Pallamano Trieste, o ci sono i fondi o si chiude

Entro la mezzanotte di venerdì 24 giugno il direttivo del club biancorosso valuterà se ci sono segnali di interesse sul territorio per coprire l’iscrizione al campionato di A1 o A2

TRIESTE. «Entro mezzanotte il consiglio direttivo dovrà decidere in merito al futuro della Pallamano Trieste. Tramite la Slc Consulting abbiamo contattato realtà imprenditoriali cittadine: se nelle prossime ore si concretizzeranno le manifestazioni d'interesse raccolte nelle ultime settimane valuteremo se iscriverci alla serie A o alla serie A2. Nel caso in cui non dovessimo avere garanzie economiche sufficienti l'unica strada possibile è rinunciare al titolo sportivo e chiudere la società».

Giorgio Oveglia, direttore sportivo della Pallamano Trieste, inquadra con fermezza il momento del club. Chiuso lo scorso campionato con un crescendo positivo di gioco e risultati raggiungendo salvezza e ottavo posto assoluto grazie al lavoro di Fredi Radojkovic e Andrea Carpanese, la società si trova a fare i conti con l'ennesima estate vissuta all'insegna dell'incertezza.

«Programmare la prossima stagione nelle condizioni attuali è impossibile - continua Oveglia - Forse è arrivato il momento di prendere atto del fatto che nonostante un'incredibile salvezza, la promozione dei nostri ragazzi dalla serie B e un settore giovanile che continua a produrre risultati e regalare scudetti alla città, a Trieste la pallamano non interessa più. Dispiace perchè 17 scudetti, sei coppe Italia e tanti titoli giovanili conquistati restano un fiore all'occhiello che nessun'altra società in Italia può vantare (e non solo nella pallamano ndr) ma dobbiamo fare i conti con la realtà e capire che non si può restare aggrappati al passato».

Entro la mezzanotte del 24 giugno, dunque, il Consiglio di amministrazione della società dovrà prendere una decisione.

Stretti contatti sono in corso con la Slc Consulting, la società di marketing tedesca che, grazie all'intermediazione dell'ex portiere biancorosso Markus Niederwieser, ha lavorato sul territorio per cercare di trovare le risorse indispensabili per poter affrontare il campionato 2022/2023.

«L'ultima stagione - ricorda ancora Oveglia- ha lasciato pendenze che dovremmo chiudere prima di concentrarci sulla prossima. Non è pensabile decidere di partire per una nuova avventura senza un'adeguata copertura, lo abbiamo fatto lo scorso anno e abbiamo visto come sono andate poi a finire le cose. Non è un problema di campo o risorse tecniche perchè anche perdendo tanti giocatori una squadra noi saremmo in grado comunque di metterla sul parquet di Chiarbola. Ma, ripeto, solamente se da parte della città dovesse arrivare oggi un qualche segnale di interesse. Ne prenderemmo atto, in caso contrario la sorte della nostra società è già segnata».

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