Il Phygital Stage è il futuro della musica dal vivo?

Il Phygital Stage è il futuro della musica dal vivo?
Il settore dell’intrattenimento dal vivo, nel quale lavoriamo, è stato uno dei più devastati dal Covid
3 minuti di lettura

E’ da Marzo 2020 che che l’umanità intera si interroga su “cosa succederà dopo?”. Una domanda che ha spaccato la società in due scuole di pensiero, due filosofie e visioni diametralmente opposte.
Da un lato la pigra idea di un auspicabile “ritorno alla normalità”. Dall’altro la sfida di fare qualcosa di nuovo per entrare in un domani diverso, spinti dalla convinzione che quella “normalità” ci ha portato sull’orlo dell’abisso e quindi quello che ci attenderà dopo dipende solo dalle scelte che facciamo adesso, dalle azioni e decisioni di cui abbiamo bisogno ora per trasformare il disastro della pandemia in una opportunità per innescare subito il fattore di cambiamento verso un futuro rimodellato.

Il settore dell’intrattenimento dal vivo, nel quale lavoriamo, è stato uno dei più devastati. Ma i palchi, sui quali ogni giorno troviamo ragione di vita, il contatto col pubblico, che ci riempie quotidianamente di energia pulita e rinnovabile, e la tecnologia, che da sempre traduce la nostra creatività in possibilità concrete, ci hanno dato la spinta per guardare sempre avanti, ci hanno indicato la via per mettere a terra la nostra visione: l’integrazione del mondo fisico e di quello digitale in un nuovo ambiente virtuoso può essere la risposta che cercavamo.

E così che è nato il concetto del “Phygital Stage”, un nuovo modo di vivere la musica live, fatto di elementi fisici e virtuali, capace di aumentare le potenzialità creative degli artisti, di emozionare in modo diverso il pubblico, di creare nuovi posti di lavoro e di aumentare in modo esponenziale il fatturato dell’intera filiera.
A-LIVE, la prima piattaforma di streaming in Italia, con il supporto di Bauli in Piazza e Italia Music Lab, compongono un primo nucleo di questa compagine di innovatori che punta dritto al futuro della musica live e a includere quanti più operatori del settore possibile.

Un progetto che potrebbe avere un enorme impatto sociale, che si pone come obiettivo quello di creare una nuova filiera della Phygital Music.

Il Phygital Stage è un palco che unisce elementi fisici e digitali, una formidabile nuova estensione del linguaggio creativo per gli artisti, un rivoluzionario modo di partecipare agli spettacoli dal vivo, composto sia da un pubblico in presenza che da un pubblico connesso in remoto, che partecipano allo stesso evento in tempo reale, dove gli elementi fisici e digitali si fondono in un nuovo universo espressivo da scoprire attraverso la tecnologia, per suscitare emozioni uniche ed aumentate.

Abbiamo aperto questa nuova frontiera con Heroes, a settembre 2020, un live storico a sostegno dei lavoratori della musica dove sono saliti sul palco 34 artisti - tra cui Salmo, Achille Lauro, Madame, Mahmood, Fedez, Elodie - e non ci siamo più fermati, da allora fino all’ultimo concerto organizzato il 27 Novembre 2021 all’Apollo di Milano per la Milano Music Week.
Chi è stato nel backstage di qualche nostro evento Phygital, come ad esempio il concerto in mondovisione di All4Climate, patrocinato da Connect4Climate, WorldBank e Nazioni Unite per la PreCop26, dove abbiamo prodotto il primo NFT collettivo composto dai contributi inviati in real-time degli spettatori in remoto, si è trovato davanti tutta la produzione tradizionale, rappresentata in modo infaticabile da Bauli In Piazza, e tutta una nuova filiera che si occupa dell'integrazione dell’esperienza Phygital che abbiamo creato dal nulla e che inventiamo giorno per giorno, evento dopo evento.

"Nulla sostituirà mai l’evento dal vivo, né l’irripetibile emozione che ne scaturisce ogni volta. Diverso è immaginare forme che possano contribuire a vivere un’esperienza più ampia”. - dichiara Silvia Comand, neo Presidente di Bauli In Piazza - "Confidiamo che questo progetto costituisca uno strumento in più per garantire maggiori opportunità lavorative alle diverse figure professionali del settore evento e spettacolo. Molte di esse durante l’attuale pandemia si sono trasferite in altri settori professionali ed è determinante, per il futuro del nostro comparto, immaginare soluzioni innovative per evitare questa drammatica dispersione di competenze professionali altamente specializzate."

La dimostrazione di fattibilità, che abbiamo ottenuto attraverso più di un anno di produzioni Phygital, sta innescando una piccola rivoluzione, che abbiamo bisogno di far crescere ogni giorno di più in una nuova categoria di figure professionali, un nuovo linguaggio espressivo e creativo per gli artisti, un nuovo modo di trarre profitto per gli operatori del settore.

Phygital Stage racchiude tutto questo e lancia un messaggio importante: se saremo efficaci e tempestivi nel creare un progetto di ecosistema a beneficio e tutela di questa nuova filiera, possiamo prevedere che il numero di occupati nel settore dell’intrattenimento live raddoppi nel giro di pochi anni, e che parallelamente aumentino in modo esponenziale, con la tipica curva del tech business, anche i ricavi degli artisti e degli operatori del settore.

Ignorare questo cambiamento epocale in atto nella nostra società e non mettere in atto un progetto sistemico che investa sul futuro, significa andare incontro ad una emergenza di medio periodo: gli artisti e l’industria del live non parlerà più il linguaggio della propria audience, e inevitabilmente finirà per cagionarsi un danno irreparabile fino a rischiare l’irrilevanza per incapacità di trasmettere messaggi ed emozioni nel linguaggio comprensibile al proprio pubblico di riferimento.

Dobbiamo agire subito, dobbiamo creare una nuova consapevolezza sulle potenzialità artistiche, emotive ed economiche delle nuove tecnologie, dobbiamo guidare la formazione professionale dei nuovi operatori del settore e gli artisti sull’utilizzo creativo delle nuove tecnologie, dobbiamo dialogare con le istituzioni per ottenere riconoscimenti di categoria, certificazioni, normative e incentivi .

E’ da Marzo 2020 che ci interroghiamo su “cosa succederà dopo?”.
Ecco, il “dopo” è già qui, è arrivato.
E con lui è arrivato il momento di fare le scelte giuste, lungimiranti, che per una volta potrebbero portare l’Italia all’avanguardia nel mondo grazie alla musica.
Il futuro non è il domani, ma è quello che stiamo sbagliando adesso. Il cambiamento è nelle nostre mani, il futuro è nelle nostre mani, e dipende dalle scelte che faremo nei prossimi 5 minuti..