La prima, storica intervista con Steve Jobs e Bill Gates insieme: 30 anni fa oggi

Da sinistra, Jobs e Gates durante l'intervista (foto da cultofmac.com) 
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Mi è capitata fra le mani un'intervista del 1991 che è un piccolo gioiello. La prima intervista di Steve Jobs e Bill Gates insieme (ne daranno solo un’altra moltissimi anni dopo).

L’intervista uscì su Fortune esattamente trent'anni fa, agosto 1991: in copertina c’erano i due, seduti su una scala a chiocciola; con aria di sfida Jobs, con un sorriso pacioso Gates. Titolo: The Future of the PC. In quegli anni, come è noto, Steve Jobs stava nel mezzo del suo lungo esilio dalla Apple, e aveva lanciato NeXT e la Pixar. Di qui forse lo sguardo di sfida. Gates era più sereno, la sua Microsoft stava crescendo, ma è solo con il lancio di Windows 95 che avrebbe iniziato a volare. L’intervista fu condotta da Brent Schlender, che poi scriverà una biografia di Jobs in cui dirà che Jobs fece di tutto affinché si svolgesse nella sua casa di Palo Alto (in un’altra foto si vedono i due che discutono, la scala a chiocciola alle loro spalle, Jobs scalzo ascolta Gates). 

Se avete tempo qui potete rileggerla integralmente, ci sono passaggi interessanti e divertenti, i due si punzecchiano spesso sul futuro dei personal computer e mai in maniera banale. Ma c’è un passaggio che merita di essere estratto ed è quando Jobs, verso la fine, per chiudere un lungo duello su cosa sia davvero l’innovazione, cita l’impresa di Charles Lindbergh, l’aviatore. Dice: “La mia esperienza dimostra che creare una nuova tecnologia significativa è molto più difficile di quanto si pensi e che rischi di essere quasi morto quando arrivi al traguardo. Ecco perché quando fai un grande salto in avanti, come il Mac, o il software basato su oggetti, o il riconoscimento della scrittura umana, devi lasciarti alle spalle la vecchia tecnologia. Quando Lindbergh stava per volare da New York a Parigi, dovette decidere cosa portare con sé. C’erano un sacco di questioni aperte che ricadevano in due categorie: cose che avrebbero reso il suo viaggio più sicuro o confortevole; e cose che avrebbero aumentato le sue possibilità di arrivare davvero a Parigi. Il peso per esempio era un problema. Poteva decidere di portare con sé più carburante, il che avrebbe reso il suo viaggio più sicuro; oppure poteva portare con sé una bussola, il che avrebbe aumentato le sue possibilità di arrivare a Parigi. E ogni volta arrivò alla conclusione di preferire di aumentare le possibilità di arrivare a Parigi sacrificando la sicurezza e la comodità. Per questo ce l’ha fatta”.

in una precedente versione di questo testo, il termine inglese compass era stato erroneamente tradotto con compasso; in seguito alla segnalazione di un lettore, abbiamo corretto con bussola