Serially, la prima piattaforma italiana per le serie tv in streaming gratuito

L’azienda si pone l’obiettivo di raggiungere 15 mila utenti entro la fine dell’anno dichiara di puntare al milione per la fine del 2022
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Serially è il nome della nuova piattaforma con la quale hanno a che fare i telespettatori italiani e cercherà di focalizzare l’attenzione degli appassionati di serie che nel nostro paese sono sempre di più e non amano la tv lineare. Fatta apposta per chi preferisce guardare ciò che ama sul dispositivo che ha per le mani o davanti agli occhi in un determinato momento, Serially nasce dall’idea di due imprenditori italiani: Alessandro Mandelli e Massimo Vimini. Dopo una lunga esperienza nel mondo della comunicazione e un’attenta analisi del settore delle serie, i due manager hanno deciso di creare una nuova piattaforma con l’obiettivo di regalare contenuti inediti per soddisfare le esigenze, sempre più difficili, degli utenti italiani. I contenuti inediti sono tantissimi. Interessanti i titoli internazionali come Brassic (un grande successo di Sky UK), Him e Dorien e i titoli spagnoli, fra i quali spiccano Si Fueras Tu e Antes de perder, qualcosa di sudcoreano e taiwanese in prima visione per l’Italia e disponibili in streaming.

In questo momento il palinsesto al momento vanta tredici serie TV che annoverano tra i protagonisti alcuni dei volti più noti degli ultimi anni come Esther Acebo (Stoccolma de La Casa di Carta) e Miguel Bernardeau (Guzman di Elite) e doppiatori di consolidata esperienza e da voci note come il rapper Shade. L’offerta verrà ampliata di ulteriori 10 titoli entro la fine dell’anno, garantendo quindi un interessante catalogo in costante aumento. Ovviamente il punto di forza di Serially sarà la fruizione a costo zero, grazie agli spot pubblicitari. L’azienda, che si pone l’obiettivo di raggiungere 15 mila utenti entro la fine dell’anno, dichiara di puntare al milione per la fine del 2022. «Uno degli elementi più importanti per il successo di una nuova piattaforma - dice Mandelli - è la possibilità di vedere contenuti inediti gratuitamente. Secondo l’istituto di ricerca 2B Research, circa il 70% degli utenti è disposto a visionare spot pubblicitari per guardare serie TV in streaming a costo zero». Massimo Vimini, Co-founder di iXMedia aggiunge: “Abbiamo lavorato duramente per offrire agli utenti italiani un nuovo modo di fruire serie TV altrimenti inaccessibili, eliminando due barriere importanti. La prima, rappresentata dalla lingua, ci ha visto sviluppare un sistema efficace di doppiaggio e sottotitolazione; la seconda, invece, è data dalla centralità di offrire un servizio gratuito agli appassionati di serie tv. Avvalendoci del modello AVOD, abbiamo potuto rendere tutti i titoli completamente gratuiti”.

L’accesso alla piattaforma per vedere i diversi contenuti proposti avviene in modo molto intuitivo: Serially è disponibile in versione browser al link serially.it dal 14 ottobre, mentre le app su iOS e Android arriveranno il 28, per poi proseguire nei prossimi mesi con le smart TV. Nella roadmap futura ci saranno anche contenuti italiani ma non c’è la volontà di portare al pubblico cose già viste. «Una volta rinforzati - dice Mandelli - ci piacerebbe fare autoproduzione anche in Italia». Quibi potrebbe essere un modello di business? «Sarebbe interessante rispetto alla Nostra volontà di trasmissione. In America Quibi è fallita in sei mesi ma i costi erano esorbitanti rispetto alla produzione di tantissime serie ti con delle superstar che portavano i ricavi iniziali a zero. Probabilmente capendo come poter trasformare quell’esperienza in qualcosa di più fruibile sarebbe un’idea affascinante».