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Pico 4, il visore della realtà virtuale che non ti aspetti

Pico 4, il visore della realtà virtuale che non ti aspetti
Leggero, piccolo, bello da vedere: la nostra prova del nuovo strumento per i mondi paralleli
2 minuti di lettura

Se è nelle vostre intenzioni acquistare nei prossimi tempi un visore VR standalone, la vostra scelta potrebbe facilmente cadere sul Pico 4, un’eccellente prodotto che si pone come diretto concorrente degli altri visori sul mercato, con molti pregi e solo qualche piccolo difetto. E ha un ottimo rapporto prezzo/qualità.

Ma andiamo per ordine: innanzitutto Pico 4 ha, rispetto al suo diretto concorrente, il Quest 2 di Metà, una serie di piccoli ma importanti upgrade, come gli 8Gb di Ram, una risoluzione superiore, 2160x2160, un peso decisamente inferiore e lenti pancake invece delle fresnel. E’ più piccolo, dunque del Quest 2, ed è bello da vedere, con un sistema di aggancio molto buono e materiali di produzione che sembrano più consistenti e solidi, fino ad una mascherina per il distanziamento degli occhiali che è magnetizzata.

Il peso come dice va o è molto contenuto, seicento grammi circa, solo trecento dei quali sono del visore senza batteria, il che lo rende comodo da indossare e anche molto ben bilanciato. La batteria ha una buonissima autonomia e difficilmente vi abbandonerà nel momento clou di una partita. Il sistema operativo è decisamente buono, non ottimo, ma gli aggiornamenti con buona probabilità risolveranno i difetti in tempi brevi. Il prezzo è ottimo, leggermente più basso della concorrenza (fatte salve le offerte ovviamente), 429 euro per la versione da 128GB e 499,99€ nellaversione da 256GB.

Schermo e lenti fanno il loro lavoro in maniera egregia, giocare è un piacere perché l’immagine è ben definita e coinvolgente, senza difetti di rilevo. E’ dotato di due display Fast LCD da due pollici e mezzo, risoluzione 4K, frequenza di aggiornamento massima a 90 Hz. L’angolo di visione grandangolare è di 105 gradi La distanza tra le lenti può essere regolata direttamente via software, muovendo uno slider che agisce sul motore collegato alle lenti e vedendo quindi in tempo reale la regolazione, la distanza minima è di 62mm, quella massima di 72.

C’è il passtrough a colori, vera novità, riconosce bene il campo di gioco e memorizza la stanza senza dover ricominciare ad ogni riavvio. In generale funziona benissimo, si gioca in maniera molto fluida, i tempi di caricamento sono brevi, la soddisfazione alta.I titoli disponibili sono molti e il catalogo è in costante aggiornamento, ma dovendo scegliere tra un visore e un altro è bene che guardiate il catalogo delle esclusive di ognuno per non restare delusi dopo.

E’ molto semplice da usate, i controller sono piccoli e solidi, belli, comodi e in grado di rispondere bene ai comandi e il tracking è molto buono. Hanno bisogno di due batteria, ma è un difetto accettabile. E c’è una presa USB-C per collegare un PC. E c’è Streaming Assistant, un software per riprodurre i videogiochi PC su SteamVr, con un router Gigabit con banda Wi-Fi 5G. E c’è un Remote Play Assistant per trasmettere video in streaming in modalità wireless dal PC. L’audio è più che sufficiente, ma non ai livelli necessari per goderne appieno in maniera realmente immersiva, e non c’è un’entrata jack per le cuffie, per ottenere risultati migliori c’è bisogno di un adattatore USB-C/jack.

 

In generale è un prodotto di ottima fattura, che offre sicura soddisfazione ai videogiocatori che già hanno familiarità con i visori, ma che può essere addirittura sorprendente per chi vuole invece per la prima volta ‘immergersi’ in un mondo ludico tridimensionale. Di base l’effetto generale è molto buono, i difetti di visione limitatissimi, la fluidità dei giochi è notevole. Ma il bello è che può essere usato in molti altri modi, per l’allenamento e lo sport, per cinema e concerti, con una versatilità che lo rende quindi interessante anche al di fuori del mondo videoludico.