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Banner, ricerche e spostamenti: come scoprire le cose che Google sa di te e cancellarle

Il tuo telefono non ti spia e nemmeno ti ascolta, però ha tanti modi per raccogliere informazioni su di te: ecco come puoi provare a difenderti

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La domanda torna ciclicamente, almeno un paio di volte alla settimana, nei casi più “estremi” anche più volte al giorno: com’è possibile che ho appena cercato online un treno per Roma e adesso vedo dappertutto i banner degli hotel a Roma? Anche: com’è possibile che ho parlato con un’amica di quel paio di scarpe che vorrei e ora me le vedo spuntare dappertutto su Facebook, su Instagram, pure sui siti d’informazione? Ma allora qualcuno ci ascolta? Il mio telefono mi spia? No, il tuo telefono non ti spia (non nel senso tradizionale del termine, almeno) e nemmeno ti ascolta, come spiegammo e dimostrammo alla fine del 2019. E però ha tanti modi per raccogliere informazioni su di te, tanti ne hanno le aziende e le agenzie pubblicitarie, e tanti gliene dai tu. In più o meno tutti i casi c’entra Google, il più noto, diffuso e popolare motore di ricerca.

 

Il sito di Google in cui sono nascosti i nostri desideri
L’argomento “ma come fanno a sapere tutte queste cose?” è tornato d’attualità di recente, alla fine dello scorso gennaio: l’americana Trish Kabob ha condiviso su TikTok un video per spiegare come funziona la gestione degli ad (advertising, le pubblicità) da parte di Big G, ottenendo oltre 16 milioni di visualizzazioni e oltre 3 milioni di like. Che sono tantissimi anche per un social network molto “affollato” come TikTok.

 

 

Tutto passa attraverso la pagina Ads Settings, che fa il paio con quella chiamata My Activity, che tiene conto di ogni nostro spostamento nel mondo reale, del tempo passato in un posto, di come l’abbiamo raggiunto, che cosa abbiamo fatto, quali fotografie abbiamo scattato e così via. Collegandosi ad Ads Settings dopo avere fatto login al nostro account su Google, potremo dunque sapere tutto quello che Big G sa o pensa di sapere di noi, elaborato sulla base delle nostre ricerche online.

 

Nel mio caso sa che sto nella fascia di età 45-54 anni e che sono un maschio (abbastanza facili, queste due cose), che mi piace fare acquisti online, che mi interesso di cibo e alimentazione, che mi piacciono le auto sportive (abbastanza vero), le Lexus e le Bmw (non molto vero), pure che la settimana scorsa ho fantasticato di fare un viaggio alle Canarie e ho cercato i voli e come fare per andarci e un hotel dove dormire. Oltre a centinaia e centinaia di altre informazioni.

 

Il pulsante per disattivare totalmente la personalizzazione degli annunci su Google

 

 

Come funziona Ads Settings e come difendersi
Sulla “mia” pagina ci sono circa 200 voci diverse che mi riguardano, che il colosso di Mountain View ha raccolto negli anni attraverso la mia attività di navigazione su Internet e che usa (anche se “Google non vende a nessuno le tue informazioni personali”) per tracciare un mio profilo di consumatore e per permettere alle aziende di mostrarmi pubblicità che dovrebbero essere interessanti per me. Che questi dati arrivino dalla cronologia di navigazione è la ragione per cui non sono tutti esatti: posso essermi informato sulle auto fuoristrada, ma non è detto che davvero m’interessino; posso aver ascoltato musica blues, ma magari non è davvero la mia passione. E decisamente non mi importa del calcio, anche se mi capita di occuparmene per motivi di lavoro.

 

Detto questo, ci sono un paio di modi per provare a difendersi da quella che può in effetti essere vista come un’invasione della nostra privacy. Innanzi tutto e più semplicemente, in cima alla pagina c’è un interruttore per attivare (immagine più sopra, è l’impostazione di default quando si crea un profilo su google.it) o disattivare la personalizzazione degli annunci. Più nel dettaglio, si può agire su ogni singola voce dell’elenco per attivare o disattivare gli annunci su quello specifico argomento: per esempio, basta cliccare su Abbigliamento e poi su Disattiva (immagine qui sotto) per impedire a Google di tracciare le nostre ricerche in quell’ambito. O per il blues, i cani, i gatti e le Bmw.

 

Ogni singola categoria può essere "spenta" o "accesa" a piacimento

 

 

Qualsiasi cosa si decida di fare, è importante ricordarsi che l’attività di profilazione svolta da Mountain View è solo una delle tante (anche se probabilmente la più vasta) cui siamo sottoposti quando ci colleghiamo alla Rete o anche quando ci spostiamo nel mondo reale con in tasca uno smartphone su cui è attivo il Gps: Facebook e quasi tutti gli altri social network fanno più o meno lo stesso, così come la maggior parte dei siti su cui navighiamo, compresi quelli di informazione.

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