Missione di pace per AstroSamantha: "Nello spazio con i russi. Forse faremo una passeggiata insieme"

Cristoforetti con il logo della sua missione Minerva
Cristoforetti con il logo della sua missione Minerva (ansa)
Samantha Cristoforetti partirà il 21 aprile (meteo permettendo) per la Stazione Spaziale Internazionale. E' il suo secondo viaggio e a bordo troverà colleghi di molti paesi, Mosca inclusa. "Il nostro lavoro è un faro di speranza per la cooperazione sulla Terra"
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Samantha Cristoforetti è in quarantena. Il sorriso e gli occhi sono però quelli luminosi di sempre. I 14 giorni di “bolla” nel centro Nasa di Houston infatti sono semplicemente quelli richiesti a ogni astronauta prima di una missione spaziale.

Il suo razzo parte il 21 aprile diretto alla Stazione Spaziale, meteo permettendo (si potrebbe ritardare di qualche giorno). “Per non portare infezioni sulla Stazione, dobbiamo restare isolati per due settimane, incontrando solo le nostre famiglie o i tecnici che preparano il lancio. Niente cinema, niente ristorante” spiega, e tutti sappiamo bene come funziona.

La seconda missione della 44enne Samantha, dopo quella del 2014, si chiama Minerva, “come la dea della saggezza, di cui auspichiamo l’aiuto, soprattutto oggi nelle relazioni internazionali”. Non è escluso che l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che ha appena raccontato i dettagli del lancio in una conferenza stampa da Houston, sia chiamata ad affrontare una passeggiata spaziale con uno dei tre colleghi russi che attualmente sono a bordo della Stazione.

Cristoforetti con il logo della sua missione Minerva
Cristoforetti con il logo della sua missione Minerva (ansa)

“E’ vero, mi sono addestrata per questa eventualità usando la tuta russa” racconta. “Ma vorrei rassicurare che sulla Stazione siamo tutti buoni amici, oltre che colleghi. Sono sicura che lavoreremo bene insieme anche se sulla Terra è in corso un conflitto. Abbiamo la responsabilità di portare avanti il lavoro sulla Stazione e ci concentreremo su ciò che ci unisce, non su ciò che ci divide. Credo che il nostro lavoro sia un faro di speranza per la comprensione fra paesi”.

Il ritorno di Cristoforetti è previsto per settembre. “Stavolta, rispetto al 2014, porterò dei piccoli giocattoli per divertire i miei bambini durante il collegamento settimanale che ci è concesso” racconta. “Oltre a tante foto di amici e familiari”.

A bordo ci sarà, come sempre, tanto lavoro sugli esperimenti scientifici messi a punto da scienziati di tutto il mondo, che sfruttano la microgravità della Stazione. Samantha ne ricorda un paio: “Uno studia delle nanoparticelle antiossidanti per rallentare la degenerazione dei neuroni, che in un ambiente come quello spaziale è un problema importante. Un altro analizza la funzione di alcune cellule delle ovaie, per capire come la loro funzione si preserva nello spazio”.

Né la seconda volta per Samantha sarà meno emozionante della prima. “La prima missione ha qualcosa di speciale, ma la seconda non è da meno. Non sei sopraffatta dalle emozioni e puoi sfruttare la tua esperienza per rallentare e concentrarti al meglio”.

A chi le chiede come è nata la voglia di fare l'astronauta, lei ricorda i cieli bui di Malé, in provincia di Trento, dove è cresciuta. "Per colpa dell'inquinamento luminoso non sono molti i bambini che oggi hanno l'opportunità di vivere questa meraviglia ancestrale: un cielo buio pieno di stelle".

A differenza della prima missione, per raggiungere la Stazione Samantha e altri tre astronauti della Nasa non sfrutteranno più il "passaggio" della navicella russa Soyuz. Voleranno sul nuovo razzo privato americano Dragon, messo a punto dall'azienda SpaceX. "I sedili sono più larghi e l'addestramento più breve - ha spiegato Cristoforetti - ma il viaggio può durare 30 ore invece delle 6 della Soyuz, e per andare alla toilette c'è solo una tendina".

Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ha fatto sapere il Ministro per l'Innovazione tecnologica Vittorio Colao, è cresciuto anche il budget per le attività spaziali: "I 2 miliardi previsti inizialmente sono stati raddoppiati".

"Da sempre - ha aggiunto Giorgio Saccoccia, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) - investiamo per essere uno dei paesi più capaci del settore spaziale. Questo è un il nostro obiettivo a lungo termine, per i programmi di ritorno sulla Luna e per tutte le missioni più distanti".

E proprio accanto al razzo Sls e alla capsula Orion per la Luna, già montati sulla rampa di lancio del Kennedy Space Center in Florida per il test senza equipaggio previsto a giugno, passerà Cristoforetti prima di partire. "Certo che mi sarebbe piaciuto andare sulla Luna. Ma credo che per questo bisognerà lasciare spazio alle generazioni  più giovani". Alla selezione della prossima classe di astronauti, ha fatto sapere il direttore dell'Esa Josef Aschbacher, hanno partecipato 23mila candidati. Tra 4 e 6 ce la faranno.