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La nuova frontiera per far fruttare le proprie crypto

La nuova frontiera per far fruttare le proprie crypto
(reuters)
Fornire liquidità agli exchange decentralizzati: ecco la strategia
3 minuti di lettura

LP, per noi boomer, significa long playing, ovvero un vinile a 33 giri. Ma nel mondo della finanza decentralizzata LP ha un significato ben diverso: liquidity provision, ovvero fornitura di liquidità crypto agli exchange decentralizzati, ben felici di remunerare con altre crypto la vostra eventuale generosità.

Gli exchange decentralizzati (o DEX, come li chiamerò d’ora in poi) sono come quelli centralizzati (Binance, Coinbase, in Italia Young Platform, etc) ma rispetto a questi ultimi non hanno una sede e una azienda vera e propria: esistono direttamente on chain. Sono a tutti gli effetti un software e niente più. Il più importante di tutti è Uniswap, arrivato ultimamente a transare l’equivalente di oltre un miliardo di dollari di crypto al giorno.

Operando esclusivamente su blockchain, i DEX non possono, nemmeno volendo, cambiare i vostri euro con una crypto. Per quello ci sono appunto i centralizzati. Di conseguenza, sui DEX ogni transazione è a tutti gli effetti uno swap, uno scambio tra due valute digitali, ad esempio tra Bitcoin ed Ethereum o tra una di esse e una stablecoin.

Perché la gente preferisce sempre più i DEX? Essenzialmente perché, operando solo on chain sono molto sicuri e poi perché in genere offrono valori di scambio molto buoni. Possono essere attrattivi in questi valori anche perché la fee che applicano per ogni transazione è piuttosto bassa: ad esempio Uniswap applica lo 0,30%. Se lo possono permettere perché non hanno centinaia o migliaia di bocche da sfamare: sono un software.

Ora, come gli exchange centralizzati e le borse, anche i DEX hanno bisogno di liquidità per funzionare, ovvero per far incontrare domanda e offerta: se io voglio vendere una determinata crypto ( o azione, nelle borse) e tu la vuoi comprare, o ci incontriamo nello stesso millesimo di secondo su un valore condiviso, o la transazione non succede. Per questo la fornitura di liquidità è un fattore così importante nei mercati, al punto che esiste una vera e propria figura professionale, chiamata market maker, che svolge questo compito da sempre: vere e proprie aziende che forniscono enormi masse di liquidità alle borse in cambio di interessi (idem, pressappoco, per gli exchange centralizzati).

Ma con l’avvento dei DEX tutto cambia e la figura del market maker si democratizza: oggi ognuno può esserlo, fornendo le proprie crypto ad un DEX e ricevendo in cambio un determinato compenso, sempre in crypto. Ma non è così semplice.

Intanto, poiché ogni transazione è uno swap tra due asset digitali, è necessario partecipare a delle pool di liquidità duali, composte cioè da due crypto. Immaginatele come un paniere dove ci sono, ad esempio, Bitcoin ed Ethereum. Se io desidero comprare i primi pagando con i secondi, il software depositerà i miei Ethereum in quel paniere, prelevando i Bitcoin. Nel consegue che la quantità delle due crypto è costantemente in movimento: più Bitcoin vengono acquistati pagando in Ethereum, meno Bitcoin e più Ethereum ci saranno nella cesta.

Per “entrare nel paniere” si depositano dunque le due valute digitali di cui è composto e si ottiene un LP token, ovvero un token di liquidity provision, il cui prezzo e? una combinazione dei prezzi dei due asset sottostanti. Ad esempio, il prezzo dell’LP token ETH-BTC e? una combinazione tra i prezzi di Ethereum e di Bitcoin. Se Ethereum fa +10% e Bitcoin fa +5%, ci si puo? aspettare che il prezzo variera? di una percentuale compresa tra il 5 ed il 10%. Sarà più vicina al 5% se “il paniere” contiene in quel momento più Bitcoin, o al 10% se in quel momento vi sono più Ethereum nel paniere, ma tale comunque da garantire un’esposizione diversificata ad ambo gli asset.

Una volta entrati nella pool, le nostre crypto iniziano immediatamente a “lavorare”, ricevendo in cambio la loro quota parte delle fee (ad esempio lo 0,30% di Uniswap) che il DEX riceve da chi lo usa. Si tratta dunque di un compenso sostenibile, molto trasparente e non minato da discutibili operazioni di marketing (compensi esageratamente alti per attrarre clienti).

Per fornire liquidità ai DEX bisogna dunque già possedere le crypto, quindi bisogna inviarle ad un wallet on chain come Metamask e da lì acquistare gli LP token di una pool di un DEX. Bisogna anche decidere il range di prezzo delle due crypto all’interno del quale vogliamo che il software usi la nostra liquidità in cambio di compensi, ad esempio Bitcoin tra i 18 e i 23 mila euro, oppure tra 5 e 50 mila: più il range è piccolo e maggiori saranno i compensi, ma minore la possibilità che la nostra liquidità venga utilizzata. Bisogna essere molto esperti per definire una range ottimale.

Bisogna infine prestare attenzione a ciò che viene chiamato “impermanent loss”, o perdita momentanea. Poiché, come detto, nei DEX le transazioni sono uno scambio (Swap) tra una crypto e l’altra, le pool sono duali. Immaginiamole come ceste di mele e pere. Arriva un cliente che vuole vendere pere per acquistare mele: lo smart contract del DEX depositerà le pere che il cliente vuole vendere e prelevera? le mele che il cliente desidera. Nei fatti, dunque, se le mele sono più ricercate sul mercato, nella cesta ce ne saranno di meno (la gente tende a vendere le pere per acquistare mele). Se uno è entrato nel meccanismo di fornitura di liquidita? con un mix di mele e pere, in certi momenti potrebbe trovarsi con meno mele (o pere) di quando e? entrato (perche? tutti le desiderano e ne sono state prelevate tante dalla cesta). Questo è l’impermanet loss, ovvero una perdita momentanea: è sufficiente che il giorno dopo vi sia di nuovo richiesta di pere acquistate vendendo mele e tutto si riequilibria.

Nel complesso, la fornitura di liquidità ai DEX è probabilmente, oggi, il modo migliore per aumentare giornalmente il proprio gruzzolo crypto, ma non certo il più semplice. Per questa ragione resterà ancora a lungo una modalità riservata agli esperti. Ad Anubi Digital, tuttavia, abbiamo da poco presentato un nuovo servizio, chiamato guarda caso DUO (sì, non abbiamo avuto grande fantasia), che prova a rendere semplice un procedimento, come abbiamo visto, piuttosto complicato. Sarà interessante osservare se e come sarà recepito dal mercato.