Il kit fai-da-te per turisti vince il premio Dorfles a Trieste Contemporanea

di Marianna Accerboni TRIESTE Riflettori puntati da domani su Trieste, protagonista con Lubiana del design centroeuropeo. È triestina infatti Sara Sossi, vincitrice del premio assoluto dell'11°...

di Marianna Accerboni

TRIESTE

Riflettori puntati da domani su Trieste, protagonista con Lubiana del design centroeuropeo. È triestina infatti Sara Sossi, vincitrice del premio assoluto dell'11° Concorso Internazionale di design Trieste Contemporanea, intitolato quest'anno Map Pin, che si conclude con una mostra allestita nell'ambito di Bio 50, la 24° Biennale di design, che apre oggi a Lubiana. «I risultati 2014 sono anche più del solito legati al Friuli Venezia Giulia e a Trieste», commenta Giuliana Carbi, presidente di Trieste Contemporanea: «C'è in particolare la presenza di un premio speciale 'Trieste', posizione d'eccellenza che mai nella storia del premio è andata a un triestino, per giunta in questo caso una giovane donna, Sara Sossi; ed è la prima volta che c'è un "distaccamento" a Trieste, attraverso il concorso e la mostra, dell'importante appuntamento internazionale della Biennale lubianese».

Grazie agli accordi tra il Museo dell'Architettura e del Design della capitale slovena e Trieste Contemporanea, la rassegna triestina è infatti parte integrante della storica Biennale slovena, che dal '64 testimonia i molteplici mutamenti espressi dal design centroeuropeo dal suo nascere al crocevia di industrializzazione e modernità, fino all'attestarsi quale settore produttivo che interessa tutti gli aspetti della vita quotidiana. Nel programma lubianese rientra per la prima volta un'iniziativa "delocalizzata" e il fatto che Trieste ne sia apripista, rappresenta un contributo importante della città, tramite la mostra Map Pin, al festeggiamento del mezzo secolo della Biennale.

Tutto il pedigree del premio è per altro molto triestino, poiché nasce da un'idea del famoso critico d'arte e pittore di origine giuliana, Gillo Dorfles: così, dal '95 ogni due anni, il concorso vede progettisti provenienti da 23 paesi europei dentro o a ridosso dell'area InCE, cimentarsi con i temi più originali del design contemporaneo.

Nel 2014 si chiama Map Pin poiché allude a quel segnalino a forma di goccia rovesciata che indica su una mappa i luoghi prescelti, come hanno fatto i partecipanti al concorso: l'edizione di quest'anno è infatti tutta dedicata al tema del turismo culturale in Europa, nel cui ambito i progettisti hanno puntato su fontane di piccole città, castelli, isole con tradizioni popolari condivise, disegni urbanistici di capitali, complessi architettonici costruttivisti o aree industriali storiche, creando un vivacissimo affresco delle opportunità ancora tutte aperte di valorizzazione e scoperta di luoghi e beni culturali materiali o immateriali del nostro continente.

Tutto questo lo vedremo, assieme ai progetti di design che ne prendono origine, nella mostra conclusiva di Map Pin, che s'inaugura domani alle 19 a Trieste allo Studio Tommaseo di via del Monte 2/1, dopo la cerimonia di premiazione dei quattro vincitori, che si divideranno 9000 euro. La grafica Sara Sossi (Italia) si è aggiudicata il Premio Gillo Dorfles, con il progetto Cromopolis, in cui ha contrassegnato alcuni dei maggiori monumenti di Trieste: il suo kit consiste in una mappa, un taccuino per appunti con matita, cinque cartoline e un flyer informativo e si ispira al gioco infantile del frottage di una monetina. Nella sua idea molto originale, il turista potrà ricalcare a piacere gli stampi-icona dei monumenti, che saranno resi disponibili nelle vicinanze di quei beni culturali, sul quaderno e le cartoline fornite, mettendoci i suoi appunti personali, spedendoli agli amici o raccogliendo ricordi e suggestioni. Il prototipo degli stampi è realizzato da Sci Fab Lab del Campus Ictp di Miramare, un'officina dove inventori e maker hanno accesso a strumenti di prototipazione rapida e fabbricazione digitale.

Roberto Zanon e Greta Bignami (Italia) riceveranno invece il premio speciale Trieste, istituito in collaborazione con il Civico Museo di Storia Naturale, riconoscimento che, anche questo, parla strettamente triestino, in quanto dedicato, a vent'anni dal ritrovamento al Villaggio del Pescatore, al Thethyshadros insularis, più noto come dinosauro Antonio. Tra i molti progetti ispirati al più grande e completo dinosauro rinvenuto in Italia e a uno dei più completi del mondo, il concorso ha infatti premiato il loro lavoro "Antonio gioca con me", che propone un kit di timbri rivolto a bambini dai sei ai nove anni, in cui le varie parti scomposte del dinosauro, pensate per "ridargli vita" giocando, possono essere ricongiunte, stampandole in diverse posizioni.

La giuria internazionale, composta da Matevž ‹elik e Maja Vardjan, direttore e curatore del Mao-Museo di Architettura e Design di Lubiana, Janka Vukmir, direttore dell'Istituto per l'Arte contemporanea di Zagabria, Nicola Bressi, direttore del Museo di Storia Naturale di Trieste, Barbara Fabro, Cei Senior Officer, dall'artista Emanuela Marassi, membro del consiglio della Fondazione Beba di Venezia e da Giulio Cok, vicepresidente di Trieste Contemporanea, ha quindi assegnato il premio della Fondazione Beba di Venezia per il più giovane selezionato al ceco Dominik Uhlír (classe 1989); e il premio InCE (che dal 2006 va al miglior progetto proveniente da uno dei paesi che aderiscono all'Iniziativa Centro Europea, ma non membri della Comunità Europea) a Ivana Sovilj, designer serba.

Il progetto Beba si riferisce all'area siderurgica di Vítkovice, a Ostrava, nella parte orientale della Repubblica Ceca, ora diventata monumento nazionale: ispirandosi alla fornace principale che domina l'intera zona, il giovane designer ceco ha creato una piccola lampada, riciclando un tubo d'acciaio usato in quel complesso industriale. Nel progetto InCE invece la vincitrice ha rappresentato la città medioevale di Curzola, concentrandosi sul suo schema urbanistico e restituendo in questa forma un oggetto da realizzarsi in bronzo fuso.

Alla mostra partecipano anche Simone Bellan con Nicolò Luppino (Italia), Milan Deliyski (Bulgaria), Eva Kania con David Smid (Repubblica Ceca), Kaja Kisilak con Lea Bradaševic (Slovenia), Dolores Ljubi„ con Katarina Cendak (Croazia), Claudia Mascia (Italia), Anesia Mervcich (Croazia), Laura Pozzar (Italia), Neringa Sviš„iauskait› (Lituania) e Oleg Vereshchagin con Irina Olenina (Ucraina).

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