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C’è posta prioritaria da Calligarich, ampliata

TRIESTE. La prima edizione di “Posta prioritaria” del triestino Gianfranco Calligarich, raccolta di racconti epistolari, quasi un romanzo corale, si chiudeva con una lettera che affermava: «Che senso...

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TRIESTE. La prima edizione di “Posta prioritaria” del triestino Gianfranco Calligarich, raccolta di racconti epistolari, quasi un romanzo corale, si chiudeva con una lettera che affermava: «Che senso ha una vita senza la paura di esser scoperti a vivere?». La nuova edizione in uscita in questi giorni (Bompiani, pagg. 348, euro 16,00) con l'aggiunta di sette storie inedite, si chiude invece sulle riflessioni di una donna che si scopre vivere troppo tardi e tutta in un gesto nostalgico (abbottonarsi il giubbotto), dopo aver goffamente, fintamente cercato di vivere a confronto con la morte che vede come seduta accanto al vecchio, amato padre. C'è quindi quasi uno scemare di vitalità, una nota di riflessione sulla vecchiaia come in “West African Lion”, un'estate in una villa in Sicilia. Un racconto che fa parte della nuova sezione, che segue le vecchie tre “La vita è dura”, “Questioni di famiglia” e “Affari di cuore”, intitolata esplicitamente “Il tempo passa”. Del resto tutti, o quasi, i personaggi di queste storie si scoprono vivere, tra timori e fascinazione, o ricordano di quando ciò accadde, dai due sceneggiatori di “I terranova sono cani stupendi”, che apre la raccolta, ai due personaggi di “Una spietata memoria”, ormai assai avanti con l'età, che si rincontrano in treno tanti anni dopo essere stati amanti e si scambiano due lettere, una malinconicamente sentimentale e una passionale e sorprendentemente rabbiosa.

Attraverso i pensieri, il modo di scrivere e porsi dei suoi personaggi, Calligarich riesce a farceli anche vedere, con le loro meschinità di fondo, sostanzialmente divertendoci. Un esercizio di scrittura, di invenzioni, una galleria anche di idee, abile, divertita, impietosa, di grande professionalità e spesso finezza, come “Il cuore è forte”, che ricorda il bel romanzo di esordio di Calligarich, “L’ultima estate in città”.

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