Almanacco dell'Innovazione - 15 agosto 1998

Esce l'iMac, e i computer smettono di essere beige

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Il 15 agosto 1998 i personal computer smisero di essere beige. Era un sabato e negli Stati Uniti arrivava nei negozi l’iMac G3. Ancora una volta la Apple stava cambiando tutto, non solo il colore in effetti.

Steve Jobs lo aveva presentato qualche mese prima, il 6 maggio. Era da poco tornato alla guida dell'azienda di cui era co-fondatore e da cui era stato estromesso a lungo. E quel prodotto doveva segnare il rilancio. Annunciandolo, Jobs disse che l’iMac G3 nasceva “dal connubio tra l’eccitazione di Internet e la semplicità di Macintosh”. Era insomma il primo personal computer progettato per rendere più facile l’utilizzo numero principale che gli utenti facevano di un pc: navigare la Rete (la “i” davanti a Mac stava a significare “Internet”, e la ritroveremo dopo anche nell’iPod, nell’iPhone e nell’iPad). 

youtube: Steve Jobs presenta il nuovo iMac

Ce lo ricordiamo per il colore (e infatti la campagna di lancio giocava con lo slogan "Sorry, no beige", cioè "Ci dispiace, non è beige") e per il design, che per la prima volta prevedeva una plastica traslucida e delle morbide curve rispetto alla forma a scatola dei predecessori (frutto del lavoro del giovane Jonathan Ive, che poi firmerà molti successi Apple). Ma in realtà in quell'iMac c’erano anche tantissime scelte tecnologiche che poi diventeranno uno standard: per esempio non c’era la porta dove infilare i floppy disc che avevano segnato tutta la prima stagione dei computer e c’erano un paio di porte Usb per collegare le periferiche come le stampanti. Costava circa 1300 dollari e con vari aggiornamenti è stato in commercio fino al 2003.

Per un po’ è stato il personal computer più venduto negli Stati Uniti. Del resto al lancio, con il suo inconfondibile stile comunicativo messianico, Steve Jobs aveva detto: "Sono felice di comunicarvi che la Apple è tornata".