Non si ferma la corsa dei Chromebook: vendite cresciute del 275% in un anno

Performance impressionanti per i computer basati sul sistema operativo di Google: nel primo trimestre del 2021 ne sono stati consegnati 12 milioni in tutto il mondo

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Un Chromebook di Acer

 

Da computer di nicchia a più desiderati del mercato in appena 12 mesi: non si ferma l’ascesa dei Chromebook, i portatili basati sul sistema operativo Chrome Os di Google, le cui vendite sono aumentate addirittura del 275% fra inizio 2020 e inizio 2021.

Come spiegammo già lo scorso febbraio, sono notebook caratterizzati da semplicità d’uso, basse necessità hardware e soprattutto prezzo decisamente contenuto: quelli consigliati da Google per il nostro Paese partono da 269 euro e comunque non vanno oltre quota 700. Tutti elementi che hanno contribuito al loro successo: secondo i dati relativi al primo trimestre di quest’anno, riportati da Canalys, nel mondo ne sono stati venduti quasi 12 milioni, appunto con una crescita del 275%.

Nel dettaglio, Hp ne ha venduti oltre 4 milioni (+634% in un anno) e domina il mercato, seguita nell’ordine da Lenovo, Acer, Samsung e Dell; impressionante soprattutto la performance di Samsung, che ha venduto oltre 1,2 milioni di Chromebook ed è cresciuta del 2233% rispetto al 2020.

canalys: i dati di vendita dei Chromebook fra 2019 e 2021

Chromebook, i dati di vendita di Canalys

 

Le ragioni del successo dei Chromebook
Spiegare perché questi portatili stiano piacendo così tanto è abbastanza facile:
- perché sono piuttosto semplici e non necessitano di configurazioni complicate, acquisto di licenze, programmi e così via;
- perché costano (molto) poco;
- perché sono perfetti per didattica a distanza e smart working.

Sono perfetti per il periodo che stiamo vivendo, insomma: tantissime famiglie, negli Stati Uniti ma pure in Europa, li hanno scelti appunto per seguire le lezioni da casa, per fare videochiamate o partecipare a videoconferenze, per lavorare insieme con i colleghi su un documento condiviso su Google Drive.

A dimostrarlo, un’altra analisi, condotta da Idc, che svela che nel primo trimestre sono stati venduti circa 13 milioni di Chromebook (c’è una leggera discrepanza con i dati di Canalys, ma non cambia il punto del discorso), cioè circa 300mila in più rispetto agli iPad: evidentemente, sono sempre di più le persone che a parità di prezzo (o anche a prezzo inferiore) preferiscono questi portatili al tablet di Apple.

Quel che resta da capire è se sarà vera gloria, cioè se i computer basati su Chrome Os saranno in grado di confermare queste performance anche nei mesi a venire, quando auspicabilmente torneremo tutti alle nostre vite di prima, senza necessità di didattica a distanza e lavoro da remoto.