“L’orologiaio di Monaco” il film su Pressburger debutta al Festival di Roma

Oggi sugli schermi l’opera firmata dal regista Mauro Caputo tratta dai racconti autobiografici pubblicati da Einaudi

Verrà presentato oggi in prima mondiale al Festival di Roma nella sezione ‘Eventi’, “L’orologio di Monaco” il film doc di Mauro Caputo, racconto in prima persona della vicenda umana di un grande intellettuale italiano ed europeo: Giorgio Pressburger.

Tratto da una serie di racconti autobiografici, pubblicati da Einaudi, e strutturato come un’elegia a tappe il film parte dall’indagine di un albero genealogico; una famiglia del centroeuropa in cui confluiscono per caso e nel tempo alcuni grandissimi nomi della cultura moderna: Karl Marx, il poeta Heinrich Heine, il compositore Mendelssohn, il regista di ‘Scarpette rosse’ Emeric Pressburger e suo nipote, anche lui regista e premio Oscar, Kevin Macdonald.

Scrittore, regista, operatore culturale su molteplici campi, che come pochi sa raccontare quel territorio fisico e immateriale che è stata (ed è) la Mitteleuropa, Pressburger rivive con intensa emozione, attraverso una ricerca che si intreccia tra presente e passato, i ricordi e le vicende umane di cui è stato osservatore partecipe. Dalla nascita a Budapest alla partenza in seguito all’invasione sovietica del ’56, passando per la ‘sua’ Trieste e per un vagabondaggio culturale lungo l’Europa del ‘900 e oltre.

Nel film, le immagini suggestive di alcuni luoghi di Trieste, come il cimitero ebraico, la Risiera di San Sabba, la libreria Umberto Saba, lo storico Caffè San Marco, ma anche riprese della vicina Slovenia o di Londra, insieme ai filmati di repertorio dell’Archivio Luce e al materiale video originale girato da Emeric Pressburger, concesso per questo film da Kevin Macdonald.

E su tutto, la voce e la fisicità di un uomo, protagonista di questo viaggio, la cui vicenda personale e familiare riesce magicamente a intrecciarsi con la memoria del nostro ‘900, evocandone storie, violenza, arte, passioni. E come sintetizzato dallo stesso Pressburger, riferendosi al cinquecentesco trattato di Etienne de La Boétie tornato in tempi recenti a essere un inaspettato piccolo bestseller, un messaggio più forte di tutti, che pervade il film: quello contro la servitù volontaria degli uomini.

“Un racconto cinematografico intenso e struggente, forte e discreto, che fa parlare non solo gli uomini ma anche i paesaggi, le cose, le tracce degli uomini passati sulla terra”, ha detto Claudio Magris.

Dopo la presentazione al Festival di Roma, “L’orologio di Monaco”, prodotto da Vox Produzioni, sarà distribuito nel 2015 da Istituto Luce-Cinecittà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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