Almanacco dell'innovazione - 15 luglio 2006

A una festa nasce Twitter, ma senza vocali e nessuno lo capisce

(reuters)
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Il 15 luglio 2006 è nato Twitter. Sì, lo so, noi siamo tutti abituati a celebrare il primo tweet della storia, "Just setting up my twttr", il 21 marzo di quell'anno. Ma allora non c'era ancora il servizio, non c'era nulla. Solo un'idea. L'idea di un gruppo di amici che lavoravano ad Odeo, una società di audio e video - oggi diremmo che facevano un servizio di podcast - lanciata nel 2005. 

Insomma Jack Dorsey, che ai tempi era uno studente della New York University (e che oggi è amministratore delegato di Twitter) lancia l'idea di un servizio di sms collettivo, ovvero da mandare a più persone. Ne parla con Evan Williams che era uno dei fondatori di Odeo; il nome Twttr lo suggerisce l'altro fondatore, Noah Glass. Piace a tutti: ricorda Flickr, che in quel momento aveva un gran successo; suona come una sorta di ruttino, qualcosa che ti esce all'improvviso dalla bocca; e rimanda al cinguettio di un uccellino. Perfetto. Anche perché ai tempi il dominio twitter.com era occupato; infatti il nome diventerà Twitter solo sei mesi dopo il lancio, quando il dominio verrà acquistato. Nelle prime settimane Twttr era stato usato solo dai dipendenti di Oreo; il 15 luglio il lancio, in occasione di una festa a San Francisco di cui in rete ancora si trovano delle foto piuttosto scatenate. 

Il giorno dopo ne diede notizia Michael Arrington, il potente direttore di TechCruch, che è la testata di riferimento delle startup della Silicon Valley. Titolo: Odeo lancia Twttr. Da lì si capisce che inizialmente funzionava mandando un sms al numero 40404 a un gruppo di contatti; che era possibile aggiungere amici, trovarne di nuovi e bloccare chi ti stava antipatico. "Era un social network costruito sui messaggini" diceva Arrington senza coglierne la portata. Alla festa di San Francisco le persone lo avevano usato soprattutto per scrivere "Ho fame" oppure "sto pulendo casa". Cazzeggio puro. Non c'era neanche nei fondatori l'idea che un giorno potesse diventare quel formidabile strumento per informarsi che è oggi (anche se il cazzeggio è rimasto molto presente).

Ai tempi, si capisce dal post di Arrington, il problema per il successo di Twttr sembrava essere la privacy ovvero il fatto che poi i messaggi mandati restassero pubblici in bacheca e che tutti potessero leggerli. In pratica quello che è diventato forse il punto di forza di Twitter veniva visto come il suo punto debole. Senza contare che c'era un altro servizio che sembrava piuttosto simile che si chiamava Dodgeball. Morale, Dodgeball è scomparsa, di Odeo si sono perse le tracce fino al fallimento qualche anno fa; Jack Dorsey ed Evan Williams, con Biz Stone, alla fine del 2006 si comprarono tutto dalla Odeo, cambiarono nome al servizio aggiungendo due provvidenziali vocali e dal 2007 Twitter si preparava a cambiarci la vita.

E' difficile saper cogliere l'innovazione a volte.

 

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