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Canottaggio, le triestine Premerl e Zerboni sul tetto del mondo

Annata magica per le atlete del Saturnia che hanno dominato a livello assoluto e junior nel 2 senza. D’oro anche Corazza (Timavo)

Maurizio Ustolin
2 minuti di lettura
Le triestine Maria Elena Zerboni e Samantha Premerl 

TRIESTE. Il canottaggio di casa nostra non tradisce mai. Ancora una volta atlete triestine e isontine sono riuscite a dominare una manifestazione di altissimo livello. E per il Saturnia è un altro momento storico da celebrare.

Arrivano due titoli mondiali pesi leggeri da Racice in Repubblica Ceca, grazie a Samantha Premerl e Maria Elena Zerboni (Saturnia) nel 2 senza e a Ilaria Corazza (Timavo) nel 4 di coppia. Il bilancio della spedizione del Friuli Venezia Giulia viene completato dal sesto posto di Stefania Buttignon (Fiamme Oro/Timavo) nel singolo.

Un pomeriggio tinto d'azzurro quello di venerdì 23 settembre sulle acque del Labe Arena per i cinque titoli iridati conquistati dalle barche dei pesi leggeri nel singolo maschile, i 2 senza maschile e femminile ed i 4 di coppia maschile e femminile.

Quella del 2 senza è stata una gara nella quale non è mai stata messa in dubbio la superiorità di Samantha Premel e Maria Elena Zernboni, che con il titolo mondiale in terra ceca, quest'anno si sono fregiate di due Europei e due Mondiali under 23 ed Assoluti, tutto quello che era possibile vincere.

Dopo la partenza, erano gli Stati Uniti che cercavano di rimanere più a lungo possibile con il 2 senza “triestino”, già staccati Germania e Brasile, ma era un'illusione effimera per la barca a Stelle e Strisce che doveva inchinarsi alla superiorità di Samantha e Mary, che pur in testa non mollavano un colpo, per onorare ancora una volta l'azzurro sul gradino più alto del podio. Sul traguardo era l'Italia a passare per prima, ed a seguire gli Stati Uniti e la Germania.

«Italy, Triest, Saturnia» sono state le parole del commentatore di World Rowing quando ha chiamato Premerl e Zerboni sul podio a ricevere la medaglia d'oro. Una soddisfazione a cui si associava subito dopo l'inno di Mameli, il momento in cui ad un atleta ed a un tecnico passano in un time lapse i momenti belli e quelli difficili che li ha portati ad un risultato di questa portata.

Commenta Spartaco Barbo il tecnico delle due atlete: «Siamo molto soddisfatti e contenti perchè è un risultato che avevamo in animo di ottenere già l'anno scorso, stagione in cui i Mondiali non si sono disputati, ma quest'anno sì e ce l'abbiamo fatta. Non è stato facile, non la gara in se stessa, ma la gestione di quest'ultimo mese, perchè preparare l'Europeo e adesso il mondiale avevamo qualche dubbio se fossimo riusciti ad arrivare in forma a Racice. Le ragazze - continua il tecnico del Saturnia - sono state veramente brave, hanno fatto tutto quello che c'era da fare, non c'è mai stato un giorno in cui non avessero rispettato il programma. Soddisfazione per loro e per me. Vincere 3 Mondiali, 2 Europei e record del mondo in questi ultimi anni, non è una cosa comune, e per un tecnico è il sogno che si avvera dopo tanto lavoro».

Era il quadruplo femminile che imbarcava Ilaria Corazza a siglare il quinto titolo mondiale per l'Italia nell'ultima delle finali della giornata. Durava lo spazio di una partenza il confronto tra le azzurre e gli Stati Uniti. Il ritmo forsennato di Corazza, Noseda, Crosio e Mignemi rappresentava l'impegno verso la ricerca di un crono più possibile vicino al best time della specialità. In progressione il quadruplo italiano macinava colpi efficaci in acqua lungo tutto il percorso con l'effetto di aumentare ad ogni intertempo il distacco dalla barca statunitense. Sul traguardo erano 22” il distacco dalle avversarie ed era il terzo titolo mondiale in carriera per la Corazza.

Le parole di coach Lorenzo Tedesco: «Questa medaglia d’oro ha il sapore della rivalsa per questa stagione di Ilaria, in cui ha sfumato il posto da titolare al Mondiale Under23 a causa del Covid. Sono molto felice per lei e per le sue compagne di avventura e tengo a porre un accento sul crono fatto registrare, ulteriore indice di valore dell’equipaggio a prescindere dalla scarsa partecipazione o dal valore degli avversari».

Nella finale del singolo, era un più che onorevole sesto posto per Stefania Buttignon in una delle gare più affollate e di qualità tecnica altissima, dopo la finale conquistata all'Europeo il mese scorso: un'ottima base di partenza per la prossima stagione che sarà già di qualifica per i Giochi Olimpici di Parigi 2024.

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