Il ruglio dell’orso

Il ruglio dell’orso
(reuters)
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Le cronache di questi giorni segnalano numerosi problemi che animali stanno procurando a noi umani, come ad esempio la peste suina portata dai cinghiali nella città eterna o il vaiolo delle scimmie. Ma un altro animale, grosso e potenzialmente pericoloso, è apparso, quasi all’improvviso, con fragore e senza che nessuno lo desiderasse: l’orso. L’orso dei mercati, per intenderci, quello che, rugliando, scaccia in quattro e quattr’otto il toro.

Nel mondo crypto, già volatile di suo, l’arrivo dell’orso fa venire la febbre ai traders, per loro natura tifosi del toro (non necessariamente quello granata). Le newsletter di settore, così come i gruppi social e quelli su Telegram, pullulano di domande quasi esistenziali, come ad esempio “ma è un vero orso?”, “quanto durerà? Più di un anno?”, sottintendendo disperazione e ansia.

La risposta, diceva Quelo, è dentro di te, ma è sbagliata. Ogni reazione irrazionale a periodi critici del mercato è sempre foriera di problemi. Se sei un soggetto che acquista e vende criptovalute, forse le stagioni dell’orso sono pessime nel caso il tuo profilo sia di breve periodo, da trader, ma quasi certamente ottime se sei un HODLer, uno che acquista e mette via, magari optando per qualche soluzione di custodia attiva che faccia aumentare regolarmente il tuo criptogruzzolo. La ragione è semplice: nei momenti prolungati di ribasso del mercato, cioè in un momento come questo, si possono acquistare digital asset a prezzi più convenienti. Ma bisogna avere l’approccio “da cassettiera”, come si diceva un tempo e operare nel medio periodo.

In questi casi non bisogna però fare l’errore di voler acquistare subito: chi lo dice che i prezzi di questi giorni siano i più bassi? Potrebbero scendere ancora (è la mia opinione, ma suffragata da poco o nulla e dunque non prendetemi sul serio). In ogni caso non bisogna mai cercare di fare l’affare del secolo. Se uno è interessato ad entrare su crypto o ad incrementare il proprio numero di crptovalute, è preferibile che lo faccia piano piano, senza fretta che tanto l’orso non scapperà domani. Anzi, tutto mi fa pensare che continuerà a rugliare per un bel po’.

 Ricordiamoci sempre che, in tutte le cose, è meglio perdere un buon affare che fare un cattivo affare. Se invece sei un imprenditore nel settore, se cioè hai sviluppato una o più imprese nel mondo crypto e blockchain, o vuoi farlo, e il tuo è perciò un approccio non speculativo, la stagione dell’orso per te può essere manna dal cielo. Ma come, dirà qualcuno. I fondi di venture capital hanno smesso da un giorno all’altro di fare investimenti su aziende crypto, o li hanno ridotti rinegoziando le valutazioni, e dunque per gli imprenditori è molto più complicato trovare capitali. Inoltre nei momenti in cui domina l’orso i clienti latitano, o comunque in loro scompare la Fomo (Fear Of Missing Out), quell’irrazionale voler comprare a tutti i costi tipico dei momenti di crescita dei mercati.

La manna, che magari qualcuno fatica a vedere, tuttavia per queste persone è arrivata e si chiama tempo. Quello che non c’è mai nei momenti di fermento del mercato, un po’ come quando arriva la bassa stagione turistica e i proprietari degli hotel ne approfittano per apportare migliorie alle proprie strutture che non hanno tempo di fare nei mesi di tutto esaurito.

Per un’industria ancora così giovane, avere del tempo per migliorare i propri prodotti è un’ottima notizia. Perché diciamocelo: se vogliamo che anche solo una minuscola parte dei grandi capitali istituzionali entrino in crypto nei prossimi anni, c’è da costruire ancora un bel po’ e il lavoro da fare è enorme: nuove versioni di piattaforme esistenti, nuove features, nuovi servizi per i futuri clienti. E poi nuovi concetti, nuove soluzioni infrastrutturali, nuovi modelli di collaborazione con il mondo della finanza classica anche alla luce della nuova normativa europea che arriverà entro l’anno, se non prima.

Sono convinto che quando l’orso smetterà di rugliare per lasciare di nuovo la scena al toro, solo i servizi che avranno saputo rafforzarsi sul piano tecnologico potranno ambire ad una fetta della torta. Nei prossimi mesi ci sarà un po’ di selezione naturale e un po’ di distruzione creativa, anche sui modelli di business. Chi sopravviverà sarà più forte, più credibile. C’è tanto da fare, anche perché tutti i servizi utilizzabili oggi sono stati pensati e realizzati in pochissimi anni e in un clima di euforia, da tutto esaurito.

Fermarsi un attimo a pensare non è male. Anzi, è un vero e proprio lusso. Vedremo tra un paio d’anni chi avrà saputo approfittarne.

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