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La blockchain transformation è iniziata: cos’è e perché ci interessa

La blockchain transformation è iniziata: cos’è e perché ci interessa
Ernst & Young ha presentato un sondaggio che sintetizza le intenzioni positive delle imprese italiane verso l’industria blockchain
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L’EY Blockchain Summit è l’evento che Ernst & Young organizza ogni anno per fare il punto sul settore blockchain: per l’occasione è stata presentata l’EY-Qiibee Blockchain Survey, un sondaggio condotto su più di 100 C-level di aziende e PA per valutare la percezione che i manager che ricoprono ruoli decisionali in azienda hanno sulle nuove tecnologie, conoscenza che in un’autovalutazione tra 0 e 100 hanno valutato in media a quota 48. Valore che evidenzia come sia fondamentale investire per diffondere una maggiore conoscenza di queste soluzioni e aumentare le competenze dei dipendenti.

Secondo il sondaggio, le tecnologie più note sono l’intelligenza artificiale, il 5G e l’IoT, che però rimangono ancora su un valore intermedio (rispettivamente il 53, il 52 e il 51 su un massimo di 100); decisamente meno conosciute, la realtà virtuale e aumentata (34 su 100) e il quantum computing (29 su 100).

Secondo Giuseppe Perrone, Blockchain Leader per Ernst & Young, la tecnologia blockchain “può avere un grande valore per il business delle aziende e per l’evoluzione di servizi della PA, ma per sfruttare concretamente questo valore è necessario lavorare sullo sviluppo delle competenze, sulla regolamentazione del settore e sulla capacità d’innovazione dei casi d’uso specifici. Per abilitare una fattibile trasformazione digitale delle aziende bisogna usare le soluzioni tecnologiche per la creazione di un’economia basata sulla trasparenza, l’interoperabilità e l’efficienza”, e la blockchain è la tecnologia che si sta rivelando più adatta.

Nonostante sia ancora poco nota, la blockchain è tra le 3 tecnologie che i rispondenti dichiarano di voler adottare maggiormente nelle aziende in quanto ritenute ad alto impatto sul business: la predisposizione media all’adozione di soluzioni blockchain secondo i rispondenti è sul 57%, subito dopo l’IA (74%) e l’IoT (63%); l’89% di chi pianifica l’implementazione di nuove soluzioni tecnologiche, inoltre, investe anche in strumenti formativi a sostegno delle competenze necessarie.

La preoccupazione principale manifestata sulla tecnologia è legata al tema della privacy e della sicurezza, ma vengono anche menzionati temi come la rigidità di adattamento, l’interoperabilità, la mancanza di cultura e conoscenza di questa soluzione e la regolamentazione ancora poco chiara e precisa.

Le applicazioni che può avere la blockchain sono moltissime per quanto se ne conoscano ancora solo alcune: secondo l’EY-Qiibee Survey, le più note sono la tracciabilità (per il 24% dei rispondenti) e la token economy (18%); l’utilizzo di smart contract per l’automazione dei processi, l’implementazione di processi per programmi fedeltà, la creazione di non-fungible token (i cosiddetti Nft) e l’adozione di paradigmi di identità digitali autodeterminanti rimangono meno note. Soltanto il 4% conosce o ha realizzato casi d’uso in ambito DeFi, la finanza decentralizzata abilitata dalla blockchain, che in effetti ancora oggi è molto poco diffusa in Italia sia perché è percepita come legata a operazioni speculative e poco trasparenti sia perché poco approfondita, ma soprattutto perché non regolamentata: secondo il 58% dei rispondenti, la regolamentazione del mercato attuale non sarebbe sufficiente.

Giuseppe Perrone, EY EMEIA Blockchain Leader 
Giuseppe Perrone, EY EMEIA Blockchain Leader
  

Blockchain nella supply chain, tracciabilità per un business più sostenibile
La tracciabilità, dunque, è l’applicazione della blockchain più nota dalle aziende. In Italia ormai da molti anni si sono susseguiti diversi progetti di realtà che, investendo su questa tecnologia, vogliono garantire maggiore trasparenza dei processi produttivi attraverso un sistema di tracciabilità. Più della metà dei top manager (il 58%) è convinto che la blockchain nella tracciabilità sia utile sia a livello operativo sia dal punto di vista del marketing, aumentando il valore del proprio brand. Oggi più che mai l'attenzione è puntata sulla sostenibilità del business e l’efficienza dei processi.

Gli Nft: non solo un trend, ma un asset
Nell’ultimo periodo si è parlato tanto di Nft, ma rimane ancora poco diffusa la loro applicabilità a livello di business. Le applicazioni più note, secondo l’EY-Qiibee Blockchain Survey, sono per il 23% i collectible, per il 21% attività di marketing, per il 16% il play-to-earn e la gamification e per il 14% per uso di copywrite e fractional ownership. Il 59% dei rispondenti della survey dichiara che non farebbe leva sul trend di Nft per il business dell’azienda: il 26% semplicemente perché non sa cosa siano, a conferma dell’importanza della formazione su questi temi; il 33% perché si tratta di un settore ancora troppo incerto e mutevole, complesso da gestire, ma soprattutto poco noto all’interno delle proprie realtà aziendali.

I vantaggi della blockchain nella Pubblica Amministrazione
La blockchain ha enormi vantaggi per sviluppare il proprio business, ma quali sono i valori aggiunti per la Pubblica Amministrazione? La Self Sovereign Identity è un tema molto sensibile che sta coinvolgendo e richiedendo sforzi da parte delle PA anche nel nostro Paese, lo conferma anche la ricerca EY-Qiibee, secondo cui il 59% del campione sarebbe propenso all’utilizzo dell’Identità digitale in Blockchain come servizio di identificazione, nonostante vi siano ancora molti indecisi (30%). I principali timori per l’adozione dell’identità digitale sono nuovamente la mancanza di conoscenza, la mancanza di una regolamentazione a livello comunitario, la poca chiarezza e comprensione dei temi della Privacy e della sicurezza.

Gli strumenti di EY
EY agisce come intermediario nello sviluppo della tecnologia: rende più semplice alle aziende la conversione dei propri processi e logiche sulla blockchain con un set di strumenti chiamato OpsChain. Un’interfaccia che permette la creazione di smart contract su blockchain Ethereum e Layer-2 come Optimism, Arbitrum e Polygon in pochissimo tempo: la maggior parte dei progetti può essere portata da concepimento da rilascio nel giro di due o tre mesi. Sebbene l’utilizzo di un intermediario per sviluppare applicazioni su blockchain non sia proprio della filosofia sulla decentralizzazione alla base del settore, può essere un compromesso per facilitare l’ingresso a tutte le aziende e entità in un ambito completamente nuovo e in rapida crescita.