Almanacco dell'innovazione - 18 ottobre 1995

Il primo "Buongiorno": la risata del mattino via email che divenne una multinazionale

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Il 18 ottobre 1995 un gruppetto di persone (“otto per la precisione: quattro colleghi, due informatici e due dell’università di Bologna”) ricevettero una email con scritto “Buongiorno” nell’oggetto. Nel testo c’era una battuta di Walter Fontana, umorista e sceneggiatore di cui qualche mese prima era uscito un libretto molto divertente (“L’uomo di marketing e la variante limone”). La battuta era questa: “Era un bambino presuntuoso e saccente. Quando la maestra di prima elementare gli chiese: “Ma tu credi in Dio?”. Lui rispose: “Beh credere è una parola grossa. Diciamo che lo stimo”.

Da quel primo “buongiorno” è nata una startup che è diventata una  multinazionale e che oggi fa parte di un gruppo giapponese molto più grande. Il mittente di quella email era Mauro Del Rio, nato a Parma, che aveva fatto una discreta carriera come consulente per Andersen, uno dei colossi dell’epoca. Erano gli anni in cui il web stava nascendo e Del Rio si era convinto che il modo migliore, il più efficace per contattare i potenziali clienti, non fossero i siti, ma le email. Da lì a poco il marketing via email diventerà una pratica diffusissima - anche troppo - ma ai tempi quello fu uno dei primi esperimenti. 

Dopo quella prima email Del Rio aveva continuato a mandare tutti le mattine un “buongiorno” con un messaggio divertente. Per cominciare bene la giornata. La cosa funzionava, grazie al passaparola gli iscritti al suo “buongiorno” crescevano a gran ritmo, ad un certo punto superarono i 70 mila. Era il 1999: al chè Del Rio tirò fuori il business plan a cui aveva lavorato, si dimise da Andersen e fondò “Buongiorno” che di lì a poco avrebbe iniziato a mandare email profilate in quattro continenti e 57 paesi.

Non è questa la sede per rievocare tutte le vicende della storia di “Buongiorno” che ad un certo punto finì (nella sua dimensione startuppara), con un party intitolato “Buonanotte” e regalando a tutti gli invitati un cuscino con su scritto “Stop Pushing” che era il contrario del mantra aziendale “Keep Pushing", continua a spingere (a fine festa i cuscini vennero usati per una memorabile battaglia, come quelle che si fanno quando vai al liceo, di cui resta una preziosa documentazione video).  Ripensando a quegli anni Del Rio risponde guardando avanti piuttosto: “Appena ho visto Alexa e Google Assistant ho pensato: sono perfetti per farci sopra “buongiorno”. Non tanto la battuta del giorno (il servizio iniziale) ma il set di cose che faceva “buongiorno” con la mail; raccoglieva le cose che ti interessavano e te le portava ogni mattina: Il meteo della tua città, le notizie principali, i risultati sportivi, anche l’oroscopo se volevi, e anche una battuta. Ahime, la mail è internet, è open; Alexa e Google sono proprietari, chiusi. In entrambi i casi se dici al mattino “buongiorno” ti risponde un servizio “loro”, bruttino”.