Le ragazze della squadra di robotica di Kabul

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Ogni tanto nel buio delle notizie che si susseguono dall’Afghanistan brilla una stella. Che ci ricorda che non dobbiamo smettere di sperare, ma soprattutto di darci da fare. Come ha fatto Allyson Reneau, 60 anni, che nella bio sul suo sito ufficiale di definisce soltanto “madre di undici figli”; di professione “speaker motivazionale”, uno di quelli che ti fa dei discorsi sul senso della vita che ti fanno sentire meglio. Ora ci fa sentire meglio sapere che Allyson Reneau ha salvato dieci ragazze afgane e il modo in cui lo ha fatto. Le ragazze fanno parte dell’Afghan Girls Robotics Team, la squadre di studentesse di robotica che era sorto in Afghanistan in questi anni. Allyson Reneau le aveva incontrate a Washington, un paio di anni fa, ad un summit tecnologico, Human to Mars Summit. Anche allora c’era stato un problema: le ragazze non riuscivano ad avere il visto per gli Stati Uniti e alla fine era intervenuto il presidente Trump per farle passare. Allora vinsero un premio con un robot riesce a distinguere fra acqua pulita e contaminata. Lo scorso novembre in Estonia un altro premio, per un robot a energia solare che può aiutare i contadini con la semina. E per contrastare la pandemia hanno realizzato un ventilatore sanificante formato da parti di automobili rottamate.

Quando a Kabul sono arrivati i talebani Allyson Reneau su Instagram ha fatto un post chiedendo di pregare per queste ragazze che chiedevano di poter lasciare il paese e continuare a studiare: “Serve un miracolo”. Ma lei ha fatto di più. Ha chiesto ad una amica che lavora all’ambasciata americana del Qatar di preparare in una notte tutta la documentazione per farle espatriare, il governo del Qatar ha mandato un aereo e le ragazze sono partite per Doha: “Hanno lasciato tutto quello che avevano per realizzare i propri sogni, per essere libere e istruite”. 

Tecnicamente le ragazze, che hanno fra 16 e 18 anni, ora dovranno decidere dove andare ma secondo Allyson Reneau hanno già moltissime offerte di borse di studio da alcune “incredibili università americane”. Quante altre “Afghan Dreamers” sono rimaste a Kabul? Allyson sui social posta messaggi di altre donne: “Ne proverò a salvare più che posso”. 

Quando tornarono a Kabul da Washington, due anni fa, Roya Mahboob. che è la prima donna alla guida di una società tecnologica in Afghanistan, l’Afghan Citadel Software Company, e che ha fondato il team di ragazze afgane per la robotica, disse: “Queste ragazze sono un esempio di speranza, di felicità e di orgoglio per tutta la comunità afgana”. 

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