La filiera vince con il digitale

Dalla moda all'agricoltura, i distretti Made in Italy puntano sull'innovazione e sulla tecnologia per rilanciarsi nel post pandemia
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Il digitale è ormai una leva fondamentale per competere con successo sui mercati internazionali. Specie se gli investimenti nelle soluzioni innovative vengono adottate in un'ottica di filiera, capace di coinvolgere anche le piccole e medie imprese che in questo circolo virtuoso possono essere guidate dalle aziende capofila.

I casi di filiera

Gli esempi di distretti che si sono attivati in questo senso sono numerosi. Dall'industria 4.0, che ha portato la rivoluzione digitale nei processi di produzione per automatizzare tutta la catena di montaggio (dalla progettazione all’esecuzione) e sfruttare i vantaggi delle macchine intelligenti, alla moda, che non potendo più puntare tutto sull'esperienza fisica in negozio ha scoperto sfilate 3D e ologrammi, ricorrendo al digitale anche per altre attività: la personalizzazione del processo di vendita, l’automazione delle attività di magazzino o l’individuazione dei prodotti contraffatti. Fino al mondo dell'agricoltura, che dal digitale ha tratto un aiuto per affrontare l’emergenza Covid 19. Ad esempio, attraverso droni e sensori di Internet delle Cose per il monitoraggio da remoto delle coltivazioni, robot in stalla per la mungitura, raccolta e condivisione delle informazioni per adattare forniture ed evitare sprechi, e crescita dell’e-commerce.

In campo anche il Mise

A questo proposito il rapporto annuale sull'economia e finanza dei distretti industriali italiani elaborato da Intesa Sanpaolo evidenzia come proprio il digitale rappresenti una delle sfide principali da cui le aziende tricolore devono partire per rilanciarsi con successo nei prossimi anni. Su questo fronte, evidenzia l'indagine, nei distretti già prima della pandemia era in crescita l’incidenza di Ict e ricerca e sviluppo sul totale degli acquisti di beni e servizi (dal 3,7% del 2016 al 4,1% del 2019), soprattutto grazie al traino della meccanica (7,1% versus 5,7% delle aree non distrettuali, il 25% in più).

Si tratta di processi di digitalizzazione che hanno subito un’accelerazione nel 2020, specialmente nel lavoro a distanza e nei distretti. Inoltre, in un contesto di forte contrazione degli investimenti complessivi, sono comunque aumentati (anche se di poco) sia l’utilizzo di e-commerce e marketing digitale, sia l’implementazione di soluzioni digitali nei processi produttivi e nella logistica. Il percorso di transizione digitale risulta però ancora lungo, soprattutto tra le imprese distrettuali più piccole, dove la diffusione di soluzioni digitali nei processi produttivi nel 2020 è stata decisamente inferiore rispetto alle realtà di dimensioni medio-grandi.

Una spinta in questo senso potrebbe arrivare dal Mise che ha annunciato di recente lo stanziamento di circa 286 milioni di euro per la riconfigurazione in chiave digitale delle filiere Made in Italy, attraverso accordi con Regioni e aziende. Un'iniziativa che punta a favorire in particolare lo sviluppo delle pmi, chiamate a passare da fornitore a partner delle grandi aziende capofila e a fare un salto in termini di crescita dimensionale e occupazionale.

Maggior efficienza e riduzione dei costi

Investire in tecnologia e digitale paga. Nella meccanica, sottolinea ancora il rapporto di intesa Sanpaolo, le imprese che adottano soluzioni 4.0 hanno importanti ritorni in termini di miglioramento della qualità (indicato dall’84% delle imprese), aumento della velocità di produzione (73%), flessibilità e personalizzazione della produzione (71%), miglioramento della sicurezza (69%), efficientamento del magazzino (61%), riduzione dei costi (59%).

Chi invece produce macchinari 4.0 in otto casi su dieci dichiara di poter aumentare la redditività della manutenzione sulle macchine vendute e raccogliere dati da utilizzare per ricerca, sviluppo e innovazione. Un processo che può essere accelerato, conclude l'indagine, attraverso la formazione e il trasferimento tecnologico reso possibile da competence center, digital innovation hub, istituti tecnici superiori e corporate academy.