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Banche più sicure e più efficienti col cloud

Banche più sicure e più efficienti col cloud
Analisi di Reply: "Produttività aumentata, innovazione e scalabilità sono i fattori chiave. E si risparmiano tempo ed energie che possono essere dedicati ad attività più importanti. La memorizzazione dei dati e la potenza di calcolo vengono considerate sempre più come servizi da affidare ad aziende specializzate”
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In uno dei suoi report di fine anno, Reply indaga quanto e come le istituzioni e le piattaforme finanziarie utilizzano tecnologie cloud. Il gruppo di consulenza, system integration, applicazioni di digital services fondato da Mario Rizzante ha ascoltato più di 100 istituzioni finanziarie nell’Unione europea e nel Regno Unito, traendo le tendenze utili dall’analisi di oltre 1000 progetti cloud condotti con questi partner. Che il futuro dei servizi finanziari sia sulla nuvola è un dato di fatto: “Una produttività aumentata, innovazione e scalabilità sono i fattori chiave di questo cambiamento. Inoltre, passando al cloud si risparmiano tempo ed energie che possono essere dedicati ad attività più importanti. La memorizzazione dei dati e la potenza di calcolo vengono considerate sempre più come servizi da affidare ad aziende specializzate”, si legge nel documento stilato al termine dell’indagine. Tuttavia questo trasloco verso il cloud procede a ritmi differenti nei vari settori industriali e nei diversi Paesi, e per molte aziende l’esperienza di adozione del cloud non si è rivelata all’altezza delle aspettative iniziali.

Affidarsi al cloud per una banca, una piattaforma di pagamenti o un intermediario finanziario significa poter scalare su richiesta, garantire l’innovazione, implementare nuove funzionalità in tempi più rapidi e ridurre progressivamente la dipendenza da sistemi preesistenti. Le sfide, però, non sono poche: servono più fornitori all’altezza, manca prontezza culturale, bisogna alzare i livelli di sicurezza e si finisce per essere dipendenti dai fornitori esterni. A influenzare i tempi di questa transizione sono ovviamente le normative, ma anche e soprattutto l’incompatibilità che si verifica in realtà molto grandi con i sistemi esistenti su cui ancora basano buona parte delle loro attività.

Curioso l’approfondimento sulla sicurezza che ha fornito esiti contraddittori: secondo un’ampia percentuale di intervistati, il cloud avrebbe migliorato significativamente la sicurezza rispetto ai sistemi tradizionali, mentre per molti altri la sicurezza è stata una delle questioni più spinose della transizione al cloud. Come si spiega questa differenza? Probabilmente con l’esperienza più consolidata: più ci si affida al cloud e più se ne comprendono i vantaggi anche sotto questo punto di vista.

In termini culturali, invece, la rapidità e l’impatto dell’adozione del cloud dipendono fortemente dalla presenza delle persone adatte, dall’esistenza dell’ambiente giusto e dalla prontezza dei leader a prendere alcune scelte. Disporre della tecnologia giusta senza avere le persone, la cultura e la leadership adatte non porterà i profitti e il ritorno sull’investimento che è invece possibile con una transizione al cloud gestita in modo ottimale.