La prova

Tre cose da sapere su Waveful: ecco com’è il social network tutto italiano

Tre cose da sapere su Waveful: ecco com’è il social network tutto italiano
Abbiamo provato per una settimana sulla app creata nel 2020 dai fratelli Dennis e Steven Motta: dagli Tsunami ai creator, vi raccontiamo cosa ci è piaciuto di più
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Un po’ Instagram, un po’ TikTok, un po’ YouTube: Waveful è il primo social network tutto italiano. È stato fondato nel 2020 dai due fratelli diciottenni Dennis e Steven Motta e, in queste settimane, sta iniziando a far parlare di sé.

Si tratta di un social network che mette insieme un po’ di caratteristiche mutuate dagli spazi digitali più frequentati e famosi al mondo. Come Instagram, permette di pubblicare foto e video, mentre da TikTok prende l’organizzazione del feed, che si scorre in verticale. A questo, aggiunge la possibilità di postare registrazioni audio e, a partire dal modello YouTube, un’attenzione particolare nei confronti dei creator. Abbiamo passato su Waveful una settimana di prova: ecco tre cose che ci hanno colpito.

Come funziona Waveful

Buona parte del funzionamento di Waveful si basa sul concetto di Tsunami, simili a gruppi di contenuti a cui è possibile iscriversi per poi vederne gli aggiornamenti nel proprio feed principale. In sostanza, quando si accede per la prima volta a Waveful, la piattaforma suggerisce alcuni Tsunami da seguire, ad esempio Notizie o Creator o Libri da leggere. Sulla base dei gruppi che si decide di seguire, viene composta l’homepage, la cui impostazione predefinita non mostra gli utenti seguiti, ma gli Tsunami.

Si tratta di uno strumento interessante che, in primo luogo, ha il potenziale di aumentare la distribuzione dei contenuti. Quando un utente, infatti, pubblica un post, può scegliere uno Tsunami in cui inserirlo, così da raggiungere in modo più efficace il pubblico interessato a quel genere di contenuto. Inoltre, la soluzione favorisce la varietà del feed principale, con quella componente di scoperta che, tra le altre cose, ha fatto la fortuna di TikTok e che Instagram sta provando a replicare con i Reels.

Quella degli Tsunami è una soluzione che prova a far fronte a quella che pare essere una delle mancanze più importanti di Waveful. C’è sicuramente un algoritmo che organizza i contenuti, che non vengono mostrati in ordine cronologico, ma non sembra, come è fisiologico che sia, essere un sistema paragonibile a quello delle piattaforme social network più famose. Certo, reagisce agli stimoli: quando, nella nostra esperienza, abbiamo messo ‘mi piace’ o interagito con post in un determinato Tsunami, ne abbiamo visti subito dopo altri dello stesso genere. L’algoritmo, tuttavia, non sembra essere particolarmente efficace nel variare il feed: ci è spesso capitato di vedere, in sequenza, contenuti molto simili fra loro.

La personalizzazione del profilo

Un’altra delle specifiche che caratterizzano Waveful è una componente che, in un certo modo, ricorda il mondo del gaming. Si tratta del sistema dei badge, secondo cui gli utenti possono aggiungere al proprio profilo delle medaglie al raggiungimento di determinati obiettivi. La maggior parte di questi sono legati alle performance sulla piattaforma, come ad esempio il raggiungimento di un determinato numero di like o follower – noi ne abbiamo ottenuto uno a quota 10 – o al tempo di visualizzazione.

In generale, un po’ come su MySpace nei primi anni 2000, è presente una forte componente di personalizzazione del proprio profilo, con la possibilità, su tutte, di cambiare il colore dei bottoni presenti.

Uno spazio dedicato ai creatori

L’ultima caratteristica che abbiamo notato nella nostra settimana di esplorazione è l’attenzione di Waveful nei confronti dei creator, di chi vuole emergere all’interno della piattaforma. Chiunque può diventarlo, basta semplicemente raggiungere quota 1000 visualizzazioni e attivare l’opzione nelle impostazioni del profilo. Da qui, è possibile iniziare a guadagnare: ogni mese Waveful condivide il 50% delle proprie entrate pubblicitarie con i creatori, che ricevono un compenso sulla base del numero di visualizzazioni.

Un altro modo di guadagnare sulla piattaforma è il Superlike, una attestazione di interesse che prevede anche un compenso per chi ha prodotto il post. I Superlike si possono acquistare in pacchetti – quello base da 4 costa 1,99 – o si possono ottenere attraverso un abbonamento Premium. Quest’ultimo, oltre a rimuovere la pubblicità e offrire ulteriori possibilità di personalizzazione del profilo, garantisce la possibilità di elargire 12 Superlike ogni mese.