Spazio

Partito Vega C, il nuovo razzo Esa dal cuore italiano

Partito Vega C, il nuovo razzo Esa dal cuore italiano
Il vettore dell’Agenzia spaziale europea al suo esordio ha consegnato in orbita il satellite scientifico Lares 2 dell’Asi. Più potente e versatile del predecessore Vega, è in gran parte finanziato e costruito dall’Italia
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Vola Vega C, il nuovo razzo dell’Agenzia spaziale europea (Esa) dal cuore italiano è decollato dalla rampa di lancio dello spazioporto di Kourou, nella Guyana francese, per il suo lancio inaugurale. Il liftoff è avvenuto due dopo l’orario previsto. Il countdown si era fermato per un alert rosso dal complesso di lancio a un minuto e mezzo dallo zero. Poi, alle 14.11 di nuovo, spie rosse accese, tre questa volta. Alle 15.13, ultimo tentativo della giornata. Finalmente Tutto “go”, come si dice in gergo, i nuovi motori P120c si sono accesi e dato la prima, potente spinta, pari a 200 auto di Formula 1, per bucare le nuvole che coprivano il cielo sul Centre spatial Guyanese. Leggero, agile, veloce. Vega C è partito.

Anche ingegneri, tecnici e impiegati di Avio, l’azienda italiana di Colleferro, in provincia di Roma dove Vega C è stato concepito e in gran parte costruito, hanno assistito in collegamento alla partenza della loro “creatura”. Il suo esordio segna un passo in avanti in termini di prestazioni e flessibilità per portare carichi in orbita. E, in definitiva, nuove opportunità di accesso allo spazio per l’Europa e per l’Italia.

 

A bordo, nell’ogiva che ospita il carico, Vega C trasportava il satellite scientifico dell’Agenzia spaziale europea (Asi) Lares 2, una sfera riflettente, grande poco più di un pallone da basket. Ora che è in orbita sarà il “bersaglio” di impulsi laser per testare con molta precisione due fenomeni descritti dalla Relatività generale di Einstein (l’effetto trascinamento, frame dragging, di un corpo rotante che “trascina” attorno a sé lo spaziotempo, e il campo gravitometrico terrestre). È frutto di una collaborazione coordinata dall’Asi e guidata del Centro Fermi e della Sapienza, il satellite potrà contare su una tecnologia interamente sviluppata dall'Infn, responsabile della realizzazione e della qualifica. Vega C lo ha accompagnato molto lontano, a quasi 6.000 chilometri di altezza, un Vega non era mai arrivato così in alto. Un applauso è esploso nella control room Jupiter del centro spaziale, missione compiuta.

Oltre a Lares 2, ha rilasciato sei cubesat selezionati dall’Agenzia Spaziale Europea e realizzati da università e centri di ricerca europei, tra cui gli italiani Astrobio (realizzato da Inaf e Scuola di ingegneria aerospaziale) e GreenCube (realizzato da “Sapienza” Università di Roma), anch’essi promossi e guidati nello sviluppo dall’Asi. Al momento dell'ultimo rilascio, nella sala controllo è partito il coro da campioni del mondo "Po, po po po po poooo po". Dieci anni fa, il 13 febbraio 2012, nel carico del volo inaugurale del predecessore, Vega, c’era l’esperimento Lares, primo modello del satellite che volerà oggi. Anche gli ingegneri sono scaramantici.

Il lancio, in due ore fino a 6.000 km

È durato tutto circa due ore e 15 minuti. Il primo stadio (il nuovo motore P120c) si è staccato dopo 2 minuti e 26 secondi a 77 chilometri di quota e si accenderà il secondo stadio, il motore Zefiro 40 ha “bruciato” per poco più di due minuti per poi separarsi a 176 chilometri. Il terzo stadio (Zefiro 9) ha spinto il carico fino a 309 chilometri, nel frattempo la carenatura che protegge il carico dagli attriti e le turbolenze dell’atmosfera si è aperta lasciando scoperti Lares 2 e gli altri satelliti. A 18 minuti dal lancio, è stata la volta dell’ultimo stadio: il motore Avum+ che si è acceso per due volte arrivando a ben 5.893 chilometri di altezza un’ora e 24 minuti dopo il liftoff, quando è avvenuto il rilascio di Lares 2. Avum+ poi ha svolto ancora un paio di compiti, con due ulteriori accensioni è sceso un po’ per rilasciare i cubesat a 5.841 chilometri, infine, con una quinta e ultima spinta, è si è posizionato su un’orbita di parcheggio.

 

Accesso autonomo allo spazio capacità strategica per l'Italia

Allo spazioporto di Kourou era presente anche il ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao: "Oggi celebriamo il successo di un importante investimento per l’Italia. Un progetto perseguito con determinazione negli ultimi 7 anni per garantire al nostro Paese e all’Europa, alla sua industria e alla sua comunità scienti?ca, una capacità strategica: l’accesso autonomo allo Spazio. Il lancio di Vega C conferma, infatti, la leadership dell’Europa nello Spazio e ci rende orgogliosi per il contributo determinante dell’industria italiana in questo settore che ora può contare su un lanciatore di media taglia più avanzato e competitivo. Con Vega C l’Italia è oggi l'unico Paese in Europa insieme alla Francia - e uno dei pochi nel mondo - ad avere un accesso indipendente allo Spazio. Ma Vega C è anche un punto per una nuova partenza. Grazie ai fondi del Pnrr e a un tessuto industriale nazionale che vanta una completa competenza di sistema, il governo italiano è al lavoro per progredire nello sviluppo del Vega E e della futura famiglia dei lanciatori europei sempre più sostenibili e performanti, con signi?cativi investimenti nelle tecnologie di propulsione liquida e di riusabilità” ha dichiarato il ministro.

 

Vega C, più potente e versatile

Vega C è uno dei nuovi vettori (assieme ad Ariane 6, il cui volo inaugurale è previsto per il 2023) sviluppati dall’Esa, al quale l’Italia ha contribuito da sola più di tutti gli altri Paesi (che sono 11) messi insieme. L’investimento italiano è infatti del 52% (su un totale di 300 milioni per del Vega C escluso lo sviluppo del motore P120c, che spingerà anche Ariane 6), e il vettore ha preso forma proprio in Italia negli stabilimenti di Avio a Colleferro, in provincia di Roma.

La “C” sta per “Consolidation”, si tratta infatti del miglioramento delle prestazioni e delle tecnologie già testate per il predecessore. Vega C può portare in orbita terrestre bassa carichi fino a 2.200 chili, rispetto ai 1450 di Vega. Il nuovo motore Avum+ si può riaccendere fino a sette volte e permette così maggiore flessibilità, potendo spostarsi su orbite differenti e quindi rilasciare satelliti per carichi e clienti con diverse esigenze (dai cubesat ai grandi satelliti per telecomunicazioni fino agli asset militari). Il costo al chilo per aziende e istituzioni che acquisteranno il servizio di accesso all’orbita, secondo gli ingegneri dell’Esa, si ridurrà del 50%. Il servizio di trasporto di Vega C è commercializzato da Arianespace, e sono già 14 i voli Vega C “prenotati” da clienti, soprattutto istituzionali, ancora prima del battesimo dello spazio.

 

Saccoccia (Asi): "Italia più forte"

Anche il presidente dell'Agenzia spaziale, Giorgio Saccoccia, ha sottolineato l'importanza di questo successo per il nostro Paese: “Con il successo del lancio inaugurale di Vega C, l’Europa si dota del primo di una nuova generazione di lanciatori più performanti e flessibili per meglio rispondere alle esigenze del mercato commerciale ed istituzionale per satelliti, sempre più sfidante a livello internazionale. Allo stesso tempo l’Italia, alla guida di una filiera europea in ambito Esa nel programma Vega, vede oggi ancora più rafforzato il proprio posizionamento nel settore del trasporto spaziale, grazie soprattutto alla propria industria guidata dal primo contraente di Vega C, Avio. Per ASI e per l’Italia, infine, oggi è un doppio successo, avendo messo in orbita il satellite Lares-2, fortemente atteso dalla comunità scientifica della fisica fondamentale, un altro settore di eccellenza del nostro Paese”

 

Ranzo (Avio): "Successo importante per l'Italia"

Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio, ha commentato tra gli applausi: "Per noi è la qualifica di un sistema di lancio nuovo e di tutte le nuove tecnologie che abbiamo portato a bordo. Apriamo una nuova fase commerciale che ci darà ancora più prospettive. Abbiamo ordini almeno per i prossimi tre o quattro anni e ne accumuleremo di più per servire sempre più clienti".Un successo importante in un settore strategico per il nostro Paese: "Per l'Italia significa molto perché è tra i pochissimi Paesi al mondo, sono in tutto sette o otto, in grado di lanciare un oggetto nello spazio. Ha a disposizione una competenza estremamente pregiata che oggi si rinnova attraverso l'acquisizione di nuove competenze, nuove tecnologie sempre più competitive per un mercato globale. Si apre un'opportunità non solo di business ma anche di apprendimento per molti giovani, opportunità di lavoro di studio e di crescita. È stato un grande onore avere il ministro Colao qui, una manifestazione di grande rispetto per quello che facciamo, di attenzione da parte del nostro governo e questo ha fatto molto piacere a tutti quelli che hanno lavorato per sette anni per rendere questo giorno possibile".

 

Fragnito (Arianespace): "Per un decennio autonomia nell'accesso allo spazio"

"Con questo successo di Vega C, l’Europa si dota di un nuovo moderno veicolo di accesso allo spazio, che assicurerà per il prossimo decennio la capacità autonoma di mettere in orbita i più importanti programmi europei di sorveglianza e osservazione dall’orbita bassa come Copernicus e allo stesso tempo servirà la new Space economy, permettendo ad Arianespace di affrontare il mercato commerciale in maniera flessibile e competitiva. Siamo fieri che questa capacità sia stata sviluppata da Avio in Italia" ha dichiarato Marino Fragnito, Vp business unit Vega di Arianespace, la società che commercializza i voli europei.