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Pallacanestro Trieste, parla il coach Legovich: «Bene per metà match, nel finale spenti»

roberto degrassi
2 minuti di lettura

Dall’inviato ad ASSAGO

Marco Legovich nel dopopartita al Forum promuove solo il primo tempo ed è la sala stampa a dargli conforto allungando a quasi tutto il terzo quarto la resistenza dei biancorossi. «Non cambia la vita, 20 o 28 minuti...Nel primo tempo siamo riusciti a mettere in pratica quello che avevamo preparato. Qualche accorgimento come la difesa a zona a tratti ha dato buoni frutti, alla distanza eravamo in balia della fisicità degli avversari. Nel finale ci siamo spenti in malo modo e non meritavamo di subire questo scarto. Dobbiamo evitare questi momenti di calo anche se mi rendo conto che la squadra aveva speso quello che aveva. Inoltre l’Armani ha concluso con percentuali da tre al limite della perfezione».

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Come mai non si è ricorso al time-out quando Milano ha iniziato ad allungare nel finale del terzo parziale? «Alla conclusione del quarto mancava poco e pensavo che saremmo riusciti a resistere, poi alcuni episodi ci hanno penalizzato e lo scarto è aumentato». Sulle prove negative di Campogrande e Spencer il coach biancorosso precisa che «avevano accusato piccoli infortuni durante la sosta saltando alcuni allenamenti, non erano al meglio».

Si sono viste alcune soluzioni inedite. Una, Pacher e Lever insieme, non poteva che essere una novità visto che per l’altoatesino era il debutto ma ha comunque sorpreso vederli contemporaneamente essendo i due “4” del roster. L’altra novità è avere insieme i due play. Davis e Bossi. Una mossa che è sembrata propedeutica per il futuro...

«Abbiamo aspettato a lungo la coppia Pacher-Lever ed è giusto che comincino a conoscersi e condividere minuti sul parquet. Quanto a Bossi&Davis, Corey viene pressato continuamente e ha bisogno di respirare nel corso del match, quindi gli fa bene giostrare anche da guardia lasciando a Stefano oppure a Bartley il compito di portare su palla. Questa e quella delle due ali forti insieme sono due opzioni di cui tenere conto per il futuro».

Nessun riferimento al mercato e del resto su questo tema Legovich ha sempre chiarito che è pertinenza della società. Va da sè tuttavia che vedere Davis guardia con un altro play in campo ha inevitabilmente fatto pensare a quello che potrebbe accadere con l’arrivo di Michele Ruzzier. Ieri Michi era nei 12 della Virtus Bologna a Trento ma non ha visto neanche stavolta il campo. La concorrenza è stellare ma non entrare mai non dev’essere il massimo per chi era nel giro della Nazionale.

Prendiamoci il rischio noi di fare una previsione: da oggi in poi - e ribadiamo da oggi - ogni giorno può essere quello giusto per l’annuncio del ritorno del figliol prodigo.

Ettore Messina, dall’altra parte, spiega: «Mi auguro che il nostro secondo tempo ci aiuti a sbloccarci e sia un segnale positivo». 

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