Amici dei “giorni dei vinili” tra brio e nostalgia

Al Festival del cinema Latino Americano una commedia argentina, oggi retrospettiva su Javier Mejía

TRIESTE. Una sezione competitiva interamente dedicata all'Argentina ha caratterizzato ieri la quarta giornata di concorso del Festival del Cinema latino americano di Trieste che, tra una storia d'amicizia sullo sfondo del complesso lavoro in un pozzo petrolifero in Patagonia (“Boca de Pozo”) e il racconto di un amore impossibile in un paesino sperduto nel deserto (“El Manto de Hiel”) ha proposto un totale cambio di tono con una frizzante commedia che non ha mancato di divertire il pubblico dell'auditorium del Revoltella, e che trova nella passione per la musica il suo leit motiv.

“Dias de vinilo” è non a caso il titolo del film scritto e diretto da Gabriel Nesci, gran successo al box office in patria, che orchestra le vicende intrecciate di un quartetto di amici alla vigilia del fatidico sì di uno di loro. Un manager di un cimitero privato con la fissa di creare improbabili jingle per il caro estinto, il leader di una cover band dei Beatles che sogna Liverpool e odia le donne dai tratti orientali, un dj radiofonico che perde la testa per la popstar del momento e uno sceneggiatore alle prese con un manoscritto che freudianamente perde in continuazione sono al centro di una narrazione briosa e dominata dalla verve sprigionata dai dialoghi, frutto anche della grande esperienza di Nesci come ideatore, autore e regista di “Todos contra Juan”, programma di successo trasmesso per tre anni in Argentina e altri paesi latino americani.

Nonostante per tanti della loro età “i giorni dei vinili” siano finiti da un pezzo, i protagonisti mantengono una visione della vita ancora pura e carica di speranze, supportata, in una colonna sonora ideale della vita, dalle note dei loro idoli, Bowie, Morissey, Clapton. In questo senso, un'indovinata spruzzata amara e nostalgica su sogni non realizzati e la disillusione per le tante aspettative non andate a segno regala ulteriore equilibrio e forza al film di Nesci, coadiuvato da un ottimo cast.

A introdurre la retrospettiva sul regista colombiano-cileno Dunav Kuzmancich, stasera alle 20 all'auditorium del Revoltella il festival proporrà “Duni” di Javier Mejía (Colombia, 2014), viaggio nella vita del cineasta dalla gioventù avventurosa e militante che lo porterà a essere perseguitato e arrestato sotto il regime di Pinochet, all'esilio a Bogotà fino agli anni di Medellin, dedicati al grande amore per il cinema. Sempre domani, nell'aula magna della Scuola per Interpreti e Traduttori, avrà luogo la presentazione del libro di Marina Murai “El guayacan amarillo”, alla presenza dell'autrice introdotta dal direttore del festival Rodrigo Diaz.

Federica Gregori

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