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Wallife, la startup che ci assicura sui rischi del futuro: dal biohacking all’identità digitale, le polizze che gli altri non offrono

Wallife, la startup che ci assicura sui rischi del futuro: dal biohacking all’identità digitale, le polizze che gli altri non offrono
La società chiude un round da 12 milioni di euro guidato da United Ventures: entro l’anno il primo prodotto per difendersi da chi ruba i dati personali online. Il fondatore Sbianchi: “Biometria e genetica al centro delle nostre vite, essenziale proteggerle”
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Protezione delle cellule staminali nelle biobanche specializzate. Oppure assicurazione dell’identità digitale da operazioni di hacking o altri reati online. Molto altro che potrebbe arrivare. Wallife è una startup italiana che fonda il suo business su polizze e assicurazioni piuttosto particolari. Quelle rivolte ai nuovi rischi originali dal progresso tecnologico e scientifico. Ha appena chiuso un importante round di investimento da 12 milioni di euro guidato da United Ventures, gestore italiano di venture capital. Al round ha partecipato un gruppo di investitori e business angels italiani e internazionali, tra cui Aptafin. 

Fabio Sbianchi, Founder and Chairman
Fabio Sbianchi, Founder and Chairman 

Genetica, biometria, biohacking: cosa protegge Wallife

Ma cosa assicura, in concreto, Wallife? “Protegge l’individuo dai nuovi rischi derivanti dall’innovazione tecnologica e dal progresso scientifico e si muove su tre specifiche macroaree di rischio: biometrics, genetics e biohacking - spiega Fabio Sbianchi, fondatore e presidente della società, con un lungo e importante passato a Octo Telematics, a Italian Tech - concretamente, Wallife studia e offre al mercato polizze che proteggono l’identità digitale della persona, tutelandola ad esempio dall’utilizzo fraudolento del face id o del touch id dello smartphone; disegna anche coperture assicurative salvaguardano le persone dall’uso distorto del patrimonio genetico, proteggendo la conservazione delle cellule staminali nelle bi banche”.

Settimo round insurtech d’Europa nel 2022

Con questo risultato l’azienda si piazza al settimo posto in Europa nel cosiddetto settore insurtech per valore del round di investimento di Serie A nel 2022, secondo la classifica di Crunchbase, tra i principali database a livello globale di informazioni finanziarie su aziende private. Fondata da Sbianchi e Maria Enrica Angelone nel 2020 a Roma, Wallife sta raccogliendo fondi non solo su offerte di protezione già evidenti e necessarie ma anche sul futuro, cioè su rischi nuovi e ancora sconosciuti derivanti dal modo in cui ricercatori, scienziati e colossi industriali e hi-tech modelleranno la nostra vita, dentro e fuori dalla rete.

Maria Enrica Angelone, Ceo
Maria Enrica Angelone, Ceo 

 

Sbianchi: “Il 73% vuole proteggere i dati sensibili online”

Per il momento si parla di manipolazione genetica (cioè la conservazione di materiale biologico e l’identità genetica), biohacking (l’uso di tecnologie all’interno del corpo umano, come protesi e dispositivi medici impiantabili) e impiego di dati digitali (come impronte digitali e riconoscimento facciale). Oltre a indagare su rischi nuovi ed emergenti, l’obiettivo del gruppo - guidato dalla Ceo Angelone - è quello di sviluppare prodotti assicurativi innovativi per i rischi già esistenti, che però finora non sono stati coperti dalle assicurazioni tradizionali. O almeno non in modo sufficientemente completo ed efficace.

“Wallife nasce dall’intuizione che esistono ambiti ancora scoperti dalle assicurazioni tradizionali, ambiti con i quali molte delle persone si interfacciano tutti i giorni, basta pensare all’utilizzo delle app bancarie o dei social media, a cui è possibile accedere tramite face id o impronta digitale e che possono essere soggetti ad attacchi da parte di criminali informatici - prosegue Sbianchi - d’altra parte, fin quando il rischio non viene percepito e vissuto in prima persona, gli individui non ricorrono a polizze assicurative: secondo un recentissimo studio che abbiamo però condotto insieme a Ipsos, abbiamo constatato che il 73% degli italiani è propenso ad acquistare delle polizze per tutelarsi dai rischi connessi al furto dei propri dati sensibili, un risultato che rafforza la nostra determinazione nel progettare innovative soluzioni di protezione”.

 

Entro l’anno la prima polizza per difendere l’identità digitale

L’aumento di capitale servirà a far crescere la società su scala internazionale, supporterà lo sviluppo di nuovi prodotti assicurativi nonché il rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica. La società prevede anche l’ampliamento del proprio team con l’assunzione di diversi profili ad alta specializzazione: “Wallife opera a Roma, sede amministrativa della società, e a Zurigo, dove è presente il nostro hub tecnologico - conferma il presidente - i fondi raccolti in questo secondo round di finanziamento ci permetteranno di ideare nuovi prodotti assicurativi, rafforzare l’infrastruttura tecnologica e ampliare il nostro team di professionisti sia in Italia che all’estero. Attualmente, abbiamo infatti dieci posizioni aperte in

entrambe le sedi che contiamo di coprire entro il prossimo anno, mentre per quel che riguarda i prodotti, lanceremo la prima polizza per la protezione dell’identità digitale entro il 2022”.

 

Magrini, United Ventures: “Visione pionieristica”

Secondo Massimiliano Magrini, managing partner di United Ventures - piattaforma che ha in gestione 360 milioni di euro su due fondi early-stage (UV1 e UV2) e un fondo di growth venture capital (UV T-Growth), “il progresso scientifico e tecnologico introduce cambiamenti nelle nostre vite a un ritmo estremamente veloce. In questo contesto ci ha colpiti la visione pionieristica di Wallife di costruire la prima azienda al mondo in grado di fornire risposte sulla sicurezza e protezione da rischi ancora sconosciuti”. L’investimento di UV2 in Wallife è partecipato da United Ventures II Lazio, fondo di investimento alternativo (FIA) italiano mobiliare riservato di tipo chiuso, cofinanziato dalla Regione Lazio attraverso il fondo di fondi Fare Lazio – sezione Lazio Venture gestito da Lazio Innova S.p.A., nell’ambito del programma di incentivazione agli investimenti nel capitale di rischio delle startup e pmi attraverso il Por Fesr 2014-2020.

Dunque in futuro finiremo per non aver più bisogno di un’assicurazione per l’auto - condivisa e gestita dalla piattaforma da cui la noleggiamo - ma ne avremo tutti una contro i furti di dati o informazioni biometriche, questa la prospettiva? “Il progresso tecnologico corre più velocemente che mai e porta con sé nuovi rischi che adesso nessuno di noi riuscirebbe a percepire come potenzialmente pericolosi per gli individui - conclude Sbianchi - più che non avere più bisogno di un’assicurazione per l’auto, potremmo avere invece aver bisogno di un’assicurazione per una nuova auto con nuove funzionalità. Quello che è certo è che le nostre informazioni biometriche e i nostri dati genetici saranno sempre di più al centro delle nostre vite, chiavi d’ingresso per accedere a un numero sempre più alto di porte, fisiche e digitali. È per questo che è così essenziale proteggerli, anche a livello assicurativo”.