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basket – serie a

Pallacanestro Trieste, l’inizio è un incubo: senza nerbo e difesa viene travolta da Pesaro

Nella prima giornata di campionato all’Allianz Dome la Carpegna vince 74-100 restando in vantaggio dal primo minuto. Biancorossi arrendevoli nel finale

Roberto Degrassi
Aggiornato 2 minuti di lettura

TRIESTE. Non è l’inizio che ci sarebbe voluto. La tappa iniziale di una difficile corsa per la salvezza, il debutto di Legovich da capo allenatore, la prima volta dell’Allianz Dome aperto al pubblico senza restrizioni. Tutto questo avrebbe meritato uno svolgimento migliore. L’esordio nel nuovo campionato invece consegna alla Pallacanestro Trieste una sconfitta - purtroppo - ineccepibile, contro una Carpegna Pesaro avanti dal primo al quarantesimo minuto.

Trieste dovrebbe essere una squadra dalla difesa tignosa, di grande intensità, di palloni rubati volando sul parquet, di faccia tosta e ritmo. Dovrebbe, appunto. Troppe volte, invece, accusa battute a vuoto, concedendo tiri aperti agli esterni marchigiani che sanno come far male e smarrendo ordine e lucidità quando si tratta di attaccare il canestro. Per affrontare il campionato al quale è chiamata Trieste, fatto di cuore e sofferenza - serve di più. Quello di ieri era ipoteticamente il più addentabile tra gli incontri previsti dal calendario per il primo mese di gioco. Il prossimo impegno sarà in casa della Virtus Bologna, per dire. L’ultimo quarto di ieri lascia l’immagine di una squadra che affacciatasi sull’ultimo parziale con 12 punti da recuperare non crede più nella rimonta, o almeno non fa niente per dimostrarlo. Il problema non è perdere. Il problema è come si perde e in questo caso rimane poco da salvare del primo pomeriggio all’Allianz Dome.

Il primo quintetto di Marco Legovich head coach in A è Davis, Bartley, Deangeli (preferito a Campogrande), Pacher e Spencer. In panchina per fare dieci, vista l’indisponibilità di Sheqiri e l’impiego di Antonio la sera prima in C Gold con il Cus, c’è Lever. Anche Pesaro fa i conti con pedine precauzionalmente inutilizzabili, Charalampopoulos e Delfino.

Avvio in equilibrio per cinque minuti, poi sulla scia di un discutibile infrazione di passi fischiata a Bartley in contropiede Pesaro piazza un 6-0 (11-7 7’). Gaines, appena entrato in campo per Bartley, firma una tripla. Ma i marchigiani non si scompongono, fanno pesare i 213 cm di Kravic, sono più ordinati in attacco mentre Trieste forza da tre, in difea è troppo discontinua e distratta nelle rotazioni e la conseguenza è il +9 con il quale chiudono avanti il primo quarto (18-27).

Biancorossi in evidente difficoltà, sotto anche di 13 (20-33). Ancora da Gaines con due bombe e da una penetrazione di Bossi arriva un segnale di reazione (28-33). Gaines continua a essere un rebus irrisolvibile per la difesa di Pesaro. Manca sempre quel quid per riprendere completamente in mano la partita: si perde banalmente un pallone, si concede qualche libertà di troppo sull’arco. Ma la fuga della Carpegna è stata annullata. Arriva da Bartley la svolta: due liberi e una palla rubata riconvertita in un’affondata a canestro per costringere Repesa al time-out sul 38-40. Andrebbe pure bene se non ci fossero un paio di invenzioni arbitrali penalizzanti a complicare i piani. Si va al riposo sotto di tre (44-47) con una frazione marchiata Gaines, con 18 punti in otto minuti.

Avvio choc nel terzo quarto, con Trieste che passa dal possesso della possibile parità al meno otto (47-55) facedosi punire due volte da tre da uno scatenato Moretti. Davis si fa perdonare le amnesie difensive con 5 punti di fila. Una fiammata. Poi la Carpegna si riprende il vantaggio. Terzo fallo di Spencer e poco dopo anche di Vildera, una zavorra pesante per andare a giocarsi gli ultimi 14 minuti per giunta con 10 lunghezze da recuperare (52-62 26’) visto che dopo il Moretti-show adesso sulle frequenze pesaresi va in onda il monologo di Abdur-Rakman. Se poi per attacchi di fila si sbagliano passaggi elementari i guai uno se li va a cercare pure da solo. La Carpegna si invola (57-72 29’). Trieste è in confusione, brucia banalmente altri due possessi, al 30’ 60-72.

Quarto fallo per Spencer e Vildera ma non è questo che condiziona l’ultimo quarto. I biancorossi danno la sensazione di essere già scarichi psicologicamente, continuano a forzare, qualche giocata individuale sposta poco nello svolgimento del match. Carpegna avanti con relativa serenità, Trieste sfiduciata. Il finale è già scritto, si tratta solo di aspettare la sirena. E non si riesce nemmeno ad evitare il centello.

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