Cybercrimine

La criptovaluta di Squid Game? Era una truffa da quasi 3,5 milioni di dollari

Si chiamano Rug Pull e ne sono capitate tante negli anni, anche intorno a serie tv popolari: ecco perché ci si continua a cascare
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La criptovaluta ispirata a Squid Game, la serie sudcoreana dei record, era una colossale frode. Neanche troppo originale o imprevedibile: raccogliere soldi in cambio di token (quindi non criptovaluta) e sparire nel nulla.

Il token $SQUID aveva raggiunto nei giorni scorsi una valutazione superiore ai 2800 dollari per unità. Prima che i suoi misteriosi promotori svanissero, portandosi dietro il capitale raccolto in una settimana: poco meno di 3,4 milioni di dollari.

La valuta digitale era stata creata con un disegno ben preciso: convincere le persone ad acquistarla in vista di un fantomatico gioco da fare debuttare nei prossimi mesi in cui sarebbe stata spendibile. D’altronde, in epoca di Nft milionari, di tweet che fanno schizzare le valutazioni di questa o quella criptovaluta (come quelli di Elon Musk) e di altre strane operazioni legate agli ogggetti digitali collezionabili, tutto sembra ormai possibile. E tutto è completamente avulso alla regolamentazione delle agenzie di Stato, tanto più quando si tratta di piattaforme internazionali di questo tipo. Creata alla fine di ottobre, $SQUID ha guadagnato il 310.000% di valore nel giro di pochi giorni, semplicemente sull’onda della serie firmata da Hwang Dong-Hyuk, la più vista di sempre su Netflix.

All’alba di ieri, lunedì 1 novembre, il valore del token è crollato a 0. Sì, zero dollari. Niente di niente in mano. Il sito di riferimento è andato offline e l’account Twitter bloccato. Come ha spiegato Gizmodo, i creatori hanno messo in piedi quel che nel mondo delle criptovalute si chiama Rug Pull, una formula comunissima di truffa: si crea un nuovo token, lo si inonda di liquidità pompandone la crescita in pochissimo tempo sulla base di una moda o del fenomeno del momento, si dà la possibilità di scambiarlo attraverso altre criptovalute e dopo un po' ci si mangia la liquidità lasciando gli acquirenti con un pugno di token senza valore. Esattamente quello che è successo: prendi i soldi e scappa. Cambiano le piattaforme ma non le tipologie di inganno, verrebbe da dire. Con una certa perfidia, queste operazioni vengono etichettate anche come Exit Scam.

Gli altri casi di Rug Pull
Le Rug Pull hanno costituito la quasi totalità di tutti gli schemi di frode riguardanti le criptovalute nella seconda metà dello scorso anno. E secondo CipherTrace anche il 2021 non è andato affatto bene: qualcosa di simile, costruito intorno a The Mandalorian, popolarissima serie Disney ambientata nell’universo di Star Wars, è finita in un altrettanto indecoroso bagno di sangue proprio all’inizio del 2021, coinvolgendo anche vari influencer di TikTok che avevano consigliato l’acquisto di $MANDO ai loro follower.

Un fenomeno, dunque, ormai consolidato: basti ricordare, fra 2018 e 2019, il caso di WoToken, responsabile di una maxi-truffa da far impallidire quella legata a Squid Game: 1,1 miliardi di dollari. I 4 responsabili cinesi di questo enorme schema cypto-Ponzi sono stati condannati lo scorso anno a diversi periodi di carcere.

A dirla tutta, come fatto notare anche da Engadget, in questo caso chi ci è cascato si è anche messo un po’ nei pasticci per contro suo: c’erano segnali chiari fin dall’inizio che si trattasse di una sonora fregatura. La fascinazione del gioco, e forse la convinzione (del tutto infondata) che dietro potesse nascondersi Netflix o qualche player dell’intrattenimento, hanno condotto nella trappola migliaia di persone, nonostante il sito SquidGame.cash fosse pieno di errori e porcherie assortite e, contrariamente ai classici Rug Pull, quei token non fossero vendibili, ma solo acquistabili.

Purtroppo anche i media hanno fatto la loro parte: da Bbc a Fortune fino a numerose testate internazionali hanno dato spazio e titoli alla roboante crescita della valutazione, senza approfondire debitamente i rischi dell’operazione. Che, proprio come nel sanguinoso gioco narrato nella serie tv, ha visto trionfare un solo vincitore.