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La Triestina si è finalmente sbloccata. Ora bisogna sconfiggere i cali di tensione

La prima vittoria è importante sul piano psicologico con pochi passi in avanti però sulla fluidità del gioco, sulla continuità e sugli equilibri difensivi

Ciro Esposito
2 minuti di lettura
Petrelli e Felici festaggiano Adorante dopo il gol su rigore (Foto Lasorte) 

TRIESTE. La prima vittoria che tutti aspettavano è arrivata, anche se nessuno si aspettava che arrivasse così. Lo sviluppo della gara con quell’uno-due decisivo a pochi minuti dal termine ha determinato una gioia oggettivamente eccessiva. E non per il fatto che il rigore non ci fosse, perché nel finale il successo sarebbe comunque potuto arrivare. Piuttosto perché contro una squadra come la Virtus Verona, attrezzata con alcuni giocatori di buon livello ma comunque decisamente meno strutturata tecnicamente rispetto all’Unione, ci si poteva attendere un’affermazione più lineare.

Di positivo c’è che, oltre ai tre punti che potrebbero sbloccare una squadra spesso contratta, questo gruppo in qualche modo è riuscito di nuovo a tirarsi fuori dalle secche. Era successo anche a Trento e questo significa che il carattere c’è ma non sempre si può raddrizzare la baracca in extremis.

La Triestina ha comunque cercato di chiudere la sfida sin dal primo tempo e ci è anche riuscita costruendo un paio di palle-gol e una rete per quanto fortunosa. E lo ha fatto grazie all’iniziativa di Bonatti di cambiare qualcosa rispetto al classico schieramento adottato fino a Trento. La costruzione da dietro a tre, un Ghislandi più libero a destra e Furlan a fare da elastico con le punte hanno avuto due effetti: da una parte un po’ di difficoltà di alcuni giocatori a trovare la posizione, dall’altra una maggiore incisività nella manovra d’attacco. Niente di travolgente, anche perché il ritmo è andato a strappi così come discontinuo è stato il movimento senza palla dei protagonisti. In ogni caso la ricerca di aggiustamenti tattici depone in favore del lavoro del tecnico. Peccato che i cali di tensione che caratterizzano al momento questa squadra, oltre alle mosse di Gigi Fresco, abbiano cancellato il vantaggio acquisito nella prima frazione. Nella terza partita giocata dall’Unione all’interno dello stesso match, quando è affiorata la prima contestazione, ancora una volta Bonatti ha avuto la forza di cambiare con l’ingresso dei giovani e l’utilizzo di tre punte. Se non fossero arrivati gli episodi favorevoli tanti avrebbero detto che il tecnico ha indovinato i cambi. Al di là dei luoghi comuni si può dire però che Bonatti ha avuto il coraggio di cambiare e questo è un passo in avanti verso la piena padronanza di una squadra. Sul piano del gioco offensivo e del mantenimento di equilibrio c’è ancora tanto da fare. Perché troppo spesso l’Unione viene presa d’infilata quando alza il suo baricentro e contro formazioni più esperte e scafate della Virtus le correzioni in corsa diventano più complicate. Ora che è stato rimosso l’eventuale blocco psicologico della prima vittoria il gruppo può lavorare in modo più sereno nonostante la società abbia più volte dichiarato di non esercitare pressioni. Se la manovra, che spesso appare contratta non dipende da ragioni tecniche e tattiche, dalle prossime gare si dovrebbe assistere a un gioco un po’ più fluido, più continuo e con meno cali di tensione.

Insomma la Triestina e il suo tecnico ora entrano in quella fase della stagione nella quale possono e devono dimostrare il loro effettivo valore che sulla carta è da fascia alta (non da primato).

E anche le valutazioni, quelle razionali e non emotive, potranno essere più circostanziate e tranchant.

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