Il caso

Perché Elon Musk è così interessato alle nascite in Italia (e nel resto del mondo)

Perché Elon Musk è così interessato alle nascite in Italia (e nel resto del mondo)
Elon Musk ha sette figli. Ma il motivo per cui è ossessionato dalla crisi demografica globale riguarda anche i suoi affari
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Se le nascite continueranno a calare, "l'Italia si ritroverà senza popolazione".

Lo ha detto Elon Musk, il Ceo di Tesla e SpaceX, nonché futuro - se l'acquisizione andrà in porto - proprietario di Twitter. Con questa 'sentenza' Musk ha commentato il grafico sull'andamento della natalità nel nostro Paese condiviso dall'italiano Andrea Stroppa, ex hacker e ora esperto di cybersicurezza e data analyst.


Prima di commentare la statistica italiana, Musk aveva già espresso la sua opinione sulla crisi demografica di altri stati. Il 7 maggio scorso, sempre su Twitter, ha scritto che il Giappone "cesserà di esistere" se in questo Paese le morti continueranno a superare le nascite. Poi, il 24 maggio scorso, è passato alla curva demografica degli Stati Uniti - che è al di sotto del livello di 'rimpiazzo' da circa 50 anni - e agli evidenti problemi di Hong Kong e Corea del Sud, le due nazioni agli ultimi posti per numero di nascite nel mondo.

Elon Musk, che tra l'altro è padre di sette figli, ha affermato: "Contrariamente a quello che pensano in molti, più una persona è ricca e meno figli ha. Io sono una rara eccezione".

Ma perché tutto d'un tratto l'uomo più ricco del mondo è così interessato a quanti bambini nascono in Italia e nel resto del mondo?

I cospirazionisti non drizzino le orecchie. Il futuro della nostra specie e della nostra civiltà è un tema che Musk affronta di continuo, soprattutto in relazione alle prossime esplorazioni spaziali. "Dobbiamo diventare una specie multi-planetaria" ha sempre detto il fondatore di SpaceX, che proprio con i razzi della sua azienda sogna di trasferire gli esseri umani su Marte per "salvarli dall'estinzione". Un'estinzione che Musk ritiene certa se non si farà qualcosa per contrastare i cambiamenti climatici in corso.


Sembra una novità, invece, il fatto che Musk si interessi alla natalità nei vari angoli di questo pianeta, quello che abitiamo. In realtà anche questa sua attenzione non è improvvisa. L'imprenditore, da un po' di tempo, ripete che "non ci sono abbastanza persone" al mondo. E che il crollo delle nascite potrebbe essere una minaccia per la nostra civiltà.

"In molti, compresi i più intelligenti, pensano che ci siano troppe persone nel mondo e pensano che la popolazione stia crescendo senza controllo - ha detto Musk -. È proprio il contrario. Per favore, guardate i numeri: se le persone non avranno più figli, la civiltà crollerà, ricordate le mie parole".

L'occasione in cui Musk ha vestito i panni di Cassandra è importante, non va sottovalutata. Il miliardario stava partecipando na un evento organizzato dal Wall Street Journal a dicembre 2021. E rispondeva a una domanda sull'intelligenza artificiale, e in particolare sul Tesla Bot - ora conosciuto come Optimus - che la sua azienda automobilistica aveva appena svelato: un robot umanoide dotato di IA, appunto. Al Wsj, Musk aveva parlato di Optimus come di un "generico sostituto, nel tempo, al lavoro dell'uomo".


Per Musk, insomma, la crisi demografica e l'intelligenza artificiale sono, in qualche modo legate. Ma da cosa, esattamente? Un altro indizio, a questo proposito, arriva dallo stesso imprenditore, che ha condiviso su Twitter il video di un suo intervento alla World AI Conference che si è tenuta a Shanghai ad agosto 2019.

In quell'evento il Ceo di Tesla si è confrontato proprio sul tema dell'IA con Jack Ma, il fondatore di Alibaba.

Jack Ma sosteneva che l'intelligenza artificiale non metterà a rischio i posti di lavoro. E che grazie alla IA "le persone potranno vivere fino a 120 anni". Musk si è mostrato del parere opposto: "L'intelligenza artificiale renderà qualsiasi lavoro inutile - ha detto -. Probabilmente resterà solo da programmare l'IA e alla fine questa sarà in grado di scrivere da sola il proprio software".

Poi Musk, anche durante quella conversazione, si è soffermato sulla crisi demografica globale. L'imprenditore ha detto: "Il pericolo più grande che dovrà affrontare il mondo nei prossimi 20 anni sarà il collasso della popolazione". E poi ha aggiunto: "Si potrebbe pensare all'umanità come a un boot loader biologico per la super-intelligenza digitale".

Il boot loader, in informatica, è quella parte minima di codice di un sistema operativo che permette al computer di avviarsi. Per Musk, insomma, il cammino verso l'intelligenza artificiale necessiterà di una base biologica perché "non ci si evolve con i soli circuiti". Questo non lo pensa solo l'uomo più ricco del mondo. È un'opinione condivisa anche tra i più importanti neuroscienziati viventi.

Tra le aziende che stanno lavorando alla connessione profonda tra uomo e macchina, tra materia biologica e chip, ce n'è una, molto nota, proprio di Elon Musk. Si chiama Neuralink, è stata fondata nel 2016 e produce elettrodi e microchip da impiantare, in futuro, nel cervello degli esseri umani. Attraverso questi microchip, ha spiegato Musk, si arriverà a una comunicazione diretta tra cervello e macchine.

In diverse occasioni, dunque, Musk ha parlato del calo generalizzato delle nascite collegandolo al futuro dell'intelligenza artificiale. Musk non è un esperto di statistica né uno scienziato che ha studiato demografia. Non ha alcun titolo, insomma, per esprimersi sui rischi che corre la popolazione italiana o quella di un altro stato. Ma ha tutto l'interesse nel farlo.

Come già accaduto per Marte, le dichiarazioni di Musk - ormai diventate slogan - sui pericoli per la nostra specie conducono a soluzioni che portano il suo nome o quello delle sue aziende. Il concetto di umanità a rischio perenne, per i più disparati motivi, prepara il terreno a innovazioni tecnologiche che non sempre sono viste positivamente - si pensi alla sperimentazione animale di Neuralink, per esempio - né sono ampiamente condivise.


È quello che insegna l'opinione pubblica su Tesla: da una parte ci sono gli entusiasti, coloro che - in linea con ciò che pensa Musk - ritengono che la guida autonoma delle vetture salverà numerose vite. Dall'altra però c'è anche chi sostiene che la FSD di Tesla sia una sorta di truffa, perché non consente ancora una guida completamente autonoma, a dispetto del nome che le è stato dato (Full Self-Driving). Musk ci vuole salvare. Ma se nel frattempo diventa più ricco, è meglio.