Stellantis svela il suo progetto di guida autonoma

In quattro anni coinvolti 14 marchi, 34 partner tra cui fornitori, istituti di ricerca, autorità stradali. Per la realizzazione di 70 auto dotate di funzioni di guida automatizzata in 14 siti pilota e sette Paesi e 750 guidatori professionisti
 

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Si parla tanto di guida autonoma, di sperimentazione e di progetti futuri, ma a che punto è il colosso Stellantis? La risposta è complicata perché dopo la fusione fra i gruppi FCA e PSA con 14 marchi coinvolti, capire a che punto era la tecnologia driveless di Peugeot, Opel, Fiat, Alfa e soci era di fatto impossibile. Ora però è la stessa Stellantis ad aprire i suoi archivi più o meno segreti e a condividere i risultati del progetto di guida autonoma “L3Pilot”. Così viene chiamato infatti il progetto europeo di ricerca e innovazione che ha lo scopo di testare la fattibilità delle funzioni di guida autonoma di Livello 3 sulle strade pubbliche.

Stellantis, tutti i numeri del progetto di guida autonoma L3Pilot

E dai numeri di quattro anni di grande lavoro, si scopre che il progetto ha coinvolto qualcosa come 34 partner tra cui fornitori, istituti di ricerca, autorità stradali. Per la realizzazione di 70 auto dotate di funzioni di guida automatizzata in 14 siti pilota e sette Paesi e 750 guidatori professionisti, esperti nelle funzioni SAE di livello 3, sia come guidatori sia come passeggeri. Un numero importante, che si è tradotto poi in 400.000 km percorsi sulle autostrade, metà dei quali in modalità automatizzata e metà percorsi come riferimento e 24.000 km percorsi in scenari urbani, dei quali 22.200 km in modalità automatizzata e percorsi 1.800 km come riferimento.

Tanto per capirci, al livello 3 SAE il guidatore non ha bisogno di monitorare costantemente la situazione di guida, ma deve riprendere il controllo quando il sistema lo richiede. Una cosa complicata quindi che ha gettato i tester in situazioni di guida complicate, tipo il parcheggio, il sorpasso in autostrada, l’attraversamento di incroci urbani e scenari a distanza ravvicinata.

E come è andata davvero, per ora, Stellantis non lo dice. Va bene svelare i progetti e dare i numeri, ma è evidente il fatto che il colosso italo-francese non voglia dare vantaggio alla concorrenza.

Così a Torino dicono solo che “Il feedback di tutti i partner aiuterà a definire i requisiti di sistema necessari e un codice di buone pratiche. L3Pilot ha fornito un importante contributo nel testare le funzioni di guida automatizzata, nell’analizzare le prestazioni dei sistemi autonomi dal punto di vista dell’utente e nel comprendere l’impatto della diffusione della tecnologia sulla sicurezza stradale in contesti di traffico misto”. Ma per conoscere questi famosi “feedback” dobbiamo aspettare poco: basandosi sui risultati ottenuti da L3Pilot, Stellantis continuerà a contribuire allo sviluppo su larga scala della tecnologia con il prossimo progetto co-finanziato dall’Unione Europea: Hi-Drive (2021-2025). Così probabilmente sarà la stessa UE attraverso Hi-Drive a raccontarci come viaggia l’auto a guida autonoma.