La mia ora su Zoom con Tommie Smith

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Ieri sera su Zoom ho incontrato una leggenda. Ero su un treno e alle sette di sera sullo schermo del mio pc è apparso Tommie Smith. Se non sapete chi è Tommie Smith vi siete persi qualcosa. Mexico 68, Olimpiadi, nella gara di atletica dei 200 metri Tommie Smith vince andando per la prima volta sotto i venti secondi.

E’ un ragazzone nero, Tommie Smith, come il terzo classificato, John Carlos. Al momento degli inni nazionali i due abbassano la testa e alzano il pugno con un guanto nero, destro quello di Smith, sinistro quello di Carlos. Quella immagine divenne un simbolo delle battaglie per i diritti civili, ed è stata un esempio per tutti gli sportivi che dopo hanno messo la loro popolarità al servizio di una  causa più importante. I calciatori che si inginocchiano vengono da quel pugno nero alzato. E così quando ho visto che potevo prenotare un’ora con Tommie Smith non ci ho pensato un attimo.

Ero su Airbnb, un posto dove vai per trovare un alloggio dove andare in vacanza. Poi è arrivata la pandemia e Airbnb ha cambiato algoritmo e ha iniziato a suggerire “esperienze” da fare in città. Deve aver funzionato perché questa storia delle esperienze con le Olimpiadi è diventata il sito dove incontrare e parlare su Zoom con gli atleti che stanno a Tokyo. Come allenarsi, come prepararsi alla gara, come vincere: in tutte le discipline, paghi una decina di euro e hai il tuo campione per un’ora.

Praticamente funziona come OnlyFans, il sito che in pandemia è diventato lo strumento con il quale molte persone in cambio di soldi mostravano foto o video sexy ai fan. Deprimente. Come ci è finito Tommie Smith fra le esperienze di Airbnb, lui che ha cambiato il mondo? Non lo so e all’inizio ero sconcertato davanti a questo uomo di quasi 80 anni che parlava a fatica a uno schermo seduto davanti a una parete spoglia e una tenda anonima.

Ma poi è stato come nei 200 metri, quando parti lento per volare dopo la curva: Tommie Smith ha preso coraggio, ci ha incitati a cambiare il mondo, a credere nei nostri sogni, ci ha detto di non smettere di credere di poter costruire un mondo migliore. Lo ascoltavo a occhi chiusi mentre lo vedevo tagliare per primo il traguardo. Di nuovo.