottalo, terapista e insegnante di Medicina cinese classica, e Annarita Aiuto, chimica farmaceutica e consulente alimentare che su Facebook cura alimentazionesalutare.com, nel libro “Alimentazione taoista in medicina cinese”, pubblicato da Xenia Edizioni (pagg. 310, euro 20). Un testo, che è bene chiarirlo subito, non promette formule magiche, diete miracolose, programmi alimentari buoni per tutti.

No, Bottalo e Aiuto sono convinti che ognuno di noi dovrebbe, prima di tutto, riflettere su come mangia e su quello che mangia. Per chiedersi se il cibo che mastica e ingioia più volte al giorno «riflette esattamente ciò che siamo o che vorremmo diventare». E proprio per questo, i due autori scelgono di ripercorrere la via del taoismo, che prevede una sintonia e un equilibrio tra quello che facciamo e quello che siamo. Il che significa che, molto semplicemente, basterebbe ascoltare il proprio corpo per capire che cosa ci fa bene, e che cosa al contrario ci crea problemi. Senza mai imboccare, però, la via del fai-da-te.

Certo, il bombardamento della pubblicità, l’invasione di prodotti alimentari sempre più manipolati e inquinati, il luogo comune che «mangiare sano è triste», a volte spaventano chi vorrebbe cambiare il proprio percorso alimentare. E carrozzoni come l’Expo non aiutano a lanciare il messaggio giusto.

«L’Expo arriva dopo tre, quattro anni che il tema cibo ha attirato sempre più su di sé l’attenzione di tantissime persone - dice Annarita Aiuto -. Normale immaginare che per un evento così grande sia difficile andare controcorrente».

Perché

«Nasce con l’ottima idea di portare all’attenzione di tutti l’alimentazione. Poi, però, l’Expo deve fare i conti con gli sponsor, con le grandi aziende che hanno monopolizzato il mercato degli alimenti. E che pretendono di promuovere cibi, reclamizzati come “salutari”, che in realtà non lo sono».

Com’è accaduto che il nostro mondo alimentare sia degenerato così?

«Credo che il nostro modo di alimentarci si è trasformato in maniera sensibile nell’ultimo secolo. Potrei dire, in particolare, negli ultimi sessant’anni. Soprattutto per l’avvento e il consolidarsi, sempre più, dell’industria alimentare. È successo così che cibi tradizionali sono andati quasi completamente in disuso».

Per esempio?

«Potrei citare il miglio. Prima dell’avvento del mais dall’America, in Europa era usato tantissimo. Ad esempio per fare la polenta. Adesso, viene considerato come un cibo buono al massimo da dare agli uccelli. Ma, al contrario, è un alimento leggero, estremamente alcalinizzante, che contiene un sacco di proprietà».

E i cereali in chicco?

«Sono stati abbandonati quando sono arrivati i cereali raffinati. In farina. Perché sono più veloci da cucinare, più facili da digerire, non devi stare lì a masticare tanto. E poi, all’inizio, i cereali raffinati se li potevano permettere in pochi. Così sono diventati una specie di simbolo da raggiungere anche da chi non aveva i soldi per comperarli».

Adesso, però, stanno tornando alla ribalta...

«Negli ultimi anni sì. Però, spesso, seguendo le mode. Faccio un esempio: molti consigliano di mangiare la quinoa. Un alimento fantastico, senza dubbio. Ma pochi sanno che le stesse proprietà ci sono nel grano saraceno. E, tra l’altro, noi lo possiamo trovare molto vicino, perché viene coltivato in Slovenia».

La quinoa spaventò a morte i Conquistadores?

«Si diceva che la quinoa desse una forza incredibile ai guerrieri Incas. Perché contiene molto ferro, tanti minerali. Così gli uomini venuti dalla Spagna hanno distrutto tutte le piante. Per fortuna, ne sono sopravvissute parecchie nella zona delle Ande».

Nel frattempo, la nostra catena alimentare si è ridotta a spazzatura?

«Non so se l’industria alimentare e quella farmaceutica abbiano accordi precisi. Vero è, però, che molti dei cibi di cui ci nutriamo quotidianamente favoriscono il nostro ammalarci di frequente. Il nostro bisogno continuo di farmaci. E l’informazione su quello che mangiamo troppo spesso è menzognera. Bisogna imparare a leggere attentamente le etichette. Scoprire di che cosa sono fatti gli alimenti che portiamo a casa».

Il nostro corpo manda segnali precisi?

«Senza dubbio. Però siamo poco abituati ad ascoltarli, a interpretarli. A volte, abbiamo la netta sensazione che dopo aver mangiato ci sentiamo stranamente stanchi. Pesanti, con la pancia gonfia. Eppure, non cerchiamo quasi mai di capire quali cibi ci possano creare quei problemi. Pensiamo subito a un farmaco buono a combatterli».

Siamo intossicati?

«Dalle farine raffinate, dall’eccesso di carni, formaggi, latticini, dolci fatti con ingredienti pessimi. Certo, allontanarsi da questa tradizione alimentare non è facile. Perché il corpo, prima di dare segnali di miglioramento, ha bisogno di disintossicarsi. Di purificarsi da tutte le schifezze che ci inquinano».

Come si fa a cambiare?

«Non esiste la dieta perfetta. E neanche la cura perfetta. Un bambino di 10 anni non deve mangiare come un uomo di 50. Ognuno deve tentare di capire quali sono i cibi migliori per lui. La medicina cinese parte proprio dal presupposto che ogni individuo è unico».

E allora?

«Sarà lui, con l’aiuto di un esperto, a dover individuare la dieta giusta. Anche in base alle carenze che possiamo attribuire allo stile di vita, al percorso fatto dall’adolescenza all’età adulta. Ci sono cibi che possono rinforzare le difese del fegato, della milza, dei polmoni. Ad esempio, il cibo integrale in linea di massima fa bene. Ma chi ha problemi di colite farà meglio a partire dagli alimenti semi-integrali».

La medicina taoista vede le diverse parti del corpo come sede delle emozioni...

«A volte, per recuperare un po’ di tono, per placare l’ansia, ci rivolgiamo alla cioccolata, alla pizza, ai biscotti, alle caramelle. Ma non sappiamo che quelle nostre carenze potrebbero essere soddisfatte con cibi più sani. Magari un buon piatto di riso rosso, di miglio, o ancora con il sesamo, con i legumi. Soprattutto, dovremmo chiederci il perché di quello stato di mal stare. E provare a sperimentare, senza mangiare la prima cosa che capita».

Il fai-da-te è sconsigliato?

«Le diete improvvisate difficilmente funzionano. Meglio rivolgersi a un esperto, magari solo all’inizio. Non basta dire “non mangio più la carne” se, poi, per compensare ingurgito ogni giorno pasta raffinata, pane, dolci fatti con farine scadenti e formaggi. Molti vegani hanno una grande carenza di vitamina B12, peerò non lo sanno. La loro grande stanchezza, debolezza, arriva da lì».

alemezlo

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