Dainese, un gilet salvavita per i runners

La «smart jacket» pesa come un telefonino e può lanciare l’allarme in caso di cadute e aggressioni

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Pesa come un telefonino e meno di un paio di scarpe «minimaliste» da running. Ma soprattutto, può salvare la vita. È il «D-One», un gilet ideato nei laboratori della Dairlab, la società di ricerca e sviluppo fondata nel 2015 da Lino Dainese.

Il lavoro del centro è orientato al mondo delle moto, certo. Ma l’obiettivo è di ideare materiali e dispositivi per aumentare la sicurezza. In quest’ottica, Dainese aveva presentato all’Eicma 2019 la «Smart Jacket», il primo gilet con airbag senza fili, fino a quel momento indispensabili per attivare il dispositivo nell’eventualità di una caduta o di un impatto. Il sistema di cuciture conduttive integrate nella struttura consente di mettere in comunicazione i vari sensori dotati di accelerometro sistemati nel gilet, che riescono a valutare l’improvviso cambiamento di assetto dovuto a un evento accidentale e in una frazione di secondo fanno espandere l’airbag.

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Ecco, la stessa tecnologia è sfruttata per il D-One. Ma al posto dell’air bag, la caduta (seguita da alcuni secondi di immobilità) fa scattare una chiamata con il cellulare di chi lo indossa a tre numeri (in sequenza) preimpostati. Assieme alla chiamata, i destinatari riceveranno anche un sms geolocalizzato, per consentire l’invio dei soccorsi nel modo più preciso possibile. Ma c’è anche la possibilità di premere un pulsante in modo autonomo per far suonare una sirena (attraverso il telefono cellulare), oppure per chiamare i soccorsi in caso di aggressione o di una caduta che non abbia fatto perdere conoscenza al runner.

Il dispositivo sarà prodotto con tagli al maschile e al femminile, ma sono proprio le donne il «target» individuato da Dainese. Non a caso, il D-One è stato testato da un’atleta del livello di Elena Bellò, campionessa italiana degli 800 metri. Il suo commento: «Per i risultati che voglio raggiungere mi alleno intensamente, alle volte di sera o in zone poco frequentate. Questo dispositivo è uno strumento utile, che mi dà sicurezza». «L’esperienza nel mondo delle moto ci ha insegnato che le donne sono più sensibili e attente al tema della sicurezza – spiega Vittorio Cafaggi, amministratore delegato di Dairlab -. Per le runners, poi, ai rischi di incidente legati all’attività sportiva si aggiungono quelli per le possibili aggressioni, soprattutto in certi luoghi e fasce orarie».  

La sicurezza, però, è anche passiva. Per questo, il gilet è dotato di led con luminosità regolabile, per garantire visibilità (o meno) anche con il buio e con qualsiasi condizione meteo. Il peso è di 150 grammi, quanto un paio di scarpette da corsa o un cellulare e viene distribuito in modo uniforme sul gilet, per non sbilanciare o condizionare il movimento. Il prezzo è di 299 euro, la «Smart Jacket» è già disponibile on line e presto arriverà anche nei negozi specializzati.