Il mercato

Axelera AI presenta Thetis Core, l’Europa dei chip fa un passo avanti

Axelera AI presenta Thetis Core, l’Europa dei chip fa un passo avanti
La startup Axelera AI ha un Ceo italiano, un’anima europea e una visione internazionale ma soprattutto, è un’azienda che raccoglie e smussa le criticità del mercato dei chip per le IA
3 minuti di lettura

L’Europa vuole diventare autonoma in materia di semiconduttori e, con l’European Chips Act, delinea le misure grazie alle quali il Continente può competere con Usa e Cina, leader per il momento indiscussi del mercato.

Axelera AI, startup di diritto olandese, ha annunciato di avere terminato il processo di validazione del processore Thetis Core, che sarà sul mercato alla fine del 2022. Il vuoto europeo comincia a essere colmato, un primo seme attorno al quale altri semi potranno germogliare.

 

Cos’è Thetis Core e a chi si rivolge

Lo abbiamo chiesto al co-fondatore e amministratore delegato di Axelera AI, Fabrizio Del Maffeo: “Mentre i grandi mettono il focus sui chip IA per gli high-performance computer, il cloud computing e sui data center, quello che stiamo facendo con Thetis Core è portare in prossimità dei sensori una capacità di calcolo superiore a costi inferiori e con minori consumi energetici”.

Thetis Core guarda al mercato del business to business e a quello dei device, il mercato più europeo, come spiega il Ceo Del Maffeo: “è il mercato che va verso l’automazione, la robotica o il medicale e nel quale è più difficile entrare perché i clienti sono un numero maggiore e, per singolo cliente, i volumi sono più bassi. È un mercato interessante perché i grossi player hanno soluzioni tecnologiche non avanzatissime e non ci investono tanto tempo”. Nel mercato tipicamente europeo rientra anche l’automotive, il settore automobilistico, nel quale stanno entrando tanti player ma non c’è un dominatore: “la tecnologia che noi portiamo è ad alta performance, bassi consumi e basso costo. Il costo del chip è dato dalla sua superficie, dalla sua dimensione. Il nostro chip e la nostra tecnologia porta altissime performance a un costo basso perché è piccolo, questo ci rende competitivi e lo saremo sempre. Il nostro chip servirà per dare IA, quindi accelerare deep learning e machine learning nei dispositivi. Per esempio, si parla sempre di sicurezza sul lavoro, e il nostro chip può aggiungere intelligenza ai macchinari o alle videocamere di sorveglianza affinché blocchino macchinari prima di un incidente o blocchino una persona prima che entri in un cantiere senza le protezioni per la sicurezza, tutta una serie di cose che possono essere abilitate con poco”. Questo è possibile se le IA riescono ad agire in prossimità dei sensori.

Per chi ha sete di dettagli tecnici, il chip raggiunge una velocità di 39,3 Top/s (metrica che indica i trilioni di operazioni per secondo) con un’efficienza di 14,1 Tops per Watt. La velocità di clock nominale può essere aumentata fino a 48,16 Top per secondo e i consumi possono scendere fino a 33 Tops per Watt. Axelera AI si propone come un attore serio, considerando anche che un’efficienza energetica simile è molto inferiore agli standard proposti da produttori più noti.

 

Il processo di validazione

Il funzionamento del processo di validazione inizia dal disegno del chip: “Poi c’è la produzione, spiega Del Maffeo, che avviene tramite grossi attori, in questo caso la taiwanese Tsmc (la più grande fabbrica indipendente di semiconduttori, nda) e in seguito viene pre-validato, nel nostro caso da Imec (organizzazione attiva anche nella ricerca e nello sviluppo di nanotecnologie e di tecnologie digitali, nda) per poi essere validato dal nostro team”. Lo scopo del processo di validazione è quello di misurare fisicamente se i numeri auspicati coincidono con quelli ottenuti. “Abbiamo ottenuto un delta del 6% positivo, abbiamo conseguito numeri più alti di quelli che ci attendavamo”.

 

Il contesto geopolitico

L’Europa, come scritto in apertura, vuole ricucire il gap che la separa da Stati Uniti e Cina, è quindi importante che ci siano aziende europee in grado di fare innovazione: “In questo momento non ne vediamo e i grossi gruppi come Nxp, STMicroelectronics e Infineon non ne fanno. Noi vogliamo prendere per mano il panorama e proporre nuova tecnologia e un nuovo mercato”, spiega Del Maffeo.

Questo ci rimanda all’European Chips Act, che è un buon insieme di norme ma non può rimanere tale: “l’Europa deve investire anche nella ricerca, non soltanto nella produzione dei chip. Le aziende come le nostre non devono aspettare l’aiuto di Bruxelles, devono puntare sul fatto che l’Europa crei un tessuto di collaborazione e che metta in mano ai Venture Capital, capitali sufficienti per selezionare e sponsorizzare questo tessuto. All’estero Usa e Cina lo fanno”.

 

La startup in numeri

Nata a luglio del 2021 oggi conta 53 persone che diventeranno 65 a luglio e un centinaio entro la fine dell’anno. “Persone che provengono da tutta Europa, abbiamo anche una succursale a Pisa ma ci stiamo espandendo a Milano e a Bologna, città che ospita la fondazione iFab di cui facciamo parte da una settimana. L’Italia è per noi un territorio interessantissimo per la parte di ricerca e sviluppo”.

Un’azienda multiculturale che ha uffici anche uffici a Eindhoven, in Belgio e a Zurigo con espansioni in Irlanda, Romania e Portogallo. “Vogliamo essere veramente europei, la nostra è una startup olandese soltanto per lo statuto, assumiamo persone dove le troviamo. Non stiamo creando un chip, stiamo creando un’azienda che disegni soluzioni di computing e IA in Europa. Abbiamo raccolto 17 milioni in 10 mesi e raccoglieremo in futuro altri 25-30 milioni”. Sei dei 17 milioni del primo round sono un prestito erogato da un programma di finanziamento pubblico olandese.

Axelera AI si aspetta una forte crescita, non nasconde una certa ambizione ed è disposta a riconoscere il giusto valore alle risorse uomo, retribuendole secondo standard di livello. Del Maffeo si sofferma anche sulla filosofia aziendale: “Abbiamo una cultura che ci porta all’indipendenza, anche sbagliando, ma muovendoci in fretta con un team dinamico. Stiamo facendo di tutto per assumere in Italia e voglio che questa azienda sopravviva e che possa influenzare anche il tessuto italiano. Vogliamo creare cose innovative che migliorino la qualità della vita di tutti”.

L’Italia può svolgere un ruolo di prestigio: “Ci vorrà tempo ma avrà un ruolo importante, il nostro advisor Luca Benini, che insegna a Zurigo e a Bologna, è un luminare europeo. L’Italia ha persone molto preparate che vogliono formare un ecosistema”.

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