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Italia campione d’Europa under 22 con la ronchese Ghergolet e la cormonese Princic

Luca Perrino
2 minuti di lettura

RONCHI DEI LEGIONARI – L'Italia under 22 di softball è campione d'Europa. Ed a portare a casa il titolo ci sono anche la ronchese Martina Ghergolet ed Elisa Princic, radici cormonesi. Due autentici orgogli della nostra regione. Le azzurre completano il cammino perfetto: 11 vittorie su 11 partite. Sconfitta in finale la Repubblica Ceca per 3 a 2, l’Italia si conferma campione di categoria a quattro anni di distanza dalla vittoria di Trnava.

È una vittoria straordinaria, che dà il terzo titolo dal 2008. Italia perfetta. Non ci sono altri aggettivi possibili per una squadra che è stata capace di iniziare e finire il cammino del campionato europeo under 22 senza nemmeno uno stop. Dopo le dieci vittorie della fase eliminatoria, le azzurre allenate da Andrea Longagnani hanno ottenuto l’undicesima, quella più dolce, quella che ha scatenato la gioia per un titolo europeo che era sospirato fin dal primo momento del raduno che ha dimostrato la forza di un gruppo molto coeso e di grande valore, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche dal punti di vista umano.

È stata una affermazione, quella in finale, dopo essere andate sotto con un fuoricampo da un punto, ma più in generale quella nel torneo, che ha avuto il sapore della rivincita, dopo l’argento dell’under 18 lo scorso a Praga. In più questa vittoria può rappresentare il salto di qualità per molte delle ragazze del gruppo, alcune delle quali, come Alexia Lacatena (già elemento della squadra delle Olimpiadi di Tokyo) hanno il piglio delle vincenti, non si abbattono mai, nemmeno se impallinate da una battuta avversaria, e sanno come dare la carica al resto della squadra.

Una squadra di grande livello in tutti i suoi elementi, che ha nel capitano Elisa Princic un’altra sicura campionessa. Non a caso, dopo l’iniziale svantaggio, è stata lei a portare a casa i punti che hanno ribaltato la finale. Al quinto per la difesa italiana ricomincia a lavorare alla grande ed è anche quella sicurezza, data sia da Alexia Lacatena, sia dalle 8 attorno a lei che fa sì che nell’attacco successivo l’Italia effettui il sorpasso, sulla spinta di un plus tecnico che sembra essere chiaro.

Giulia Koutsoyanopoulos comincia con un bel singolo al centro, a scavalcare gli interni; Noemi Giacometti la fa avanzare con il più classico dei bunt di sacrificio; Anita Bartoli batte in diamante e una scellerata scelta del seconda base della Repubblica Ceca di tirare in terza per cercare di eliminare Koutsoyanopoulos fa sì che l’Italia si trovi con corridori agli angoli e un solo out. A quel punto entra in scena il capitano: Elisa Princic. Il catcher azzurro batte una valida a scavalcare gli interni, mettendo palla per terra davanti all’esterno sinistro: a quel punto Anita Bartoli (che nel frattempo era arrivata in seconda su indifferenza della difesa) è già alle spalle di Koutsoyanopoulos e entrano i punti del pareggio e del sorpasso.

“È proprio vero – dice il capitano Elisa Princic alla fine – questa grandissima vittoria ha un gusto particolare perché è arrivata in casa loro, per di più in rimonta. Contro la Spagna, nell’ultima partita prima della finale, avevamo avuto l’unica del torneo andando sotto. Ci è stata molto utile per capire come imparare a soffrire e reagire. Sono senza parole, perché questa è una vittoria fantastica, di una squadra speciale”.

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