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Il flop di Truth, il social network di Donald Trump

Il flop di Truth, il social network di Donald Trump
(afp)
Lanciata negli Stati Uniti lo scorso 21 febbraio, l’applicazione dell’ex presidente degli Stati Uniti non decolla, tra liste di attesa infinite, problemi di moderazione dei contenuti e un assente illustre
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Doveva essere una delle grandi novità social del 2022. Invece Truth, l’applicazione voluta dall’ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump fatica a decollare. A poco meno di un mese dal lancio, avvenuto il 21 febbraio negli Usa, la piattaforma è finita addirittura alla posizione 57 delle applicazioni più scaricate sull’App Store di iOS, dietro Tinder e Planet Fitness Workout, tra le altre.

Il lancio del social network ha incontrato una serie di ostacoli che, secondo quanto raccontato da Newsweek, stanno mettendo in difficoltà anche gli utenti della prima ora, i supporter dell’ex Presidente Usa. Truth, una specie di Twitter con un forte focus sulle news (ne avevamo parlato qui), ha in particolare tre grandi problemi da risolvere, che, per ora, stanno condizionando fortemente il lancio.

La lista d’attesa infinita 

La prima questione che Truth sta affrontando riguarda la bontà della sua infrastruttura tecnologica. In particolare, fin dal lancio, risulta estremamente difficile registrarsi alla piattaforma. O meglio, ci si registra, ma poi si finisce in una lista d’attesa virtualmente infinita, che non va avanti e che non consente ai nuovi utenti di entrare e di interagire.

“Alla maggioranza delle persone che hanno scaricato l’applicazione, me incluso, è stato assegnato un numero in una sorta di lista di attesa - ha raccontato su Axios il giornalista Dan Primack - nove giorni dopo, la maggior parte di noi è rimasta in quella lista, con il numero invariato e nessuna comunicazione da parte dell’azienda. Per inciso, non funziona nemmeno l’icona aggiorna”.

Ad oggi, secondo quanto riporta The Guardian, ci sarebbero circa 600.000 utenti in attesa di entrare all’interno del social network. Una circostanza, questa, che alla fine ha spinto l’ex parlamentare repubblicano David Nunes, ora numero uno della Trump Media & Technology Group (Tmtg), l’azienda che gestisce Truth, a spiegare che il social network dovrebbe essere completamente operativo entro la fine di marzo. Insomma, oltre un mese dopo il lancio ufficiale.

La moderazione dei contenuti

C’è un altro fronte su cui si sta concentrando il malcontento degli utenti di Truth: si tratta della politica di moderazione dei contenuti sul social network. L’applicazione nasce infatti come spazio libero, in risposta ai ban sui principali social network per il Presidente Usa dopo i fatti di Capitol Hill. L’approccio di Truth, fin dalla sua descrizione su App Store, è chiaro: “Anche se non siamo sempre d'accordo tra di noi, accogliamo con favore opinioni diverse e la conversazione che queste possono generare”.

Ebbene, non è proprio così. Nel senso che, andando a guardare la policy di moderazione dei contenuti, quella di Truth pare molto più severa di quella di Twitter, nonostante la supposta volontà di essere un rifugio dalla censura delle piattaforme Big Tech. Ad esempio, gli utenti di Truth possono essere sospesi o bannati del tutto dalla piattaforma per la pubblicazione di contenuti che i moderatori considerano falsi, diffamatori o fuorvianti. Questo non accade generalmente su Twitter, se non per situazioni particolari, come le elezioni o i vaccini contro il Covid-19. E non solo: sul social network di Donald Trump si può essere cancellati anche per la pubblicazione di contenuti ritenuti "calunniosi, diffamatori o comunque discutibili".

Come, per esempio, è capitato al programmatore californiano Matt Ortega, il cui profilo è stato cancellato per uno username offensivo nei confronti del numero uno di Tmyg Devin Nunes. Ortega è stato bannato senza avere il tempo di pubblicare nemmeno un post, ma solo per il nickname che aveva scelto: @DevinNunesCow, che riprende un profilo ironico che, su Twitter, dice di essere la mucca dell’ex parlamentare repubblicano.

 

Il grande assente: Donald Trump

Ai due problemi cui abbiamo fatto cenno, si aggiunge un terzo, forse quello più particolare: su Truth non c’è traccia di Donald Trump. O meglio, il suo profilo esiste e ha circa 80.000 follower, ma ha postato solo un messaggio - riportato su Twitter con uno screenshot dal figlio Donald Trump Jr. - ancora prima del lancio ufficiale della piattaforma. Ad oggi, non ha ancora pubblicato altri aggiornamenti, nonostante in queste settimane sia intervenuto, tra le altre cose, alla Conservative Political Action Conference 2022, per parlare della situazione internazionale.