Rita Marcotulli: «Lo swing di Lelio nel cuore»

Stasera la pianista ospite di Udin&Jazz con il Peter Erskine Trio

UDINE. A Udin&Jazz 2014 stasera è il momento di tre stelle di prima grandezza del panorama jazzistico mondiale. Alle 21.30 in prima nazionale al Castello di Udine salirà sul palco il Peter Erskine European Trio composto dal batterista di Weather Report, Steps Ahead, Joni Mitchell e Pat Metheny (solo per citarne alcuni), da Rita Marcotulli e da Palle Danielsson, storico contrabbassista di Keith Jarrett. In precedenza, alle 15, Erskine terrà un seminario di batteria a cura di The Groove Factory Music Academy con Rudy Fantin al piano e Alessandro Turchet al contrabbasso. Premiata come “Top Jazz 2012”, ancora giovanissima al fianco di big come Chet Baker, per Rita Marcotulli il trio è «come una famiglia. Nasce nel 2003-2004 anche se conoscevo entrambi da moltissimo tempo, avendo fatto parte del quartetto di Danielsson dall'85. Erskine l'ho conosciuto nell'86 al Ravenna Festival: quando mi invitarono a suonare fui molto felice: ero cresciuta con Weather Report, Steps Ahead e con il quartetto europeo di Keith Jarrett. È stato un grande insegnamento, di musica e di vita. Ricordo il nostro primo concerto in Finlandia, praticamente in Lapponia, dov'è sempre giorno. Nel nostro modo di suonare si interagisce, ci si ascolta e la musica prende forma e colori: è come dipingere un quadro con 6 mani». Rita ha reso omaggio a Luttazzi alla mostra “Lelioswing”: «Rossana Luttazzi - racconta - è come se la conoscessi da sempre. Da piccola guardavo spesso le bellissime trasmissioni di Lelio con Mina: mi sono rimaste nel cuore. L'eleganza e la sua creatività ancora adesso mi lasciano belle emozioni. Essere invitata a suonare per lui è stato un grande onore». Dei tanti artisti con cui ha lavorato, dice: «Da tutti ho imparato qualcosa, nel bene e nel male. Ci sono poi musicisti che faranno parte per sempre della mia vita, come una famiglia. Di musicisti bravi ce ne sono tanti, ma non con tutti puoi trovare l'alchimia, la complicità, la magia, avere una visione della vita e spirituale analoga. Come con il trio, Andy Sheppard, Nguyen Le, Dewey Redam, Billy Cobham, Michel Benita, Javier Girotto, Luciano Biondini, Furio di Castri, Michele Rabbia, Mariapia de Vito, per citare la famiglia più stretta. Che si allarga ogni volta che si presenta una nuova esperienza artistica». Dopo il tour, prosegue, «ho appena finito di registrare per la prestigiosa etichetta tedesca Act nella collana duo art con Luciano Biondini, straordinario fisarmonicista che è entrato a far parte della famiglia da qualche anno. Il cd uscirà il 26 settembre e subito dopo terremo una lunga tournée in Europa. E poi nuovi progetti con attori e pittori ancora in allestimento, ma che spero presto di poter proporre al pubblico».

Tra le sue collaborazioni, anche Pino Daniele e Max Gazzè:«Pino Daniele, musicista che ascoltavo da adolescente (“Nero a metà” l'ho consumato) penso abbia scritto canzoni che rimarranno nella storia della musica italiana, per non parlare dell'esperienza in tour in compagnia di grandi musicisti come Pat Metheny, Jimmy Earl o Alfredo Golino. Suonare canzoni non è poi così facile come si pensa».

Gianfranco Terzoli

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