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Centrale idrodinamica: porto, armatori, servizi e navi dal 1919 al 1975

Nello storico edificio dell’area dell’antico scalo, a Trieste, dal martedì alla domenica, fino a tutto dicembre, la mostra con orario 9.30-13. Visite guidate su appuntamento

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Un affascinante viaggio attraverso la marineria e la cantieristica triestina e giuliana, nell’arco di quasi sessant’anni, dal 1919 al 1975. Lo propone l’Associazione marinara Aldebaran, che alla Centrale idrodinamica in Porto Vecchio ha allestito una rassegna (dal martedì alla domenica, fino a tutto dicembre, orario 9.30-13, visite guidate su appuntamento) intitolata “Porto, armatori, servizi e navi dal 1919 al 1975”.

C’è di che farsi gli occhi, per grandi e piccini, davanti alle vetrine e ai pannelli predisposti dai soci dell’Aldebaran, che hanno attinto al gigantesco archivio dell’associazione e all’altrettanto notevole patrimonio modellistico realizzato dagli stessi soci.

Decine di navi in scala, dalle più famose ai vaporetti che collegavano Trieste con l’Istria, piani di costruzione, oggettistica di bordo, pannelli riassuntivi e riproduzioni di manifesti pubblicitari, permettono di ripercorrere le vicende delle singole unità e delle compagnie che le gestivano. Armatori che, proseguendo sulla strada tracciata nell’800 soprattutto dal Lloyd Austriaco, negli anni fra le due guerre e poi fino agli anni ’70 consentirono di collegare Trieste con i porti di tutto il mondo.

La mostra consente così di approfondire l’attività di compagnie impegnate sia nel trasporto passeggeri (Lloyd Triestino, Cosulich, Italia e Adriatica) sia in quello delle merci (Sperco e Nlt), ma come detto ricorda anche le piccole società che gestivano i collegamenti di cabotaggio fra Trieste, Muggia e le località dell’Istria.

Una delle sezioni della rassegna è dedicata alle costruzioni delle grandi navi passeggeri nei cantieri di Trieste e Monfalcone. Da segnalare in proposito una grande stampa a colori con lo “spaccato” longitudinale della Saturnia e della Vulcania, che permette di apprezzare nei minimi dettagli gli interni delle due famose unità costruite dal Cantiere Navale Triestino, realizzato ai primi del ’900 dai Cosulich a Monfalcone.

Fra le varie sezioni della mostra, anche una riguardante i servizi portuali di rimorchio e di pilotaggio, con la storia e i modelli dei più famosi rimorchiatori della Tripcovich e della Tripmare. Non manca infine una sezione sui servizi di navigazione aerea, con tanto di modelli degli idrovolanti, nati a Trieste per iniziativa dei Cosulich e gestiti attraverso la società Sisa.

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