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Cosa hanno in comune bitcoin e i terreni da Barolo delle Langhe

Cosa hanno in comune bitcoin e i terreni da Barolo delle Langhe
Gli ettari da vini pregiati piemontesi si sono apprezzati enormement negli ultimi dieci anni. Proprio come alcune criptovalute. Una lezione per comprendere il valore della scarsità, facendo attenzione a rischi e contraccolpi
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Se penso a qualcosa che si sia apprezzato enormemente in questi ultimi dieci anni, mi vengono in mente due cose: gli ettari da Nebbiolo da Barbaresco e da Barolo nella Langhe, e il bitcoin.

Le due cose non hanno nulla in comune, salvo una cosa: sono entrambe una risorsa scarsa. Anzi, finita. Così come non ci saranno più bitcoin rispetto ai 21 milioni previsti dal protocollo, così non ci possono essere più ettari per produrre i due grandi vini rossi piemontesi rispetto agli esistenti.

Entrambi i beni esprimevano un valore sottostimato negli anni scorsi. Entrambi, agli occhi di vari esperti, risultano sovrastimati oggi ma per moti altri il loro valore non farà che crescere nei prossimi dieci.

Il valore della scarsità

Qualche sera fa alcuni investitori e soci di Anubi Digital mi hanno invitato per un aperitivo a Treiso, in uno dei posti più toccanti delle Langhe. Uno di essi, ad un certo punto, mi dice: un mio conoscente possiede alcuni ettari da Nebbiolo da Barolo ma il suo lavoro è un altro e non ha tempo e capacità per produrre il re dei rossi: gli dico di vendere tutto e comprare bitcoin?

Una domanda spiazzante. Ma non sconcertante. Possiedi un bene prezioso, scarso, unico ma non sai davvero valorizzarlo a fondo. Lo vendi ai massimi e con il ricavato compri un altro bene, questa volta digitale, in un suo momento di debolezza per quanto riguarda il prezzo, dove non c’è bisogno di saper fare nulla, se non tenersi informato e non venderlo per molti anni.

Una domanda interessante. Possiedi un terreno non replicabile, unico, che una volta venduto, al contrario del bitcoin, non potrai ragionevolmente più ricomprare, e non potrai più ricomprarne nemmeno uno lì vicino, dal momento che nessuno vuole vendere. Ma quel terreno vale dieci volte ciò che valeva dieci anni fa e non sai se tra dieci anni varrà dieci volte ciò che ti pagano oggi. Tuttavia non lo stai valorizzando come dovresti e come quel terreno meriterebbe perché, essenzialmente, il tuo business è un altro e il tempo che puoi dedicargli è molto limitato.

 

Il Barolo e l'oscillazione del valore del Bitcoin

Quel che è certo, almeno per me, è che gli ettari di Nebbiolo da Barbaresco e da Barolo non evidenziano oscillazioni di prezzo come le crypto e nessun altro appezzamento di terreno potrà mai sostituirli. Quindi, caro amico, tieniti quella meravigliosa terra, che nulla ha per fortuna a che fare con Terra e tantomeno con Luna, e trova il modo, perché un modo c’è di sicuro, di trarne del buon vino. Anche perché, ne sono convinto, il Barbaresco e il Barolo sono in massima parte ancora venduti a sconto rispetto al loro valore potenziale sui mercati internazionali e in futuro chi li saprà fare bene e vendere bene ne trarrà ottimi benefici economici.

Ma per chi come noi, comuni mortali, non ha la fortuna di possedere questi ettari - ettari che un tempo venivano poco apprezzati, terra umida che richiedeva sacrifici per generare pochi guadagni - oggi può avere senso acquistare bitcoin o altre criptovalute?

Detto che ad oggi le crypto non sono considerate un prodotto finanziario, e detto che non ho alcun interesse a dare qualsivoglia suggerimento di natura patrimoniale a chicchessia, non vi nascondo che negli ultimi mesi, e ancora di più nelle ultime settimane, numerosi conoscenti e amici mi hanno chiesto se, come, perché, quando e come avrebbero dovuto acquistare dei digital asset.

 

Il mercato delle crypto e la necessità di consapevolezza

Invariabilmente la mia risposta è sempre stata: no, non acquistare niente, a meno che tu non abbia studiato a sufficienza. Molti di quelli che oggi piangono e si leccano le ferite causate dal crollo recente sono persone che in passato hanno acquistato tokens e coin per sentito dire, perché l’aveva fatto un amico e tu vuoi restare indietro, perché ne avevano letto sui giornali o in rete, perché come al solito, si illudevano che il valore potesse continuare a crescere per sempre. Hanno comprato crypto come se fossero caramelle.

La cosa non è nuova: l’ho vista accadere numerose volte nel mondo dei mercati finanziari tradizionali, quando milioni di persone acquistano titoli di società quotate in borsa senza aver approfondito nulla, senza aver letto un bilancio e spesso nemmeno un report o un articolo. Ricordo, tra i tanti, un tizio che investì tutto quel che aveva, o quasi, nel titolo di Seat Pagine Gialle ai massimi, sicuro che sarebbe salito ancora, e di molto. Si ritrovò sul lastrico ed è un miracolo che non si sia sparato.

I prezzi delle crypto, in questo periodo, sono particolarmente bassi, dunque interessanti. Ma chi ci dice che non possano scendere ancora? E’ sempre meglio perdere un buon affare piuttosto che fare un cattivo affare.

Le criptovalute sono ancora un affare?

Soprattutto, bisogna leggere, informarsi, studiare. Ci sono migliaia di criptovalute e la stragrande maggioranza di esse non vale un fico secco, almeno secondo me. Ma ce ne sono altre che, al contrario di quel che pensa la signora Lagarde, un valore ce l’hanno. O per la loro unicità, come il bitcoin, o per l’asset che rappresentano. Guardatele un po’ come se fossero azioni quotate: la blockchain o l’impresa che c’è alla base funzionano bene? Hanno un senso nell’ecosistema digitale? Esprimono un valore largamente riconosciuto? Quali rischi si portano appresso?

Dopo aver attentamente studiato e valutato uno può decidere di dedicare una parte del proprio patrimonio a qualcuna di queste crypto. Suggerirei una parte piccola, perché mal che vada uno ha perso sì, ma poco in relazione al proprio patrimonio: In compenso ha imparato qualcosa.

Ma farlo così, perché l’ha fatto qualcuno che conosci e non vuoi restare indietro, no: meglio comprare qualche ottimo Barbaresco o Barolo e fare HODL in cantina, ciò che fanno quelli bravi con le crypto di valore: acquistano e mettono in custodia per qualche anno.

 

PS - così come non tutte le crypto sono Bitcoin, così non tutti i Barbaresco e Barolo sono da antologia. Anche in quel caso è necessario studiare e, con la moderazione dei veri intenditori, degustare. Insomma, in entrambi i casi non bisogna ubriacarsi.