Mobilità
Lightyear, l'auto elettrica a energia solare che viaggia per mesi senza ricarica

Lightyear, l'auto elettrica a energia solare che viaggia per mesi senza ricarica

Ha la migliore aerodinamica ed efficienza del mondo. Interni super ecologici. Si ricarica anche come tutte le auto a batteria ma i pannelli solari regalano 70 km di autonomia in più. Costa 250 mila euro

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“L'industria automobilistica deve cambiare rotta. Ogni anno, tutte le auto percorrono 9.460.000.000.000 di chilometri alimentati da combustibili fossili. Sono tanti. Anzi, è un anno luce. Il nostro obiettivo è far percorrere al mondo un anno luce con l'energia solare entro il 2035”: così Lex Hoefsloot, cofondatore e Ceo della Lightyear che ha appena lanciato l’auto elettrica solare spiega che: "Le auto elettriche sono un passo nella giusta direzione, ma hanno un problema di scalabilità. Entro il 2030, possiamo aspettarci 84 milioni di veicoli elettrici (Ev) sulle strade della sola Europa.

Oltre 700 chilometri con un pieno: nuovo record per l’auto elettrica

Un visionario. Ovvio. Ma anche una persona con i piedi per terra perché la sua startup ha appena aperto gli ordini on line della prima vettura di serie che è alimentata da pannelli solari. "Non c'è da nascondersi – continua Hoefsloot -  l'accesso alle stazioni di ricarica non terrà il passo con la domanda di auto elettriche. Per ridurre al minimo le ricariche e massimizzare l'autonomia, la strategia dell'industria è stata finora quella di aggiungere batterie. Questo aumenta l'impronta di carbonio della produzione e, a sua volta, aumenta il peso e la necessità di stazioni di ricarica ad alta potenza”.

Da qui l’idea. "La nostra strategia – spiega - ribalta questo approccio. Lightyear 0 offre più autonomia con meno batterie, riducendo il peso e le emissioni di CO2 per veicolo. Il tetto solare ottimizzato e il design olistico fanno sì che l'auto possa viaggiare per settimane, persino mesi, senza essere ricaricata”.

Tradotto in pratica, con questa macchina in climi nuvolosi, sulla base di un percorso medio di circa 35 chilometri al giorno, è possibile guidare fino a due mesi prima di dover pensare alla ricarica. Nei Paesi più soleggiati, si può arrivare fino a sette mesi. Certo, c’è un difetto (mica da poco), la macchina costa 250 mila euro. Ma è solo l’inizio. I costi sono destinati a scendere drasticamente in poco tempo.

Ma quello dei pannelli solari (a proposito, lo slogan è “Per Lightyear 0, l'autonomia non inizia e non finisce con le prese di corrente. Il sole è la sua fonte”) non è l’unica idea di questa macchina: nel progettarla si è tenuto conto di un possibile uso “dal basso”: “Con la nostra tecnologia – spiegano gli ingeneri - qualsiasi presa di corrente nel mondo diventa una stazione di ricarica. Collegato a una normale presa di corrente domestica, Lightyear 0 è in grado di ricaricare 32 chilometri di autonomia all'ora o oltre 300 km di autonomia durante la notte”. Si è cercato insomma di produrre un’auto molto meno dipendente da prese e cavi.

Certo, poi ci sono le ricariche a 22 kW, quelle fast come tutte le altre auto elettriche. Ma quello che ha colpito il mondo della mobilità pochi giorni fa al lancio ufficiale è stato il fatto che la macchina è stata progettata per ottenere la massima autonomia ed efficienza dove è più importante, nella vita di tutti i giorni. Ciò significava creare un'auto con un pacco batterie leggero, in grado di massimizzare la densità di energia per chilogrammo di peso (60 kWh in 350 kg). Un approccio non convenzionale che ha dato i suoi frutti nei primi test, quando il modello di serie Lightyear 0 ha percorso 560 km a velocità autostradale con una sola carica.

E poi i cinque metri quadrati di pannelli solari brevettati a doppia curvatura sul tetto e sul cofano dell'auto fanno la differenza: consentono a Lightyear 0 di ricaricarsi da sola e, in estate, di coprire completamente il tragitto lavorativo medio. C’è anche il record mondiale di aerodinamica (CX di 0.19, tanto per avere un riferimento le migliori auto in commercio arrivano a 0,29), ma anche il record dell’efficienza energetica: la quantità di energia che viene dispersa attraverso il calore è la più bassa al mondo.

Molto interessanti gli interni, tutti super ecologici e con materiali riciclati e di provenienza etica: la pelle è di origine vegetale, i tessuti sono realizzati con bottiglie in Pet riciclate, gli elementi decorativi in legno sono ricavati da palme di rattan ristrutturate in modo sostenibile e anche la pelle scamosciata è realizzata in microfibra ecologica e traspirante. Mentre i pannelli esterni della carrozzeria dell'auto sono realizzati con carbonio riciclato, ovvero materiali di fibra di carbonio residui che altrimenti andrebbero sprecati. Ecco perché la Lightyear costa tanto: è un'auto per pionieri.

Dal punto di vista tecnico la trazione è integrale (Awd), grazie ai quattro motori interni alle ruote a controllo indipendente, mentre la notevole altezza da terra di 183 mm (come quella di un Suv) garantisce all’auto anche capacità off road  e le dimensioni importanti (lunghezza di 5083, larghezza di 1972 e altezza di 1445 m) uno spazio abbondante per cinque persone e un bagagliaio da 640 litri. L’autonomia dichiarata è di 625 km (ciclo Wltp) e di 560 Km viaggiando a 110 km/h: dai pannelli solari arriva un’autonomia aggiuntiva di 70 km. Che in un anno di esposizione ai raggi solari diventa di 11,000 km.

Il pacco batterie? Da 60 kWh mentre l’accelerazione non è da supercar: 0 - 100 km/h in 10 secondi e la velocità massima limitata a 160 km/h, altra scelta sostenibile. Secondo i tecnici della Lightyear "le auto elettriche più efficienti sul mercato oggi consumano circa il 50% in più di energia della nostra auto”. Così gli olandesi, invece di concentrarsi su inutili primati di accelerazione, puntano tutto sul ridurre il consumo di energia per chilometro in modo da fornire molta autonomia con una piccola batteria. Semplice ma geniale, anche perché è una strada che di fatto non percorre nessuno… Tanto, va detto, che anche seguendo questa strategia, le auto elettriche scattano sempre bene.