Quando Leo Castelli tornava a Trieste

Il gallerista raccontato in una mostra attraverso l’archivio di Nadia Bassanese

TRIESTE. Si intitola “Leo Castelli dall’archivio di Nadia Bassanese” la mostra che viene inaugurato domanii, alle 18.30, nello spazio Zimmerfrei, in via Via Torre Bianca 10 a Triesdte. Fino al 31 gennaio 2015 gli orari sono: dal giovedì al sabato dalle 17 alle 19.30. Chiuso per le festività, dal 25 dicembre all’8 gennaio.

Se c’è un uomo che incarna la relazione tra Trieste e New York è proprio Leo Castelli. Il titolo di questa mostra curata da Lorenzo Michelli per Cizerouno e promossa dall’associazione Cizerouno nell’ambito della manifestazione “Ai confini dell’ebraismo, ebraismo ai confini”, realizzata con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazioni Casali, evidenzia l’oggetto dell’esposizione: il rapporto tra due città diverse, distanti ma connesse attraverso uomini particolarmente brillanti. Uno di questi è Castelli, in quest’occasione tratteggiato attraverso il prezioso archivio di Nadia Bassanese, messo a disposizione dalla gallerista proprio per far conoscere e valorizzare quelli che sono i sottili e raffinati intrecci di quest’uomo con la sua città natale.

La mostra si basa interamente sul materiale raccolto negli anni da Nadia Bassanese, gallerista e amica di Leo Castelli e comprende una corposa rassegna stampa e interessanti documenti fotografici consegnati personalmente alla gallerista nelle molte occasioni in cui s’incontrarono o ebbero modo di collaborare assieme.

Dopo l’analisi dell’archivio si è scelto di strutturare la mostra suddividendola in diverse zone, finestre da cui osservare Castelli e Trieste, l’importante lavoro di Nadia Bassanese e le sue esperienze newyorkesi, ma anche l’eccezionale attività del gallerista nella celebre galleria-loft di Soho. Sono inoltre presenti foto d’autore.

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