In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni
Reti

5G, l'Italia al bivio: per decollare il mercato dovrà valere 200 milioni di euro entro il 2025

5G, l'Italia al bivio: per decollare il mercato dovrà valere 200 milioni di euro entro il 2025
Secondo una ricerca dell'Osservatorio 5G & Beyond della School of Management del Politecnico di Milano, l'Italia vede uno sviluppo di progetti ancora molto lento
2 minuti di lettura

Perché il 5G abbia una curva di crescita in linea con le innovazioni che sono diventate pervasive nel mobdo del business, a partire dal Cloud e dall Internet of Things, sarà necessario che entro il 2025 il 5G diventi lo standard per la connettività industriale e nel mondo business: solo così il mercato potrà valere 200 milioni di euro.

E' la conclusione cui è giunta la ricerca dell'Osservatorio 5G & Beyond della School of Management del Politecnico di Milano.

Negli ultimi 12 mesi si è avuta la conferma di un interessamento sempre più forte in ambiti come, ad esempio, il manufacturing e la mobility e si sono affacciati i grandi player del cloud. L'Italia tuttavia, nonostante un alto livello di copertura della rete su tutto il territorio vede uno sviluppo di progetti molto lento.

Da qui il bivio: se entro il 2025 la quinta generazione di reti mobili sarà utilizzata solo per test tecnologici e parziale re-ingegnerizzazione di processi, il mercato industriale difficilmente supererà i 40 milioni di euro. La svolta, come si è detto, potrà invece avvenire solo se si lavorerà per strutturare l'offerta si strutturi, e soprattutto se il 5G diventerà lo standard per la connettività industriale e nel mondo business.

"Dal lato tecnologico, nel cosro dell'ultimo anno si sono affermate alcune evoluzioni come le architetture basate sulla disaggregazione delle funzioni della rete secondo lo standard Open RAN (Radio Access Network, cioè la possibilità di passare da un'architettura di rete monolitica gestita da un fornitore ad una composta da più blocchi funzionali gestiti da più attori indipendenti) e le reti private, che già esistono in 4G ma solo con il 5G diventeranno un'importante componente architetturale e strategica - ha dichiarato Antonio Capone, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio 5G & Beyond. - Per quanto concerne invece il mercato industriale, negli Stati Uniti sono entrati nel mondo del 5G privato i grandi player del cloud, una mossa strategica che non può sfuggire ai nostri attori telco e a tutto l'ecosistema, perché nei prossimi due-tre anni si giocherà la partita decisiva per il settore anche sulla base delle scelte che dovranno essere fatte in Europa sulla gestione dello spettro radio".

"Per guidare il mercato del 5G verso lo scenario più ottimistico, un ruolo fondamentale è quello dei grandi progetti sistemici, pubblici o misti pubblico-privato: la transizione verso il 5G di comparti come forze di polizia, reti ferroviarie, utilities, città intelligenti può creare massa critica, standardizzare l'offerta, chiarire i meccanismi di valore e accelerare la transizione da un mercato di sperimentazioni ad un mercato di applicazioni" ha spiegato Giovanni Miragliotta, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio 5G & Beyond.

Quanto alla copertura 5G, va chiarito che se è vero che il 5G in Italia copre tra il 96% il 99,7% della popolazione secondo le analisi DESI 2022 e GSMA Intelligence, una percentuale che la colloca al primo posto in Europa, in realtà questa copertura è ottenuta con il cosiddetto Dynamic Spectrum Sharing che consente a un operatore telefonico di sfruttare lo spettro di frequenze del 4G anche per il 5G. Considerando solo la copertura 5G Non Stand Alone, l'Italia a fine 2021 risulta tra gli ultimi paesi in Europa, con un valore pari al 7,3%.

Le azioni intraprese nei primi mesi del 2022 dovrebbero compensare almeno in parte questa situazione: con le risorse del PNRR, verranno colmate alcune lacune di copertura delle porzioni di territorio meno popolate con nuovi siti, e verranno realizzati rilegamenti in fibra ottica per tutti i siti radiomobili che sono ancora collegati in ponte radio.

Inoltre i Cloud Provider potrebbero affiancarsi agli operatori, contendendo a quest'ultimi i clienti. "Nel momento in cui cambiasse la regolamentazione europea, i Cloud Provider che avessero già sviluppato un'offerta e un'esperienza presso i clienti, potrebbero intercettare la maggior parte del nuovo spazio di mercato, lasciando indebolite le filiere locali. Su questo fronte, quindi, serve una risposta da parte di tutto l'ecosistema europeo" ha sottolineato Luca Dozio, Direttore dell'Osservatorio 5G & Beyond.